giovedì
17 Settembre 2026
Mei

Una mostra per riscoprire Auty: l’outsider faentino dell’arte contemporanea

Oltre 50 opere in mostra dal 19 settembre alla Galleria Comunale d’Artem grazie alla donazione di Enzo Biffi Gentili

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Una vita da romanzo, errabonda e disperata, vissuta “on the road” tra Faenza, Bologna, Roma, Parigi e Milano, venendo le proprie opere per strada a tarda notte per pochi euro, fino ad affermarsi nel panorama nazionale dell’arte contemporanea. Faenza ricorda Filippo Auti, detto Auty, con una mostra curata dallo storico e critico Enzo Biffi Gentili. L’esposizione è in programma dal 19 settembre al 4 ottobre alla Galleria Comunale d’Arte di Faenza (Voltone della Molinella), e allestimento è firmato dall’architetto Vincenzo Lega.

La mostra intende far conoscere e valorizzare la figura dell’artista che, proprio nella sua città locale, è rimasto quasi completamente sconosciuto o dimenticato. I lavori esposti provengono dalla raccolta privata di opere di Auty realizzata da Enzo Biffi Gentili, storico e critico delle arti applicate torinese, ma di famiglia d’antica origine faentina: si tratta di oltre cinquanta opere a tecnica mista su carta di vari formati, realizzate da Auty nell’ultimo quarantennio del secolo scorso. Dopo un lustro trascorso nella raccolta delle opere, Biffi Gentili ha deciso di donarle all’Associazione ex Allievi del Liceo Torricelli, che l’artista aveva frequentato dal 1949 al 1953. L’associazione di ex allievi si occupa anche dell’organizzazione dell’esposizione, inserita tra gli eventi collatrali del Mei.

«Abbiamo accettato con animo grato la donazione della raccolta di Enzo Biffi Gentili affinché resti memoria nella nostra città di questo artista dalla vita tragica, che fu allievo del nostro Liceo – commenta Antonio Nannini, presidente dell’Associazione ex Allievi del Liceo Torricelli -. Uno di noi dunque, segnato però sin dalla nascita dal trauma psicologico di essere abbandonato in un orfanatrofio e di aver vissuto da ragazzo l’orrore dei bombardamenti aerei che colpirono Faenza nel 1944, lasciandogli nella mente le immagini di corpi smembrati dalle deflagrazioni, tema ricorrente in diverse sue opere».

Filippo Auti infatti nasce nel 1934 a Faenza. Figlio di genitori ignoti, viene affidato all’Orfanotrofio maschi di Faenza. Studia al Liceo Torricelli fino al quarto anno, poi si trasferisce a Urbino dove consegue la maturità. Sino dalla fine anni Cinquanta ha vita raminga, praticamente senza fissa dimora, tra Bologna, Roma, Parigi, e poi a Milano, dove si stabilisce. Nelle due ultime città fiorisce la sua arte del disegno, sempre ostinatamente distante da luoghi deputati come le gallerie: il mercato delle sue opere è la strada, sovente di notte, e diviene personaggio caratteristico di Brera, il quartiere storicamente più artistico di Milano. Enzo Biffi Gentili ricorda che «le vendite dei suoi artefatti a bassissimo prezzo, a uno o a due euro, si trasformavano in performance dal violentissimo linguaggio antifrastico, intellettualmente spiazzante, per alcuni perturbante. Il suo umorismo nero e il suo ductus grafico sovente “selvaggio”, ne fecero il re degli artisti “minori” meneghini». Fra i suoi ammiratori e sostenitori, vi era Bettino Craxi, nonostante Auty gli fosse politicamente avverso. Auty muore a causa di un infarto, nel 2007, a 73 anni. Dall’inizio del ventunesimo secolo, la sua reputazione artistica aveva iniziato a consolidarsi perché personaggi di rilievo in ambito culturale ne riconoscevano il talento, considerandolo un maestro anche per le giovani generazioni creative.

«Auty è un outsider ma très cultivé – dichiara ancora Enzo Biffi Gentili -, e la mostra si propone di dimostrarlo, a partire da composizioni grafiche degli anni ‘70 eseguite secondo le tecniche del fotomontaggio e del collage. La loro importanza riguarda anche la maggior riconoscibilità, rispetto ad altri “periodi”, di fonti, citazioni e colleganze artistiche».

Il donatore Enzo Biffi Gentili ha inoltre autorizzato l’alienazione di alcune opere al fine di cofinanziare la realizzazione della mostra; l’importo eventualmente eccedente le spese e lavori importanti di Auty saranno donati alla Biblioteca Manfrediana così duramente colpita dall’esondazione del Lamone nel maggio 2023. Una scelta compiuta a ragion veduta, anche perché la Manfrediana era il luogo prediletto da Auty per le sue bizzarre ricerche tanatologiche, sulla morte e sull’immortalità, che conduceva in giovane età. La prenotazione delle opere messe in vendita avverrà subito dopo la conferenza di presentazione della mostra al pubblico, che si terrà all’Auditorium del Palazzo degli Studi, in via Santa Maria dell’Angelo 1 martedì 15 settembre dalle 19:30, con accoglienza delle offerte a conclusione della illustrazione della rassegna fino alle ore 21 nella stessa serata.

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