Bunge investirà 4,4 milioni di euro nello stabilimento di Porto Corsini per raddoppiare la capacità di lavorazione della soia coltivata in Italia. L’intervento, già completato nella fase di costruzione e destinato a entrare pienamente in funzione entro la fine dell’estate, punta a rafforzare il ruolo del sito ravennate come snodo strategico per la filiera agroalimentare nazionale.
Il progetto prevede l’ammodernamento del sistema di ricezione dei semi, l’aumento della capacità di stoccaggio e il potenziamento del laboratorio interno per velocizzare e ampliare le analisi qualitative. Tra le novità figurano un nuovo sistema di scarico posteriore per i camion, che si affiancherà a quello laterale già esistente, un nuovo silo e trasportatori a catena per migliorare il flusso delle sementi verso la linea di lavorazione.
Grazie all’ampliamento dell’impianto, Bunge conta di incrementare gli acquisti di soia proveniente dalle principali aree agricole italiane, tra cui Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia. La materia prima sarà destinata alla produzione di alimenti, mangimi e biocarburanti.
Secondo l’azienda, l’investimento consolida anche il ruolo di Ravenna come polo logistico capace di collegare le produzioni agricole italiane ai mercati nazionali ed europei. «Il nostro investimento a Porto Corsini riflette il nostro impegno nei confronti degli agricoltori italiani e dei clienti nei settori alimentare, dei mangimi e dei carburanti», afferma Saverio Panico, country manager di Bunge per l’Italia. «Rafforza la nostra capacità di approvvigionarci localmente, contribuendo alla sicurezza alimentare e alla disponibilità di materie prime sostenibili attraverso una filiera stabile e affidabile».
Bunge è presente a Porto Corsini con due stabilimenti: oltre all’impianto di crushing per la lavorazione dei semi di soia, dispone di una raffineria di oli vegetali, di un impianto di imbottigliamento e di uno stabilimento per la produzione di biodiesel.



