Per una 46enne arriva un’altra denuncia per furto in ospedale: l’ultimo episodio un mese fa in un altro settore
È stata scoperta dai pazienti e dal personale sanitario del reparto di Gastroenterologia di Ravenna mentre rubava medicinali da un carrello per la distribuzione delle terapie: alla guardia giurata intervenuta ha consegnato alcune confenzioni ma quando è arrivata la polizia ed è stata perquisita ne aveva altre nascoste nelle mutande. Una donna di 46 anni, M. M. nata e residente a Ravenna, è stata denunciata il 23 novembre per il reato di furto aggravato all’ospedale Santa Maria delle Croci. Lo stesso identico copione si era già ripetuto a metà ottobre quando la donna prese di mirà un altro reparto.
A conferma che le fiale e le altre scatole di farmaci erano inequivocabilmente di proprietà dell’ospedale, la dicitura “per uso ospedaliero” apposta su ogni confezione. Dopo aver riconsegnato al personale di reparto le scatole di farmaci, i polizitti hanno preso in consegna la donna, già conosciuta da tempo per i suoi numerosi precedenti penali e di polizia per furti commessi ai danni dell’ospedale di Ravenna, conducendola in questura.
Volley Superlega / Domani, domenica 26 novembre (ore 18), i ravennati provano a rialzarsi in un altro difficile match lontano da casa. Il tecnico Soli dovrebbe confermare Raffaelli nel sestetto titolare: «Dobbiamo fare qualcosa in più rispetto a quello visto contro Castellana Grotte»
Il centrale Marco Vitelli in azione contro Castellana Grotte
Seconda trasferta in quattro giorni per la Bunge, che dopo quello di Civitanova affronta un altro duro viaggio nel centro dell’Italia, dove a Latina domani, domenica 26 novembre (inizio ore 18, arbitri Fabrizio Pasquali di Ascoli Piceno e Alessandro Cerra di Bologna), sfiderà la Taiwan Excellence in occasione della nona giornata del campionato di Superlega. Di fronte a loro i ravennati hanno un match molto complicato, ma di sicuro sono intenzionati a muovere la classifica come finora hanno fatto nelle prime sette gare disputate, raggiungendo una brillante quarta posizione in classifica alle spalle solo delle corazzate Perugia, Modena e Civitanova. A rendere ancora più difficile il compito di Orduna e compagni contro un avversario che annovera nelle sue fila giocatori come Savani, Sottile e Starovic è il forfait dello schiacciatore Marechal, che a causa di un infortunio al pollice della mano destra non è disponibile. «A prescindere se saremo al completo o no – dichiara il coach Fabio Soli – quella con di Latina si preannuncia come una partita dura, tosta e impegnativa. Si tratta di un campo difficile, dove sappiamo che dovremo soffrire un bel po’ contro una squadra in salute, con un roster composto da giocatori importanti che non hanno bisogno di presentazioni. Questo campionato mostra un grande equilibrio dietro alle cosiddette corazzate, con il livello medio che si è alzato di parecchio».
Lo schiacciatore giallorosso Giacomo Raffaelli a Civitanova
Entrambe le squadre arrivano da un impegno infrasettimanale lontano da casa (i laziali hanno giocato a Trento, perdendo al tiebreak) e quindi reduci da un periodo intenso di lavoro. Con Mazzone ancora non al meglio della condizione, il tecnico giallorosso con ogni probabilità si affiderà in posto 4 a Raffaelli, che si è ben comportato nella trasferta di Civitanova. «I nostri avversari hanno una gran voglia di conquistare una vittoria e noi a maggior ragione dovremo stare molto attenti, cercando di mettere in campo le buone cose viste anche nella partita persa mercoledì, contro una Lube che non ci ha regalato nulla. A Latina dobbiamo ripartire dalla nostra pallavolo e dai nostri punti di forza, provando a fare qualcosa di più di quello prodotto nel match vinto con Castellana Grotte. Si tratta di una sfida molto importante per noi – termina Soli – dove sarà fondamentale cercare di contenere al massimo gli errori che negli ultimi tempi stiamo commettendo in numero maggiore».
Gli avversari La Taiwan Excellence si presenta ai blocchi di partenza con molte novità, rappresentate innanzitutto dal ritorno nel campionato italiano del capitano azzurro all’Olimpiade del 2012 Savani, ma anche dal ritorno dell’opposto serbo Starovic e dall’arrivo del centrale francese Le Goff, del connazionale opposto Corteggiani, dell’alzatore di Taiwan Pei-Huang Hung, del libero statunitense Shoji e del centrale slovacco Kovac. Confermati in cabina di regia Sottile, capitano all’ottava stagione a Latina, i centrali Gitto e Rossi e gli schiacciatori Maruotti e Ishikawa. «Mi sono stancato di perdere partite al tiebreak – afferma il presidente della Top Volley Gianrio Falivene – visto che la nostra è una squadra che dovrebbe avere l’animo da guerrigliero. Contro Ravenna speriamo di essere al completo e di giocare una buona partita contro la formazione sorpresa di questa prima parte della stagione. Non sarà facile, ma ce la dobbiamo mettere tutta». Nella trasferta di Trento, infatti, non hanno giocato gli indisponibili Savani e Ishikawa, con il centrale Gitto schierato in banda.
In Tv La partita al PalaBianchini di Latina tra la Taiwan Excellence e la Bunge sarà trasmessa in diretta domani dalle ore 18 su Lega Volley Channel (piattaforma Eleven Sports).
Il programma (nona giornata di andata, domenica 26 novembre, ore 18): Tonno Callipo Vibo Valentia-Azimut Modena 0-3 (disputata venerdì 24 novembre), Cucine Lube Civitanova-Sir Safety Perugia (ore 17), Calzedonia Verona-Gi Group Monza, Wixo LPR Piacenza-Diatec Trentino, Taiwan Excellence Latina-Bunge Ravenna, Revivre Milano-Biosì Indexa Sora, BCC Castellana Grotte-Kioene Padova (martedì 28 novembre, ore 20.30). Classifica: Perugia 24; Modena° e Civitanova° 23; Ravenna 17; Piacenza° e Padova 13; Verona* 12; Milano, Trento e Latina 9; Vibo Valentia° 8; Monza 6; Castellana Grotte* 4; Sora 1 (*una gara in meno, °una gara in più).
Progetto della Compagnia Portuale. Accensione l’8 dicembre. Anche un concorso fotografico con premi dalle attività sulla banchina
Si chiama “PortiAmo il presepe” e vuole essere un atto di amore del porto nei confronti della città. È il progetto realizzato dalla Compagnia Portuale di Ravenna (progettato un anno fa e costruito già a partire da questa estate nelle officine della Compagnia), tra le novità delle prossime feste natalizie. Una natività con sculture in ferro alte anche più di sei metri (nella foto una anticipazione dell’opera) che saranno posizionate sul Candiano, su un pontone galleggiante (fornito dalla Cmc) vicino alla testata del canale, rivolte verso la città di Ravenna.
Il presepe sarà inaugurato venerdì 8 dicembre dalle 17.30, con tanto di vin brulè, panettone e tè caldo che la Compagnia Portuale offrirà ai ravennati anche il giorno dopo e per tutti i sabati, dalle 16.30 alle 19 per animare l’area di fronte al presepe (realizzato anche con la collaborazione di Comune, Autorità portuale e Capitaneria di porto), che resterà allestito (e illuminato) tutti i giorni fino al 6 gennaio. Per tutta la durata sarà attivo anche un contest fotografico sui social network con premi messi in palio dalle attività lungo il canale.
Ha collaborato al progetto anche lo scultore ravennate Mauro Bartolotti (e il figlio Enrico), titolare per trent’anni della cattedra di scultura all’Istituto d’arte del mosaico e autore tra le altre cose dei busti di Benigno Zaccagnini e Arrigo Boldrini, che si trovano in municipio.
Il 26 novembre nella basilica in zona dantesca. A seguire aperitivo di beneficenza alla Ca de Ven
La Cappella Musicale della basilica di San Francesco presenta domenica 26 novembre (alle 18.30 nella stessa basilica di Ravenna) il secondo Concerto per l’Africa. Organizzato in collaborazione con l’associazione Vittorio Tison – impegnata da anni nella realizzazione di progetti di sviluppo in campo medico-scientifico in Africa – questo appuntamento con il repertorio di musica barocca (in programma brani di Bach, Haendel, Vivaldi e Albinoni) è parte di un pomeriggio dedicato alla cultura che si aprirà alle 16 con la visita guidata “Un percorso tra i mosaici di oggi: dal laboratorio alla mostra”. Si tratta di un itinerario a piedi che attraversa il centro di Ravenna, con partenza e arrivo a Largo Firenze sul retro della basilica, diviso in due tappe: la prima sarà al laboratorio di mosaico Koko in via di Roma, per mostrare ai visitatori una tipica bottega d’arte musiva ravennate, mentre la seconda sarà alla mostra Sicis a Palazzo Rasponi dalle Teste. Il termine della visita coinciderà con l’inizio del concerto a San Francesco; a seguire ci sarà l’apericena di beneficenza presso la Cà de Ven. I fondi raccolti saranno destinati alla struttura oncologica Bugando Medical Center in Tanzania.
Le iniziative sul territorio ravennate in occasione della giornata internazionale per la lotta contro gli abusi alle donne. Convegni, una partita di calcio e film
In occasione del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza contro le donne, si moltiplicano in provincia gli appuntamenti di sensibilizzazione sul tema. A Ravenna prosegue la rassegna “Una società per relazioni” e giovedì 23 novembre, nelle Cantine Rava in via di Roma 117, è stato inaugurato il percorso esperienziale aperto alla cittadinanza “Un Ponte per non cadere”, con la collaborazione di Andrea Bernabini e del liceo artistico Nervi. Il percorso è idoneo anche a ragazzi di età superiore a 15 anni, accompagnati da adulti ed è orientato a mettere in connessione emotività e vissuto, per far sì che chi attraversa il “ponte”, si avvicini, in modo sicuro e semplice, al sentire di una donna maltrattata, nel suo cammino di uscita dalla violenza. In contemporanea “Sagome in mostra”, installazione in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti. L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 23 al 29 novembre dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, a cura di associazione Linea rosa. L’ingresso è gratuito.
Nel corso della rassegna si svolgeranno due progetti: il primo, “Microfono aperto”, con le scuole e la città, a cura di Cittattiva e cooperativa sociale Villaggio Globale; il secondo, “Violenza e stereotipi nel linguaggio”, vedrà ragazze e ragazzi a confronto radiofonico, riflessioni in diretta con chi ha partecipato al laboratorio teatrale “Il vero dei proverbi”, con la collaborazione di Ravegnana Radio, a cura di Istituto Callegari, Cnai-Ravenna, Servizio Muoviti – Cooperativa sociale Libra.
A Cotignola, poi, sabato 25 novembre alle 21 al teatro Binario (viale Vassura 20), si terrà lo spettacolo “Spalle al muro”, a cura della scuola di teatro La Bassa, con la regia di Roberta Xella e Piero Zama. Undici ragazzi in scena con otto storie di donne vittime di violenza. Ingresso a offerta libera a favore dell’associazione Demetra – Donne in aiuto.
A Conselice Il Caffè delle ragazze presenta un programma per coinvolgere donne, uomini, adulti e bambini: oltre alla mostra “Guardare e vedere le differenze” al termine della camminata di venerdì, il 25 novembre alle 10.30 si terrà una partita “Un calcio alla violenza” al campo sportivo di via Giuseppe di Vittorio con una squadra di ragazzi e ragazze della Scuola Media che si scontra con un team di vecchie glorie locali. La partita sarà arbitrata da un arbitro donna e commentata dal vivo dal giornalista sportivo Enrico Spada.
A Faenza, martedì 28 novembre, al cinema Sarti, ultima serata di “cineaperitivo” alle 20.30 con la proiezione del film “La ragazza del mondo” (nella foto), 2016, diretto da Marco Danieli, con Sara Serraiocco e Michele Riondino. L’ingresso è a offerta libera e il ricavato andrà a finanziare le attività dell’Associazione Sos Donna di Faenza. Precede, alle ore 20.15, aperitivo offerto dalle volontarie dell’Associazione SOS Donna.
Volley A2 femminile / Domenica 26 novembre (inizio ore 17) le ravennati ospitano al PalaCosta le sarde della Golem con l’obiettivo di bissare il successo di Cuneo. Angelini: «Siamo pronti per la ripresa del nostro cammino»
Il gruppo delle giallorosse della Conad
Reduce dalla impresa compiuta a Cuneo contro la UBI Banca San Bernardo, seguita dal turno di riposo che le ha permesso di lavorare in palestra per due settimane di fila, la Conad torna in campo domenica 26 novembre in occasione della decima giornata del campionato di Serie A2. Le ravennati ospitano al PalaCosta (inizio ore 17, arbitri Rossetti di Ancona e Jacobacci di Bergamo) la formazione sarda della Golem Olbia con l’intenzione di tornare al successo anche tra le mura amiche, dove hanno perso l’ultima sfida disputata, al tiebreak contro Perugia. «Abbiamo svolto una settimana lunga di allenamento – spiega il tecnico Simone Angelini – partendo da lunedì invece che da martedì. Giovedì ho dato un pomeriggio libero alle ragazze, sia per farle arrivare più fresche al match di domenica, sia in vista delle due impegnative trasferte della settimana prossima che ci vedranno giocare mercoledì 29 novembre a Mondovì e domenica 3 dicembre a Soverato. Grazie al turno di riposo siamo riusciti poi a recuperare anche Camilla Neriotti, per cui domenica dovremmo presentarci al PalaCosta al gran completo».
Per quanto riguarda le avversarie, la Pallavolo Hermaea è nata a Olbia nel 1980 e dalla stagione 2014-2015 sta partecipando al torneo di A2. L’ultima sessione estiva di mercato ha portato una totale rivoluzione tra le fila della squadra sarda con l’arrivo in panchina di Pasqualino Giangrossi, ex tecnico di Palmi, e l’ingaggio di dodici nuove giocatrici, tra cui la laterale ungherese Soos, la schiacciatrice della nazionale giapponese Uchiseto e la centrale Jenny Barazza, tornata in A2 dopo quasi venti anni di militanza in A1 e un ricchissimo palmares di trofei vinti con le squadre di club e con la nazionale azzurra. «Olbia sta giocando senza l’opposto titolare Trovaroni che dovrà subire un’operazione al ginocchio, e con le due straniere in posto 4. Nell’ultima partita disputata contro Brescia è stata schierata in diagonale Iannone, fino a quel momento utilizzata poco. Dall’inizio della stagione le nostre avversarie giocano poi con il palleggiatore che ha un problema al polso e che non va a muro. Tutte queste difficoltà – termina Angelini – le hanno portate a sviluppare soprattutto la tecnica e la qualità di difesa».
Biglietteria Questo il costo dei tagliandi per la partita che mette di fronte la Conad alla Golem Olbia: biglietto intero 10 euro, ridotto 8 euro, ragazzi dai 12 ai 18 anni 5 euro. I bambini sotto i 12 anni entrano gratuitamente. Chi fosse interessato a sottoscrivere l’abbonamento alle partite casalinghe fino alla fine della Regular Season potrà farlo alla biglietteria del PalaCosta a prezzi agevolati. I titolari dell’abbonamento avranno diritto a mantenere il proprio posto, pagando biglietto dimezzato, anche per le eventuali partite di Coppa Italia, Play Off o Play Out.
Il programma (decima giornata, domenica 26 novembre, ore 17): Volley Soverato-Zambelli Orvieto, Savallese Millennium Brescia-Delta Informatica Trentino, P2P Givova Baronissi-Fenera Chieri, Sorelle Ramonda Ipa Montecchio-Bartoccini Gioiellerie Perugia, Barricalla Collegno-Club Italia Crai, Conad Olimpia Teodora Ravenna-Golem Olbia, LPM Bam Mondovì-Battistelli San Giovanni in Marignano, Sigel Marsala-Golden Tulip Volalto Caserta.
Classifica: San Giovanni Marignano e Cuneo 20 punti; Soverato* e Mondovì 19; Chieri 18; Trento 17; Ravenna* 14; Collegno*, Brescia* 12 e Club Italia 12; Montecchio* 11; Orvieto* 10; Perugia*, Olbia e Baronissi 8; Caserta* e Marsala* 4.
Sesta udienza / La difesa del dermatologo fa emergere la circostanza durante il contro interrogatorio di un poliziotto. Ma nella cantina del massacro sul sangue di Giulia Ballestri due impronte attribuite all’imputato. Che chiamò il suo avvocato nel cuore della notte prima di sapere del ritrovamento del cadavere. Dibattimento sospeso quando l’uomo è caduto dalla sedia per un mancamento durante la visione delle immagini della scena del crimine
Matteo Cagnoni accompagnato dalla polizia penitenziaria nell’aula della corte d’assise
C’è il dna di due uomini sul bastone di legno, un pezzo di ramo di pino domestico di 55 cm di lunghezza e 6 cm di diametro, con cui il killer avrebbe iniziato l’aggressione a Giulia Ballestri (come dimostra il ritrovamento di tracce del suo sangue e di suoi capelli): uno appartiene al marito Matteo Cagnoni, imputato per l’omicidio della donna, e l’altro è ignoto. Anche sotto le unghie della 39enne c’è un dna maschile che non corrisponde a quello del dermatologo arrestato tre giorni dopo l’omicidio del 16 settembre 2016. Sono gli elementi fatti emergere dalla difesa nel corso del contro interrogatorio del sostituto commissario di polizia Stefano Bandini, il quinto teste dell’accusa ascoltato in aula oggi 24 novembre nel corso della sesta udienza del processo iniziato il 10 ottobre scorso. L’avvocato Giovanni Trombini ha provato a scalfire il castello accusatorio nel tentativo di dimostrare che l’assassino di Giulia non è il marito. Del resto l’ha anche detto apertamente davanti alla corte d’assise (presidente Corrado Schiaretti, a latere Andrea Galanti): «Sono convinto che nessuno presente in quest’aula fosse nella villa di via Padre Genocchi quel giorno».
Il salone al piano rialzato della villa dei Cagnoni in via Padre Genocchi dove si è consumata l’aggressione a Giulia Ballestri. La foto fa parte di un servizio fotografico pubblicato sul numero di aprile 2008 della rivista di architettura Trova Casa
LE IMPRONTE
Non la pensa così la pubblica accusa (pm Cristina D’Aniello). Che si rifà al lavoro della polizia scientifica per mettere agli atti l’attribuzione a Cagnoni di due impronte dei palmi delle mani nel sangue della vittima sul luogo del delitto: una sulla parete vicino allo spigolo contro cui l’assassino avrebbe fatto sbattere ripetutamente il volto della donna e l’altra su un vecchio frigorifero nella cantinetta della villa di via Padre Genocchi dove è stato ritrovato il cadavere.
DI CHI E’ IL DNA?
Ma allora a chi appartengono quelle tracce di dna repertate? Sollevare il dubbio era lo scopo della difesa. Quelle sul bastone non si può escludere che siano di chi ha tagliato il ramo: l’ipotesi della procura è infatti che il legno provenga dall’abbattimento di alberi nel giardino della casa dei coniugi a Marina Romea compiuto ad aprile 2016 da una ditta incaricata. E quelle sotto le unghie non si potrebbero considerare come la conseguenza dei tentativi di difesa dall’assalto perché sulle braccia della donna si notano soprattutto segni di difesa passiva, lividi ed escoriazioni rimediati da chi chiude gli arti sul volto in cerca di riparo.
LA SCENA DEL CRIMINE
Circostanza che ha potuto notare chiunque fosse in aula: sul maxi schermo è stato proiettato il filmato del primo sopralluogo della polizia scientifica, avvenuto nelle prime ore del 19 settembre. Il fascio delle torce illumina gli ambienti (nella villa c’è illuminazione solo nel piccolo ingresso e in una cantinetta). Immagini crude, violente, spietate. L’entrata degli investigatori che aprono la serratura chiusa a chiave e digitano il codice per staccare l’allarme. Sul ballatoio al primo piano si notano schizzi e gocce di sangue sul pavimento in legno e sui quadri: li sarebbe partita l’aggressione mentre guardavano proprio i dipinti. I gradini delle scale, quella di legno nel salone e quella di granito nel seminterrato, ripuliti alla meno peggio come mostrano gli aloni: ma non è bastato a eliminare tracce di sangue. Che diventano davvero massicce nello scantinato dove il massacro si è concluso lasciando uno scenario di «violenza inaudita» – è il commento del medico legale catturato dall’audio del filmato mentre svolge l’ispezione cadaverica – e dove è rimasto il corpo con addosso solo il reggiseno slacciato. Per questo il pubblico ministero aveva chiesto di procedere a porte chiuse. La difesa e l’avvocato Giovanni Scudellari che tutela i familiari si sono in buona sostanza rimessi al volere della corte. Rilevato che non ci fossero gli estremi giuridici per chiudere le porte, la visione del filmato è continuata anche se qualcuno del pubblico – in aula circa duecento persone – ha preferito uscire raccogliendo il suggerimento del presidente della corte. Sui volti di chi è rimasto si specchiava la crudeltà dell’omicidio. Mezz’ora dopo la visione di quella scena l’imputato, che teneva un fazzoletto sulla bocca da qualche minuto, è stramazzato al suolo cadendo rumorosamente dalla sedia, accompagnato dal commento carico di rabbia del fratello della vittima e il brusio del pubblico che giudicava il tutto come una sceneggiata. Udienza interrotta per consentire che l’uomo potesse riprendersi: Cagnoni è poi tornato in aula mangiando qualcosa e senza cravatta, indossata nuovamente nel pomeriggio.
LE TIMBERLAND SUL TERMOSIFONE
Nella villa dei genitori di Cagnoni a Firenze la polizia ha sequestrato un paio di scarpe marca Timberland trovate su un termosifone ancora umide dopo un lavaggio completo. Secondo la procura il disegno della suola è compatibile con le orme trovate nella casa. La difesa ricorda che la scientifica ha rilevato tracce di terra sotto la suola e nessuna traccia di sangue sulla pedaliera della Mercedes di Cagnoni.
L’avvocato Giovanni Trombini, difensore di Matteo Cagnoni
LE TELEFONATE ALL’AVVOCATO
La parte conclusiva dell’esame del teste avvenuto nelle prime ore della mattinata – a conclusione di un interrogatorio che andava avanti da due udienze – ha portato a conoscenza dei giurati una circostanza importante. Nel cuore della notte tra la domenica e il lunedì, circa mezz’ora prima che la polizia trovasse il cadavere, Cagnoni fa due telefonate a un penalista di Bologna, l’avvocato Trombini poi diventato il suo legale di fiducia. Così in sintesi i fatti di quelle ore: Cagnoni è a Firenze a casa dei genitori dal venerdì, domenica viene a sapere dai suoceri che a Ravenna non si trova la consorte e sono state attivate le ricerche con le autorità, alle 23.37 richiama un agente della polizia di Ravenna dopo non aver risposto a diverse chiamate e per spiegare quella telefonata fa riferimento a una “controfirma” non meglio precisata che gli sarebbe stata chiesta. Una telefonata tra il medico e l’avvocato era già avvenuta alle 10.20 del sabato. E domenica pomeriggio Cagnoni con il padre raggiunge Bologna da Firenze andando nello studio dello stesso Trombini.
Una foto scattata nel 2011: si vedono Matteo Cagnoni, don Giovanni Desio, Giulia Ballestri
LE TELEFONATE ALLA PROSTITUTA
La deposizione del poliziotto della squadra mobile, che in un paio di passaggi non si è sottratto a uno scambio di punzecchiature con la difesa, è servita anche per mostrare una circostanza particolare. L’imputato avrebbe avuto nella sua disponibilità diverse schede sim intestate a un’altra persona (una settimana fa era già emerso che uno dei suoi numeri era intestato a Giovanni Desio, ex prete che sta scontando una condanna per atti sessuali con minori). La cosa ha sorpreso non poco qualcuno tra i conoscenti di Cagnoni sapendo quanto avesse poca confidenza con smartphone e apparecchi elettronici. L’analisi dei tabulati telefonici ha fatto emergere che una di quelle sim ha avuto diversi contatti con il numero intestato a una donna che secondo gli inquirenti è una prostituta.
Volley campionati provinciali / Tutti i risultati e le classifiche dei tornei ravennati fino all’Under 14. In campo femminile in testa Fulgur Bagnacavallo, Involley Lugo Junior e Stampa Mondo Faenza
L’organico dell’Involley Lugo Junior
Ha preso il via il campionato di Prima Divisione, articolato, per quanto riguarda il settore femminile, in due gironi da sette squadre l’uno, mentre a livello maschile si sviluppa su base interprovinciale, con dieci squadre in rappresentanza dei territori di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. In quest’ultimo campionato, sono cinque le partite fin qui giocate: spicca la grande partenza del Dream Volley Ravenna, società di nuova affiliazione, che ha già ottenuto tre vittorie per 3-0, soffrendo in pratica solo in un set (il primo) contro il Volley Club. In campo femminile, dopo nove partite giocate in entrambi i gironi, si segnalano i primati della coppia Fulgur BCC Bagnacavallo e Involley Junior in testa al girone A con 8 punti e della Stampa Mondo Faenza nel gruppo B con tre vittorie in altrettante partite.
PRIMA DIVISIONE MASCHILE I risultati: Dream Volley Ravenna-Volley Club Cesena 3-0 (25-23, 25-7, 25-8), Pall. Alfonsine-M.B. Elettronica Riviera di Rimini 3-0 (25-16, 25-16, 25-16), Involley-Conad Bengasi Forlì 0-3 (17-25, 23-25, 17-25), Rubicone in Volley-Dream Volley Ravenna 0-3 (9-25, 12-25, 20-25), M.B. Elettronica-Dream Volley 0-3 (10-25, 9-25, 12-25). Classifica: Dream Volley Ravenna 9 punti; Pallavolo Alfonsine e Conad Superstore Bengasi 3; Nuova Consolini, Porto Robur Costa, Spem Faenza, Involley, Rubicone in Volley, Volley Club Cesena e M.B. Elettronica Rvr 0.
Girone B – I risultati: Porto Fuori-Volley Time Mattei 2-3 (12-25, 19-25, 25-19, 25-12, 8-15), Stampa Mondo Faenza-Pall. Cervia 3-0 (25-8, 25-20, 25-11), Massavolley-Involley Senior 1-3 (12-25, 25-23, 16-25, 18-25), Volley Time-Stampa Mondo 1-3 (25-22, 21-25, 16-25, 20-25), Pall. Cervia-Massavolley 3-2 (25-21, 19-25, 25-23, 14-25, 15-4), Involley Senior-Torrione 3-0 (25-10, 25-18, 25-13). Massavolley-Volley Time 1-3 (21-25, 17-25, 25-17, 14-25), Stampa Mondo-Porto Fuori 3-0 (25-12, 25-22, 25-15), Torrione-Pall. Cervia 1-3 (25-20, 21-25, 19-25, 21-25). Classifica: Stampa Mondo Faenza 9 punti; Involley Senior 6; Volley Time Mattei Ravenna e Pallavolo Cervia 5; Massavolley e Porto Fuori 1; Torrione 0.
UNDER 16 FEMMINILE
Involley agli opposti in questo campionato. La squadra Blu balza in vetta grazie alle due vittorie in terra faentina (con tre Emmegas e Pallavolo Faenza) e al successo casalingo contro la Fulgur, mentre la formazione Gialla è ancora al palo con 5 sconfitte maturate. Mantiene la sua imbattibilità il Volley Mattei che in casa del Russi Nero e contro il Riolo ha calato il poker di vittorie.
UNDER 14 FEMMINILE Allunga in vetta al girone B l’Olimpia Master Gialla che incamera il quarto successo di fila per 3-0. Al secondo posto sorpasso della Pallavolo Faenza, che si libera senza troppe difficoltà del Russi Volley.
Il progetto ha già ottenuto dalla Regione il nulla osta di fattibilità e Palazzo Merlato ora è orientato a rilasciare la licenza urbanistica
Il rendering del deposito gnl a Porto Corsini
A ottobre la Pir ha ottenuto il nulla osta di fattibilità da parte del Comitato tecnico regionale (Ctr) per la costruzione del deposito di Gnl sul Candiano. Si tratta di un passaggio importante, perché questo documento è necessario affinché il Comune rilasci il permesso di costruire in deroga. I dirigenti del servizio Urbanistica del Comune non hanno trovato motivi per negarlo e, ora, l’ultima parola spetta al Consiglio Comunale. Pd, Pri e Ama Ravenna si sono già espressi a favore in commissione: la strada appare spianata.
Questo è quanto emerge dalla Caat (la commissione assetto territorio) che si è riunita oggi, venerdì 24 novembre, per iniziare l’iter procedurale per il rilascio del permesso urbanistico. Il parere degli uffici comunali è positivo: in sintesi, i dirigenti e i tecnici di Palazzo Merlato non rilevano profili di incompatibilità dal punto di vista della sicurezza e propongono al consiglio comunale di rilasciare il permesso di costruire in deroga.
La sicurezza Il Comitato Tecnico Regionale che valuta la sicurezza del sito (ne fanno parte Arpae e Vigili del Fuoco) ha chiesto, ad inizio settembre, a Pir alcune misure in grado di ridurre ulteriormente il rischio di incidente rilevante. Integrazioni che sono state fornite ad ottobre e che hanno diminuito l’area di rischio più estesa in caso di incidente, portandola ad un raggio di 140 metri. Si ritiene quindi che le scuole (la più vicina è l’asilo infantile Ottolenghi di Marina, a circa 600 metri, dall’altra parte del canale rispetto al deposito) siano ad un raggio sufficientemente sicuro. Lo stesso vale per Fabbrica Vecchia e Marchesato (a 240 metri), edifici sotto tutela della Soprintendenza. Tre le osservazioni presentate che, però,non hanno influito sulla valutazione del Ctr.
Il servizio urbanistica è orientato a concedere il permesso di costruire Il permesso di costruire – come detto – è in deroga perché il serbatoio è alto poco meno di 24 metri. La massima altezza prevista dalle norme urbanistiche è però 12 metri. Per i permessi in deroga serve l’okay del consiglio comunale, per questo è necessario il passaggio in aula.
La deroga è possibile perché, come spiegato dal dirigente del servizio Progettazione Urbanistica , ingegner Valentino Natali, si tratta di un impianto di “interesse pubblico” in quanto insediamento industriale. Punto quest’ultimo, che sarà con ogni probabilità il più contestato da chi ha perplessità sul progetto. Dubbi in merito sono stati sollevati ad esempio da Massimo Manzoli, consigliere di Ravenna in Comune.
Natali ha anche chiarito che il permesso di costruire prende in considerazione soltanto le questioni urbanistiche mentre quelle ambientali sono sottoposte a Via (Valutazione di impatto ambientale) tuttora in corso in Regione. Nel caso la Via non dovesse essere rilasciata, «il permesso di costruire non avrà effetto». Le valutazioni economiche non sono invece di competenza del Comune. Precisa poi Natali: «Non sono qui come sostenitore del progetto ma quasi come un notaio, il permesso di costruire è dovuto nel caso non ci siano profili di compatibilità». Per quanto riguarda l’altezza, Natali fa notare che in zona ci sono già strutture più alte di 12 metri, per cui è difficile – per i tecnici – dire no al progetto.
Cosa può succedere ora? Come detto, l’ultima parola sulla deroga spetta al consiglio comunale che può, in teoria, anche negarla. Su questo punto Alvaro Ancisi, decano dell’opposizione e capogruppo di Lista per Ravenna, vede il pertugio: «Se il consiglio nega la deroga decade tutto visto che la Via è subordinata al permesso di costruire?», chiede sibillino. In astratto è proprio così: nel caso la maggioranza dell’aula decida di non dare il via libera al permesso di costruire in deroga il progetto si arenerebbe e la Pir sarebbe costretta a ricominciare. Un’opzione che al momento pare fantascientifica dal momento che la maggioranza dovrebbe in pratica smentire i suoi tecnici.
La domanda di Ancisi è il preludio ad un acceso dibattito in consiglio comunale con la partita che da tecnica diventerà politica. La maggioranza (Pd e Pri) visto le rassicurazioni del Ctr è orientato ad esprimere parere favorevole ma è chiaro che l’opposizione avrà buon gioco, una volta rilasciato il permesso di costruire, a scaricare le responsabilità del progetto (a Marina e Porto Corsini ci sono diverse perplessità a riguardo) su Democratici e alleati. In commissione consiliare si sono espressi favorevolmente al permesso di costruire in deroga Pd, Pri e Ama Ravenna. Contrario soltanto Ravenna in Comune che ha espresso durante il dibattito un buon numero di perplessità. Le altre forze politiche (compreso Mdp-Articolo 1 che fa parte della maggioranza) si esprimeranno in consiglio. In ogni caso il progetto sembra ormai blindato.
Mercoledì 29 novembre ci sarà il secondo incontro tra rappresentanti dell’azienda, Comune e cittadinanza dopo il primo confronto di luglio. Intanto il comitato Gnl (garanzie non liquefatte) ha raccolto 500 firme per chiedere un’inchiesta pubblica sul progetto.
L’iniziativa di solidarietà del Centro Culturale Umana Avventura con la coop Cefal di Lugo a Sant’Apollinare in Classe
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera inviata alla redazione da Guido Ferretti, presidente del Centro Culturale Umana Avventura di Lugo
«Nel pomeriggio di lunedì 20 novembre un gruppo di ragazzi richiedenti asilo, accolti dalla cooperativa Cefal, e alcuni ragazzi senegalesi, studenti presso il polo tecnico e professionale di Lugo, hanno partecipato, con i loro operatori e insegnanti, ad una visita alla bellissima basilica di sant’Apollinare in Classe. L’evento è stato proposto dal Centro Culturale Umana Avventura di Lugo per dare seguito ad una proficua collaborazione con gli operatori e i ragazzi di Cefal volta a realizzare a Lugo l’allestimento della mostra “Migranti, la sfida dell’incontro” e gli eventi ad essa collegati nella primavera scorsa.
L’idea di questo progetto, curato da Marco Scardovi della cooperativa Cefal, è nata dal desiderio che i ragazzi, che trascorrono tanto tempo con gli occhi bassi sul cellulare o sulla tv, potessero alzare lo sguardo e fare l’esperienza di una grande bellezza. È stata realmente una bella occasione educativa; i ragazzi ascoltavano con grande attenzione i nostri traduttori che nei gruppetti linguistici ripetevano le parole della guida, Giovanni Gardini, che li introduceva nella storia e nel significato artistico e religioso dei mosaici e delle architetture di una delle basiliche più belle al mondo.
Marco Scardovi della cooperativa sociale Cefal di Lugo con un gruppo di migranti
Molte le domande rivoltegli ad alta voce o, più spesso, sussurrate ai propri interpreti, segno di un profondo interesse e, al tempo stesso, la conferma più evidente che la vera accoglienza, quella che porta a una integrazione umanamente e socialmente auspicabile, non è appena il frutto di leggi e regolamenti ma soprattutto di amicizia e di bellezza.
Ringraziamo per la gratuità e la grande disponibilità la nostra guida e la dottoressa Emanuela Fiori, direttore della Basilica di Sant’Apollinare in Classe.
L’area faentina del Pd guidata da Giorgio Sagrini, la Bassa Romagna da Matteo Fantuzzi. Barattoni: «Tutti noi abbiamo una grande responsabilità»
Alessandro Barattoni, segretario provinciale del Pd a Ravenna
Dopo aver scelto il nuovo segretario provinciale Alessandro Barattoni e la nuova direzione che lo affiancherà, il Partito democratico di Ravenna ha eletto anche i nuovi segretari delle unioni comunali e i coordinatori delle aree. Questi i nomi: Stefano Folicaldi (Alfonsine); Enrico Sama (Bagnacavallo); Luca Samorì (Brisighella); Marino Fiorentini (Casola Valsenio); Carla Bellagamba (Castel Bolognese); Enrico Delorenzi (Cervia); Rita Brignani (Conselice); Paolo Brambilla (Cotignola); Maurizio Randi (Faenza); Mirta Battaglia (Fusignano); Sabrina Mondini (Lugo); Claudia Balducci (Massa Lombarda); Marco Frati (Ravenna); Federica Malavolti (Riolo Terme); Paolo Valenti (Russi); Simona Guiducci (S.Agata Sul Santerno); Alessandro Carroli (Solarolo); Matteo Fantuzzi (area Bassa Romagna); Giorgio Sagrini (area Faenza).
«Sono molto contento – ha detto Barattoni – della squadra che abbiamo costruito e che mi affiancherà con entusiasmo, passione e competenza. Il congresso con cui tutti noi siamo stati eletti ci investe di una grande responsabilità, che è quella di riuscire a dare voce ai bisogni delle nostre realtà, dei nostri paesi, delle nostre frazioni, delle terre in cui viviamo. Ringrazio tutto il nuovo gruppo perché non è scontato trovare tante persone disponibili a investire il loro tempo, la loro passione e il loro impegno per la politica. Spero davvero che riusciremo a fare un ottimo lavoro cercando di riportare energia e speranza nelle nostre comunità, nei luoghi di incontro e di lavoro, ovunque ci sia bisogno del Partito democratico».
Mdp, Si e Possibile insieme al Cube in vista delle politiche, ma nel comune restano divisi tra maggioranza e opposizione. Parlano Manzoli e Baroncini
Massimo Manzoli, consigliere comunale di Ravenna in Comune
Grande fermento a sinistra del Pd, a livello nazionale e anche, naturalmente, a livello locale. A Ravenna, in vista dell’appuntamento a Roma del 3 dicembre, si è organizzato un incontro all’hotel Cube per domenica 26 novembre alle 9 con un allettante messaggio: “Cambiamo musica”. Aggiungendo un promettente: “Assemblea aperta provinciale per la sinistra unita”. Sotto tre loghi: Possibile, Sinistra Italiana e Articolo 1-Mdp. Ma l’assemblea, assicurano, è davvero aperta a tutti e in particolare a quelli che anche a Ravenna avevano, non più di qualche settimana fa, dato l’avvio a un percorso sul solco tracciato da Anna Falcone e Tomaso Montanari al Brancaccio per una realtà civica e dal basso. Solo che, nel frattempo, il rapporto tra i partiti e i “civici del Brancaccio” si è assai raffreddato e addirittura interrotto e non è chiaro se e come possa riprendere. I “civici” hanno posto condizioni sulle modalità in cui dovrebbe svolgersi l’assemblea che al momento pare dovrebbe avere delegati che saranno appunto scelti alle assemblee provinciali.
Gianandrea Baroncini, assessore della giunta De Pascale, ex segretario comunale del Pd e ora esponente di Mdp
Non c’è quindi troppo da stupirsi se appare ancora incerto Massimo Manzoli, consigliere comunale di Ravenna in Comune (lista che alle ultime amministrative raccolse civici e partiti di sinistra tra cui Sinistra Italiana e Possibile, insieme però a forze che oggi invece sono escluse da questo progetto come i Comunisti Italiani, Prc o addirittura Radicali e Socialisti che potrebbero allearsi con Renzi) e che oggi si colloca all’opposizione rispetto alla guida Pd di Michele de Pascale in città. Manzoli fece il discorso di apertura del “brancaccio ravennate” e oggi condivide tutte le perplessità espresse a livello nazionale dai due “leader”, a cui se ne aggiunge una di tipo prettamente locale. «Sono in forte difficoltà in questa fase – ci spiega – perchè nonostante Art.1 a livello nazionale (e anche regionale) si sia smarcato dal Pd, a livello ravennate è ancora in maggioranza e, in questi mesi, ci siamo trovati a votare all’opposto su temi essenziali come scuole Fise, cultura, Poc… I margini per lavorare assieme, naturalmente, ci possono essere, ma non posso che aspettarmi atti concreti, magari celeri e veloci come celere e veloce è stata la convocazione di domenica mattina. Altrimenti questa differenza continua a risultarmi difficile come sarè sempre più difficile spiegarla agli elettori».
Già, perché una delle questioni aperte, almeno da questi parti, è proprio la collocazione di Mdp, nato da una scissione interna al Pd prima dell’ultimo congresso e che vede, a Ravenna, in prima fila l’ex presidente della Regione Vasco Errani e l’ex consigliere Miro Fiammenghi e, tra le nuove generazioni, l’assessore Gianandrea Baroncini, ex segretario comunale del Pd. Il gruppo di Mdp, ormai all’opposizione in Parlamento, è invece saldamente alleato al Pd in città. Per questo proprio a Baroncini abbiamo chiesto come concilia i due aspetti, visto che sta facendo un’alleanza con due forze che a Ravenna sono all’opposizione e anche come immagina nel futuro la sua posizione di amministratore in una maggioranza a guida Pd che durante la campagna elettorale nazionale sarà presumibilmente il loro principale avversario. «Intanto – ci risponde – dico che noi non stiamo construendo una proposta politica civica e di sinistra contro qualcuno, ma per il Paese, per chi è rimasto indietro, per chi ce l’ha fatta a superare la crisi ma non si rassegna alle disuguaglianze crescenti e ad una politica incentrata su una visione divisiva e arrogante. Inoltre, il popolo del Pd non sarà mai il mio avversario e Ravenna non è l’Italia. Abbiamo detto molte volte in questi mesi che, per quel che riguarda Articolo 1, la maggioranza è solida e non è in discussione. Il programma che abbiamo scritto con De Pascale per la città è una visione in cui ci riconosciamo pienemente e che abbiamo contribuito a costruire. Come sempre non è una questione di sigle ma piuttosto di contenuti e di politiche che si mettono in campo: su questo non ci faremo certo tirare per la giacchetta». E in effetti Mdp sul territorio stava e sta lavorando soprattutto in sinergia con Sinistra per Ravenna, che fa invece riferimento a livello nazionale al movimento di Pisapia che, nel frattempo, pare del tutto intenzionato a trovare l’accordo con Renzi, a differenza dei leader di Mdp. Quindi, a livello locale cosa accadrà su questo fronte? «Come sopra. Abbiamo avviato un percorso di confronto e di approfondimento comune che ci ha permesso di stimolare e portare un punto di vista nel dibattito cittadino che ha una sua ragione di essere oggi più di ieri».
Dunque, in questa situazione non proprio chiarissima per il semplice elettore, domenica si svolge l’assemblea in cui dovranno essere eletti i delegati (una decina per Ravenna) che a Roma dovranno approvare simbolo e nome del nuovo soggetto. Con il lecito dubbio dei “civici” che molto sia già stato deciso dai tre partiti in ballo. Per questo c’è chi spera, negli stessi partiti, che già dalle assemblee provinciali si possa ricucire il rapporto con i civici. E di certo Manzoli potrebbe essere un bel nome da mandare come delegato, al di fuori appunto dei volti più o meno noti. Ma la disponibiltà del consigliere è al momento, si direbbe, molto condizionata. «Nei prossimi giorni – ci dice – sentirò tutti i referenti dei partiti ravennati che rappresento in Ravenna in Comune e deciderò se andare o meno, domenica». Il vero problema è che appunto tra i referenti ce ne sono due che domenica ci saranno (e che tra l’altro sono in parlamento come deputati, Giovanni Paglia per Sinistra Italiana e Andrea Maestri per Possibile, entrambi certamente ricandidati a marzo), ma anche alcuni, come i comunisti con falce e martello nel simbolo, che al momento non sembrano compresi nel progetto (ma potrebbero rientrarvi?) e altri che appunto sembrano diretti decisamente altrove. La sfida all’elettore di sinistra sembra farsi sempre più dura.