Alla fine l’ho scoperto il motto perfetto: nunc est bibendum, di Orazio, che significa “ora bisogna bere”. Ora più che mai, aggiungerei. E bello è stato scoprire questa locuzione su una gustosissima bottiglia, quella del Raixe 2021 di Giorgia Grande. Ràixe nasce da tre uve profondamente liguri – bosco, albarola e vermentino – provenienti da piccoli vigneti di Monterosso, nelle Cinque Terre. Siamo in dimensioni quasi domestiche: l’azienda di Giorgia, a Cornice, nell’alta Val di Vara, arriva nelle annate generose a circa duemila bottiglie complessive.
Più che una cantina, una riunione condominiale molto ben riuscita. Il colore è dorato e appena velato. Al naso arrivano mela matura, pera, fiori di campo ed erbe aromatiche, con qualche nota di frutta gialla e una vena salmastra. In bocca è fresco, agile e soprattutto sapido, ma non la caricatura del “vino di mare”, tutto iodio, bensì un bianco succoso, concreto, con la macerazione che aggiunge materia senza trasformarlo in una tisana tannica. Ràixe significa radici, ma il vino non sembra affatto inchiodato alla tradizione. La usa piuttosto come punto di partenza, lasciando poi il sorso libero di muoversi.



