Nessun passo avanti nella trattativa tra l’azienda Mazzotti e le organizzazioni sindacali Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil. L’incontro che si è svolto oggi (8 giugno), secondo quanto riferiscono i sindacati, si è concluso senza un avvicinamento delle posizioni tra le parti.
L’azienda ha confermato la messa in liquidazione e l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo. Le sigle sindacali lamentano inoltre la mancanza di un piano dettagliato sull’organizzazione del lavoro, sui livelli occupazionali e sulla redistribuzione delle mansioni, oltre all’assenza di indicazioni chiare sulle risorse economiche che verrebbero destinate ai lavoratori coinvolti.
Alla luce della situazione, Fiom, Fim e Uilm hanno proclamato lo stato di agitazione a partire dal 9 giugno. La mobilitazione prevede il blocco degli straordinari, delle flessibilità e delle reperibilità e lascia aperta la possibilità di proclamare fino a 24 ore di sciopero a livello aziendale.
I sindacati chiedono che al prossimo incontro, fissato per il 17 giugno, l’azienda si presenti con proposte concrete, dati trasparenti e un piano ritenuto credibile per affrontare il futuro occupazionale dei dipendenti.
Mazzotti, storica azienda ravennate specializzata nella produzione di irroratrici semoventi per l’agricoltura e controllata dal gruppo John Deere dal 2017, è attualmente in liquidazione con una procedura di licenziamento collettivo che coinvolge una trentina di lavoratori.



