Ha provato a gettare la droga dal finestrino dell’auto ma gli agenti di pattuglia hanno visto il gesto
La polizia ha denunciato l’uomo
Quando ha visto la pattuglia della polizia in via Fiume di Sotto a Fusignano ha provato a liberarsi della cocaina dal finestrino (circa 1,7 grammi) ma ormai era troppo tardi: gli agenti se ne sono accorti e hanno fermato la vettura su cui viaggiava avviando il controllo concluso con l’arresto del passeggero. In manette per spaccio nel pomeriggio del 22 giugno un 26enne catanese residente ad Alfonsine.
Una volta accertata l’estraneità del conducente, gli investigatori della questura hanno proceduto alla perquisizione domiciliare del 26enne che ha precedenti per furto. Al termine delle operazioni, venivano sequestrati 22 grammi di cocaina e 2,6 di hashish oltre a materiale per il confezionamento delle dosi e 1.145 euro in contanti; inoltre all’interno di una borsa da palestra sono state sequestrate sei fiale di Drostanolone, sostanze dopante di genere proibito.
Il giovane è stato sottoposto ai domiciliari e ieri il giudice ha convalidato l’arresto e, dopo aver concesso il rinvio della celebrazione dell’udienza al 14 luglio, ha sottoposto l’arrestato all’obbligo di firma giornaliera.
La consigliera comunale di opposizione critica l’operato del sindaco: «Pensa ad aumentare la Tari invece di occuparsi di delinquenza e strade a pezzi»
«De Pascale non vuole rendersi conto che i problemi dei ravennati non riguardano fantasmi ideologici di settanta anni fa o le problematiche interne alla sinistra locale: ai ravennati interessa la pronta risoluzione di questioni come la delinquenza dilagante, il porto insabbiato, le strade colabrodo, la piscina che cade a pezzi, le aziende in crisi, il centro storico abbandonato a se stesso, l’aumento della povertà e della disoccupazione». Così Veronica Verlicchi, consigliera comunale de La Pigna, liquida i primi due anni del 33enne cervese come sindaco di Ravenna.
La consigliera, entrata a Palazzo Merlato dopo le dimissioni di Maurizio Bucci che era candidato sindaco con la lista civica, accusa De Pascale e la sua giunta di «non aver combinato praticamente nulla brillando solo per tagli del nastro, proclami, perdite di tempo con comitati antifascisti e flash mob al porto. Un sindaco lontano anni luce dalle esigenze e dai problemi della città che deve amministrare, attorniato da una giunta composta da persone scelte dai suoi predecessori: Vidmer Mercatali e Fabrizio Matteucci».
Verlicchi elenca alcune iniziative adottate e ritenute evitabili: «Aumentare la Tari, aumentare il numero di autovelox, difendere il sistema clientelare del “poltronificio”, coprire i disavanzi delle Fondazioni a cominciare da Ravennantica. Questo sindaco è inesistente per la nostra città, totalmente distratto e pericolosamente indifferente alle esigenze di noi cittadini. Se avesse un minimo di senso di responsabilità lascerebbe immediatamente l’incarico».
È tutto pronto per il momento clou di Valore Tricolore, la manifestazione che si sta svolgendo a Punta Marina per celebrare le forze armate e i cento anni dalla fine della prima guerra mondiale: alle 16 di oggi, 24 giugno, il cielo sopra la spiaggia si colorerà di verde, biaco e rosso con l’esibizione della pattuglia acrobatica dell’aeronautica, le cosiddette Frecce Tricolori. Nella giornata di ieri i caccia hanno fatto le prove generali… in bianco. Ecco il video
Per la prima volta a Ravenna l’Udi si è costituita parte civile. Riconosciuto un danno di 10mila euro. L’avvocata Lama: «Il nostro riconoscimento non era così scontato, è importante per il lavoro delle volontarie»
Gli avvocati di parte civile del processo Cagnoni. Da sinistra: Maddalena Introna (associazione Dalla parte dei minori), Sonia Lama (Udi), Enrico Baldrati (Comune di Ravenna). Anche Linea Rosa è stata ammessa
Il pm la parola l’ha usata nei suoi interventi e ora l’avvocata Sonia Lama si augura che il giudice faccia altrettanto nella stesura delle motivazioni della sentenza dell’ergastolo a Matteo Cagnoni: «È importante che in un’aula di tribunale sia entrata la parola femminicidio – dice la legale che nella corte d’assise per l’omicidio di Giulia Ballestri rappresentava l’Unione donne in Italia (Udi) come parte civile -, ora ci vorrebbe il coraggio di usarla anche nelle carte. Aspettiamo di conoscere le motivazioni della sentenza perché, al di là del merito giudiziario, ci interessa capire quanto della nostra critica radicale del sistema patriarcale arcaico che sta all’origine, sempre, dei femminicidi e di quello di Giulia in modo inequivocabile, sia stato recepito e accolto».
Del resto sull’importanza di un certo linguaggio Lama si era già concentrata nell’udienza del 14 giugno durante le sue conclusioni, lamentando ancora troppa sottovalutazione del fenomeno femminicidio: «Per molti è una parola cacofonica – disse quel giorno -, mi sento dire che c’è già la parola omicidio. Ma questa è una guerra: nel 2016 in Italia sono state uccise 116 donne da amanti, mariti, compagni, fidanzati, familiari come conseguenza della volontà di autodeterminazione. E Giulia è stata una di quelle 116. Ci si chiederà perché aumentano i casi pur aumentando la sensibilizzaione. Perché sempre più donne si risvegliano e non vogliono più stare nel ruolo che gli uomini hanno deciso per loro».
Secondo Lia Randi, rappresentante legale dell’Udi a Ravenna, si tratta di «una sentenza giusta, che non ci induce all’esultanza, perché una giovane donna è stata uccisa, la sua vita annientata, i suoi tre figli rimasti orfani. Non esultiamo e non sottovalutiamo l’importanza di questa sentenza».
Dal dispositivo letto dal presidente della corte Corrado Schiaretti, l’Udi si è vista riconoscere un danno di 10mila euro, al pari di altre parti civili: «È stata la prima volta che l’Udi ha deciso di costituirsi a Ravenna ed è ovvio che c’è soddisfazione per il riconoscimento del ruolo, è un riconoscimento per le volontarie». Il motivo della presenza in aula dell’Udi era stato ben esplicitato già durante le conclusioni: «Questo femminicidio ha portato un danno incalcolabile per la nostra associazione perché bisogna ricominciare da capo con tutto il lavoro fatto». La richiesta era stata di 60mila euro di cui una provvisionale di 40mila con cui finanziare la pubblicazione dei resoconti del processo firmati dalla giornalista Carla Baroncelli sul blog della Casa delle Donne e un progetto di formazione triennale per docenti sulla cultura del rispetto di genere. Tutto confermato anche se la cifra è inferiore. Lo spiega Randi: «Destineremo, come già dichiarato, la somma del risarcimento ottenuto ai due progetti individuati: la pubblicazione e diffusione non solo a livello locale del libro che raccoglie le “ Ombre di una processo” di Carla perché pensiamo sia uno sguardo originale e significativo anche per altri processi, e i corsi indirizzati a studenti e docenti delle scuole di diversi ordini e gradi, per continuare il nostro lavoro di educazione alla parità fra i sessi, contro ogni forma di discriminazione per la prevenzione della violenza di genere».
I dati dell’attività diffusi in occasione dell’anniversario delle Fiamme Gialle: sottratti allo Stato oltre 210 milioni di euro di base imponibile
Tra verifiche e controlli nei confronti delle persone e delle imprese considerate maggiormente a rischio di evasione, la guardia di finanza in provincia di Ravenna negli ultimi diciotto mesi ha svolto 657 interventi: 219 soggetti sono stati denunciati per reati fiscali (scovati 121 evasori totali completamente sconosciuti al Fisco) con cui sono stati sottratti allo Stato oltre 210 milioni di euro di base imponibile. Per il recupero delle somme indebitamente sottratte all’Erario sono state sequestrate disponibilità patrimoniali e finanziarie per circa 13 milioni di euro nonché avanzate proposte di sequestro per ulteriori 60 milioni di euro. Come mostrano i numeri, divulgati il 22 giugno in occasione del 244esimo anniversario del Corpo celebrato alla caserma “Chierici”, è soprattutto nei confronti dei furbetti del fisco che si è concentrata l’azione delle Fiamme Gialle di Ravenna.
«Non si tratta di piccoli commercianti, artigiani e imprenditori, che rappresentano l’ossatura economica del Paese – commenta il colonnello Andrea Fiducia, comandante provinciale, a proposito dei protagonisti delle indagini – e che magari hanno omesso di rilasciare uno scontrino. Parliamo invece di grandi evasori che quasi mai evadono da soli, ma spesso si avvalgono di una rete di connivenze per realizzare circuiti viziosi fatti di fatture false». Nella categoria dei grandi evasori non rientra soltanto chi si avvale delle fatturazioni fittizie. Ci sono anche gli autori delle frodi carosello, coloro che costituiscono crediti Iva fittizi o che ottengono indebite compensazioni di imposte e contributi. Vi sono poi coloro che si spingono oltreconfine trasferendo all’estero i propri profitti e, per finire, quelle imprese straniere che operano in Italia, ma non dichiarano nel nostro Paese i redditi su cui hanno l’obbligo di pagare imposte nazionali.
La corruzione è una piaga della pubblica amministrazione di cui non è esente il nostro territorio. La guardia di finanza di Ravenna ha denunciato, per reati in materia di appalti e altri delitti contro la pubblica amministrazione, 14 persone di cui due arrestate a Faenza nell’ambito dell’operazione Barabba. Le frodi scoperte nel settore della spesa previdenziale e sanitaria sono state pari a 130 mila euro. Sono stati espletati 134 interventi di controllo in materia di prestazioni sociali agevolate e ticket sanitari, di cui il 25 percento sono risultati irregolari con la denuncia di nove soggetti per indebita percezione o illecita esenzione.
Le indagini patrimoniali nel settore della criminalità economico-finanziaria hanno portato alla proposta di sequestro di beni e valori per 15 milioni di euro. Il denaro illecitamente accumulato deve essere riciclato in attività o in investimenti apparentemente puliti: «Seguire i flussi finanziari diventa fondamentale in ogni tipologia di contrasto agli illeciti», spiega il colonnello Fiducia. Il valore del riciclaggio accertato dalla guardia di finanza di Ravenna nell’ultimo anno e mezzo si è attestato attorno ai 4 milioni di euro. Sono scattate denunce per riciclaggio e autoriciclaggio nei confronti di 21 persone. Sul fronte preventivo sono state analizzate oltre 260 segnalazioni trasmesse dagli intermediari finanziari e sono stati sviluppati mirati accertamenti patrimoniali, uno dei quali ha consentito al nucleo di polizia economico-finanziaria di individuare transazioni finanziarie illecite per oltre 1,1 milione di euro. Sono stati inoltre denunciati 21 responsabili di reati fallimentari, con la proposta di sequestro di beni per 10,5 milioni di euro.
Da sinistra il colonnello Andrea Fiducia della guardia di finanza, il procuratore capo Alessandro Mancini e il sostituto procuratore Monica Gargiulo
Per il contrasto alla contraffazione e alle violazioni alla normativa sul Made in Italy nell’ultimo anno e mezzo sono stati realizzati 94 interventi operativi che hanno consentito di sottoporre a sequestro complessivamente oltre 880mila prodotti irregolari e segnalati 159 responsabili alle competenti autorità, di cui 12 in arresto nell’ambito dell’operazione Fidelio.
La collaborazione tra il Consorzio Solco e Ravenna Teatro si rafforza e si estende anche alle altre strutture
Nella foto da sinistra: Giacomo Vici (Solco), Marcella Nonni (Ravenna Teatro), Giacomo Conti (Cra Garibaldi Zarabbini), Laura Gambi (Ravenna Teatro), Alessandro Argnani (Ravenna Teatro), Luigi Dadina (Ravenna Teatro), Antonio Buzzi (Consorzio Solco Ravenna), Valentina Morigi, assessora ai servizi sociali del Comune di Ravenna
Cultura e sociale si incontrano e lo fanno a Ravenna al numero 31 di via di Roma dove sorge il giardino della Casa Residenza Anziani Garibaldi-Zarabbini, in uno spazio adiacente al Teatro Rasi e alla sede di Ravenna Teatro. Ravenna Teatro e consorzio Solco collaborano già da tempo e frutto di questa relazione è stata l’organizzazione di diversi spettacoli all’interno del Giardino che hanno allietato anche gli ospiti della Struttura. Oggi questa collaborazione vuole andare oltre, estendendo il suo raggio d’azione a tutte le strutture ravennati gestite dal Solco.
«Il parco del Garibaldi è sempre stato il nostro palcoscenico estivo – precisa Marcella Nonni, della direzione di Ravenna Teatro -. L’anno scorso abbiamo letteralmente invaso il giardino con l’accampamento necessario per l’allestimento di “Inferno”, che si chiudeva appunto sotto il grande albero del parco. Da lì, l’idea di rafforzare il legame ha preso sempre più corpo. Perché non invitare agli spettacoli anche gli ospiti della struttura e i loro parenti? Così abbiamo riservato loro una replica di “Odiséa” (uno spettacolo in dialetto romagnolo scritto da Tonino Guerra e portato in scena dal nostro attore Roberto Magnani) e l’associazione Capit – che organizza la rassegna di spettacoli dialettali – ha aperto loro le porte del Rasi per assistere alle repliche della domenica pomeriggio. Quest’estate poi si sono susseguite diverse iniziative anche con il coinvolgimento dei bambini delle scuole».
«L’obiettivo che ci poniamo nella programmazione delle attività per gli anziani che vivono nelle nostre Case residenza è che essi continuino ad avere un rapporto intenso con il proprio territorio e che possano ricevere tutti gli stimoli culturali e sociali che caratterizzano la vita di ciascuno di noi – sottolinea Antonio Buzzi, presidente Consorzio Solco -. Per questo motivo abbiamo avviato la collaborazione con Ravenna Teatro già da diverso tempo e abbiamo potuto constatare che i risultati prodotti sono notevoli e migliorano la qualità della vita all’interno del ‘Garibaldi’. Adesso siamo pronti a rafforzare questa relazione ampliando la programmazione delle attività anche alle altre strutture da noi gestite attraverso una collaborazione più strutturata».
Il primo appuntamento che sancirà ancora una volta questa relazione avverrà con la messa in scena al Teatro Rasi di “I fatti” di Luigi Dadina e Francesco Giampaoli prevista nelle giornate di giovedì 28, venerdì 29 e sabato 30 giugno alla quale parteciperanno anche gli ospiti delle strutture del Solco insieme ai loro familiari. Continuano, inoltre, le repliche della rassegna per le famiglie che si chiuderanno a luglio, in attesa del primo appuntamento autunnale con lo spettacolo “Saluti da Brescello” di Marco Martinelli. In seguito riprenderanno le rappresentazioni in mattinata e in serale di cui la direzione delle varie strutture verrà informata per poter organizzare “le uscite”. «Oltre a questi appuntamento già in calendario – conclude Nonni – non mancheranno altre occasione, come spettacoli e laboratori, organizzati direttamente presso le strutture indicate dal Consorzio Solco».
Ritrovamento casuale in via Cimabue da una donna che ha sentito un miagolio. L’Enpa presenta denuncia contro ignoti
Si è avvicinata al cassonetto per gettare l’immondizia e ha sentito un miagolio: così verso le 16.30 del 22 giugno una signora ha trovato sette gattini appena nati gettati nella spazzatura in via Cimabue a Faenza. Il miagolio proveniva dall’unico della cucciolata ancora vivo e preso in cura dall’Enpa di Faenza mobilitata dalla polizia municipale a cui si era rivolto chi fatto il ritrovamento. L’ente protezioni animali presenterà denuncia contro ignoti per il gesto.
«Una vera e propria barbarie contro i piccoli e contro la mamma gatta, sicuramente non al primo parto – ha commentato Maria Teresa Ravaioli, presidente di Enpa Faenza –. La nostra volontaria, prontamente intervenuta, si è gettata all’ interno del cassonetto e in fondo ha ritrovato sei piccoli cadaveri e una piccolina miracolosamente ancora in vita. Perché gettarli nella spazzatura? Gli anni passano, ma la mentalità di certe persone non cambia. Ci sentiamo dire spesso che sterilizzare è contro natura, ma gettare dei piccoli nel cassonetto dell’immondizia cosa è?».
All’indomani dell’ergastolo il commento dell’assessora Ouidad Bakkali (Politiche di genere): «È stato giusto essere parte civile, il femminicidio non è più questione privata ma tocca la comunità». Riconosciuti 20mila euro di risarcimento all’ente: «Andranno per i progetti di prevenzione»
«È arrivata una sentenza esemplare, senza sconti. Non darà sollievo ai familiari della vittima ma spero che almeno possa dare loro un senso di giustizia». Così Ouidad Bakkali, assessora del Comune di Ravenna con delega alle Politiche di genere, commenta l’ergastolo arrivato ieri, 22 giugno, per Matteo Cagnoni per l’omicidio della moglie Giulia Ballestri. L’ente pubblico era tra le cinque parti civili ammesse.
La scelta di costituirsi parte civile, mai fatta prima dal Comune in casi del genere, aveva fatto discutere a suo tempo. Bakkali resta convinta che sia stata una decisione giusta: «Parliamo di un femminicidio che non è rimasto un fatto privato ma ha ferito tutta la comunità, in una città che lavora sui temi della parità di genere da anni. L’attenzione del pubblico nelle udienze è stata a volte morbosa ma dimostra il coinvolgimento. Il centro antiviolenza esiste da 27 anni e da allora è finanziato anche dal Comune. Per questo abbiamo preso quella decisione forte e rimango convinta della scelta». Durante le 29 udienze solo in un paio di occasioni l’avvocato Enrico Baldrati, che rappresentava Palazzo Merlato, è intervenuto: «Abbiamo fatto un lavoro di squadra con le altre parti civili – dice Bakkali – tenendo una linea di sobrietà e rispetto».
L’assessora era in aula ieri quando è stata pronunciata la sentenza verso le 19: «Ho provato a immaginare che impatto può avere avuto per la famiglia di Giulia, un momento di molta tensione e ho provato forte empatia per figli e genitori della vittima. La sentenza riconosce il lavoro egregio dei pm che hanno dimostrato tutta l’efferatezza di questo delitto».
Il Comune si è visto riconoscere un risarcimento danni di 20mila euro (chiesti 50mila euro, quantificati sulla base delle spese del personale dei servizi sociali incaricato di monitorare la situazione dei figli della coppia fino alla maggiore età). Fondi che andranno a sostegno delle iniziative di prevenzione e educazione contro le discriminazioni di genere e contro la violenza alle donne.
In provincia si comincia già nel 2018. Obiettivo anche la prevenzione, con fondi per il servizio piena e la vigilanza
Dalla Regione Emilia-Romagna arriva un maxi piano da 160 interventi, che partiranno entro l’anno, per la manutenzione di fiumi, torrenti, versanti e della costa dell’Emilia-Romagna per un totale di quasi 19 milioni di euro da qui al 2020: in provincia di Ravenna nel 2018 sono previsti 20 interventi per 1,4 milioni.
Nello specifico nel Ravennate per i fiumi sono destinati 565mila euro. Di questi, 200 mila euro serviranno alla sistemazione del reticolo idrografico del bacino Lamone; 190 mila saranno investiti per intervenire sulle arginature e per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua dei bacini di Fiumi Uniti, Montone, Ronco, Savio e Bevano; altri 175 mila per opere nei bacini dei torrenti Idice, Sillaro, Senio e Santerno ad Alfonsine, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Faenza, Fusignano, Massa Lombarda e Solarolo. Per la costa, è in arrivo mezzo milione di euro per il ripascimento delle spiagge in erosione nei comuni diRavenna e Cervia. A Brisighella, con 80 mila euro, si interverrà per la manutenzione straordinaria della parete gessosa sotto la torre dell’orologio. 120 mila euro sono destinati al consolidamento di abitati e versanti nel Bacino del Reno.
Al servizio di piena, per la vigilanza sui corsi d’acqua in caso di piogge intense, sono assegnati quest’anno 120 mila euro. Altri 30 mila circa saranno utilizzati per studi, indagini e rilievi necessari alla progettazione di interventi di sicurezza del suolo.
«Il raddoppio delle risorse destinate già quest’anno alla manutenzione è un grande risultato. E per la prima volta – affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo – mettiamo in campo una programmazione che abbraccia un intero triennio: significa cura costante e puntuale del territorio, sapendo con precisione le risorse su cui è possibile contare e le priorità su cui intervenire. La pianificazione è la premessa per accrescere l’efficacia delle azioni, proprio perché inserite in chiara strategia definita che punta ad innalzare sempre più i livelli di sicurezza a fronte delle sfide imposte dal cambiamento climatico e dagli eventi meteo estremi che ne derivano. Ovviamente rinnovando l’impegno della Regione a intervenire subito in caso di eventi imprevisti per non lasciare soli cittadini, imprese e comunità locali, come successo in questi anni in Emilia-Romagna».
Ciclismo / Domani, domenica 24 giugno, la figlia d’arte sarà tra le sette atlete della formazione piacentina VO2 Team Pink al via del campionato italiano con partenza alle 9 da Rivoli e arrivo dopo 78 chilometri ad Agliè. Papà Andrea, ds della squadra: «Sappiamo che sarà una gara dura con uno strappo molto impegnativo. Mi aspetto una sorta di corsa a eliminazione»
La ravennate Sofia Collinelli con la maglia della nazionale
Primo appuntamento clou della stagione per Sofia Collinelli, che domani (domenica 24 giugno) parteciperà al campionato italiano femminile Juniores su strada in programma in Piemonte. La sedicenne ravennate figlia d’arte è infatti una delle punte di diamante della squadra del VO2 Team Pink nella competizione lunga 78 chilometri con partenza alle 9 dal castello di Rivoli e arrivo al castello di Agliè, finish line della manifestazione denominata “Gran Premio Residenze Reali” e organizzata dalla Rostese-Rodman. Sette le “panterine”(così vengono soprannominate le giovani atlete del club piacentino) che sono iscritte alla corsa tricolore sotto la guida del direttore sportivo Andrea Collinelli, padre di Sofia e oro olimpico ad Atlanta 1996 nell’Inseguimento individuale.
Una terra che porta bene alla baby bizantina, in virtù del titolo italiano Allieve cronometro conquistato l’anno scorso a Caluso, in provincia di Torino. Al suo fianco parteciperanno le compagne di squadra Arianna Corino, cuneese di Bra, e le emiliano-romagnole Silvia Zanardi, Martina Sgrisleri, Giulia Aimi, Chiara Cavallini e Giorgia Mosconi. «Sappiamo che sarà una gara dura – spiega il ds Andrea Collinelli – con uno strappo molto impegnativo. Ci sarà di sicuro qualcuno che proverà come sempre a partire da lontano. Mi aspetto una sorta di corsa a eliminazione, con arrivi frazionati. Alla fine, chi ne avrà di più potrà tentare il colpo grosso. Il VO2 Team Pink? Abbiamo almeno due ragazze tra le migliori dieci in categoria: il nostro obiettivo è disputare una buona corsa, poi per vincere come sempre servono tanti elementi. La condizione è buona, i riscontri di domenica scorsa in una gara dura come Formello sono positivi, avendo finito con sei atlete tra le diciotto al traguardo».
La stagione di Sofia continuerà senza pause fin da lunedì, in quanto è stata chiamata dal ct Edoardo Salvoldi per un ritiro in altura a Livigno con la nazionale femminile strada. Ad allenarsi ad alta quota con la maglia azzurra dal 25 giugno al 7 luglio saranno tre atlete della formazione Donne Juniores del sodalizio piacentino: si tratta della piemontese Arianna Corino, della ravennate Sofia Collinelli (entrambe classe 2001) e della piacentina Silvia Zanardi, classe 2000 e al secondo raduno consecutivo in altura a Livigno con l’Italia.
A Marina di Ravenna invece si potrà visitare la fregata Martinengo
Torna sul lungomare di Punta Marina Terme “Valore Tricolore”, la grande manifestazione aerea che celebra quest’anno i cento anni dalla fine della Prima guerra mondiale e dalla morte del maggiore Francesco Baracca. Nelle giornate di sabato 23 e domenica 24 giugno il pubblico potrà ammirare le aree espositive ed esibizioni aeree di tutte le Forze Armate e di Polizia.
Già nella mattinata di venerdì 22 giugno arriverà e ormeggerà alla banchina Fabbrica Vecchia di Marina di Ravenna (Gruppo Ormeggiatori – via Fabbrica Vecchia 5) la fregata Martinengo (Classe FREMM). Il pubblico avrà l’esclusiva opportunità di visitare la nave nelle giornate di venerdì 22 giugno, dalle 15 alle 20, e domani, sabato 23 giugno, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20. Domenica 24 giugno la nave farà da cornice in mare all’air show della Pattuglia Acrobatica Nazionale (P.A.N.) delle Frecce Tricolori dell’Aeronautica Militare, previsto a partire dalle ore 16.
Alla banchina crociere di Porto Corsini sarà invece possibile visitare la nave Galatea oggi 22 giugno, domani sabato 23, e domenica 24, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20.
Sabato 23 giugno la giornata sarà dedicata alle prove di volo, con inizio alle 16: esercitazioni per il soccorso in mare, voli acrobatici, nonché le prove generali delle Frecce Tricolori animeranno il pomeriggio fino alle 18.30. Saranno inoltre aperti al pubblico, lungo viale dei Navigatori, tutti gli spazi espositivi delle Forze Armate e di Polizia, dove sarà possibile destreggiarsi tra simulatori di volo, mezzi di ultima generazione e schermi informativi.
Domenica 24 giugno, sempre a partire dalle 16, la manifestazione entrerà nel vivo con l’arrivo delle autorità e la possibilità di visitare, come nella giornata del sabato, tutti gli spazi espositivi allestiti per l’occasione. Seguiranno le esibizioni in cielo; l’Esercito si presenterà all’appuntamento con due elicotteri: l’elicottero da trasporto tattico di nuova generazione NH 90 e l’elicottero da esplorazione e scorta A129 “Mangusta”. La Marina porterà un SH 90, elicottero multiruolo specializzato nella ricerca e soccorso in mare. L’Aeronautica effettuerà un’esibizione di soccorso in mare con un HH 139, elicottero costruito in Italia dalla Leonardo e apprezzato per le sue prestazioni anche negli Stati Uniti. Tre elicotteri solcheranno inoltre il cielo con le insegne di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di finanza: i mezzi (un AB 412, un AB 212 e un AW 139) sono equipaggiati per l’adempimento di compiti di polizia.
Tra le esibizioni in programma, vi sarà un lancio di paracadutisti della Brigata “Folgore” dell’Esercito.
Le due giornate culmineranno con l’attesissimo spettacolo delle Frecce Tricolori, la Pattuglia Acrobatica Nazionale, fiore all’occhiello dell’Aeronautica Militare Italiana, da poco passata anche a Lugo, vedi video qui sotto.
La pattuglia dei militari ha trovato il giovane in possesso di tre quadrati di carta intrisi di sostanza psichedelica
Un 19enne ravennate è stato arrestato ai giardini pubblici di viale Santi Baldini a Ravenna perché colto in flagranza dopo aver spacciato Lsd a due coetanei. L’intervento è stato svolto il 21 giugno da una pattuglia del nucleo operativo radiomobile dei carabinieri che ha assistito alla cessione e ha fermato il giovane trovato in possesso di tre blotter, quadrati di carta assorbente intrisi di sostanza che è poi risultata essere la sostanza psichedelica. L’arrestato è già noto alle forze dell’ordine per piccoli precedenti di spaccio commessi da minorenne.
Il giorno seguente, con l’udienza di convalida, il giudice del tribunale di Ravenna ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in regime degli arresti domiciliari, in attesa della prossima udienza.