mercoledì
22 Aprile 2026

Orva, Rekico e Infinity Bio ai blocchi di partenza: va in scena la prima giornata

Basket / Nella B maschile i lughesi stasera affrontano in trasferta la Nuova Olginate, mentre domani i faentini sfidano a Cento la ‘big’ Baltur. Sempre oggi, in A2 femminile, la matricola manfreda debutta al Pala Bubani contro la Mercede Alghero

Basket Lugo
I giocatori dell’Orva Lugo oggi sono in trasferta in terra lombarda

E’ tutto pronto per l’inizio dei campionati di basket di Serie B maschile e di A2 femminile, con tre squadre della provincia di Ravenna ai blocchi di partenza. Si parte infatti questo weekend e già questa sera scenderanno in campo la matricola Orva Lugo nel girone B maschile di B e l’altra neopromossa Infinity Bio Faenza nel girone Sud di A2 femminile. Domani, invece, sarà il turno della Rekico Faenza, che rappresenta una realtà consolidata della B maschile.

Serie B maschile Nel girone B l’Orva disputa la prima gara della regular season in trasferta, facendo questa sera (ore 21) visita a un’altra debuttante, la Nuova Pallacanestro Gordon Olginate, squadra espressione di un località della provincia di Lecco. Si tratta, come tutti i debutti di una neopromossa, di una sfida dai grandi interrogativi e dove prima di tutto il coach Galetti sarà in cerca di conferme sullo stato di forma dei suoi giocatori e di indicazioni utili per tutta la stagione. Qualche problema il tecnico lo deve affrontare, a causa in particolare delle condizioni non ottimali di Galassi e Thiam, reduci da infortuni, mentre la guardia Campori, da poco inserita nel gruppo, dovrebbe fare parte del roster. Di fronte i lughesi si trovano una formazione che ha conservato buona parte del quintetto titolare dello scorso torneo vinto nella C Gold lombarda: allenata da Alessandro Galli, l’Olginate può contare sugli esperti Marinò, Bassani e Tagliabue, a cui si sono aggiunti Planezio, Siberna e soprattutto Seck, proveniente in prestito dall’OraSì Ravenna.

Inizia invece domani con un big match la stagione della Rekico, impegnata alle 18 in casa della Baltur Cento, una delle pretendenti alla promozione in A2 che ha costruito  un organico di primissima caratura con ben undici giocatori che possono essere protagonisti. «La nostra è la partita clou della prima giornata in tutta la B – sottolinea Marco Regazzi, alla sua settima stagione consecutiva nei Raggisolaris – un match tra due squadre ambiziose che vogliono disputare un buon campionato. Cento è stata costruita per il salto di categoria e basta soltanto leggere i nomi del roster per capirlo. Noi cercheremo di dare il massimo e di stupire come abbiamo sempre cercato di fare. Andremo a Cento con grande determinazione e la voglia di vincere come faremo contro ogni avversario ogni settimana». Il coach avversario Giovanni Benedetto ha infatti in rosa 7 senior e ben 4 under di qualità: quattro i confermati (le guardie Vico e Chiera, l’ala D’Alessandro e il pivot Benfatto), mentre dal mercato estivo sono arrivati tre giocatori che hanno vinto l’ultima serie B: il play Cantone e l’ala/pivot Piunti con Orzinuovi e la guardia Rizzitiello con Montegranaro. Gli ex di turno sono Brighi e Silimbani. La partita tra Rekico e Baltur Cento sarà trasmessa in diretta e sugli schermi della “Birreria”, in via Granarolo 17 a Faenza e sponsor da molti anni dei Raggisolaris (per info e prenotazioni 338-2827542).

Programma (prima giornata): oggi Green Basket Palermo-Virtus Padova, Tigers Forlì-Iseo Serrature Costa Volpino, Bakery Piacenza-Pallacanestro Aurora Desio, Gordon Nuova Pall. Olginate-Orva Lugo; domani Bmr Basket 2000 Reggio Emilia-Tramarossa Vicenza, Pallacanestro Crema-Lissone Interni Bernareggio, Baltur Cento-Rekico Faenza, NTS Informatica Rimini-Gimar Basket Lecco.

Serie A2 femminile E’ tempo di debutti anche per la Infinity Bio Faenza, matricola del girone Sud di A2 che nella prima giornata affronta questa sera al Pala Bubani (inizio ore 20.30, ingresso gratuito) la Mercede Alghero. Si tratta di un impegno alla portata delle manfrede guidate da Simona Ballardini (che scende anche in campo) e Cristina Bassi, in quanto la formazione sarda oltre a essere stata ripescata dopo la retrocessione e composta da elementi in gran parte giovani e inesperti per la categoria.

Programma (prima giornata, oggi): Pall. Femm. Umbertide-Surgical Virtus Cagliari, Tigers Rosa Libertas Forlì-Andros Basket Palermo, Progresso Femm. Bologna-San Raffaele Roma, La Molisana Campobasso-Ceprini Costruzioni Orvieto, Infinity Bio Faenza-Mercede Alghero, RR Retail Galli S.G.Valdarno-Carispezia Cestistica Spezzina, Infa Feba Civitanova M.-Cestistica Savonese (domani). Riposa: USE Rosa Scotti Empoli

Tra cani brutti, tartufi e fiammiferi: l’arte di Cerberoleso sui muri di Ravenna

Lorenzo Fonda, modenese di stanza a New York, è tra gli artisti della quarta edizione del festival Subsidenze. La sua opera in via Perilli. L’1 ottobre torna pedalata tra i murales: si parte alle 15.30

Sub2

Il suo sito è un trionfo di colori e movimenti in tutte le forme possibili: fumetti, grafiche, video, effetti speciali, koala in skate, bradipi che sorridono e cani parlanti. Ammiccano proclami sulla pizza al tartufo, noti volti della musica e arcinoti brand internazionali: è difficile capire dove finisce l’illustratore e comincia il regista, o dove finisce il lavoro artistico e comincia quello commerciale. Tutto è intriso di un’anima incredibilmente vivida di idee, come se una specie di alieno creativo uscisse dalla pancia di ogni progetto, sventrando apparenze, previsioni e materie date per scontate. Solo un muro in via Perilli a Ravenna non può rappresentare del tutto Lorenzo Fonda, in arte Cerberoleso. Classe ‘79, modenese di stanza a New York, dopo aver fatto base a Milano e a Los Angeles, è a Ravenna per il festival di street art Subsidenze. Per capirlo un po’, almeno bisogna navigare cerberoleso.it. Almeno bisogna provare a parlarci.

Sub1

Lorenzo, è impossibile stabilire “se sia nato prima il regista o l’illustratore”. Nei tuoi progetti le illustrazioni hanno effetti speciali e viceversa i video devono tantissimo all’illustrazione… Da dove sei partito?
«In effetti ho cominciato prestissimo a disegnare, ero un bambino introverso, passavo molto tempo solo e ho sviluppato questa attitudine. Disegnavo tantissimo, ma molto presto ho cominciato anche a usare il computer. Mio padre insegnava all’Università e ho avuto la fortuna di avere, oltre all’appoggio della famiglia, anche la possibilità di conoscere fin da piccolo le telecamere e prendere confidenza con questi strumenti. Poi ho frequentato il liceo classico, ma non ho mai smesso di portare avanti i miei progetti, di sperimentare cose per me».

E la parte più commerciale del tuo lavoro quando è arrivata e che peso ha? Vedo che hai collaborazioni con colossi della comunicazione come la Saatchi & Saatchi e tra i tuoi clienti ci sono Nike, National Geographic, Alfa Romeo…
«Anche questa parte si è sviluppata in modo organico. Il mio primo lavoro pagato fu il calendario della scuola in seconda liceo: fu un grande successo, appeso in ben tre classi… Scherzi a parte, un lavoro su commissione a cui sono molto legato è il video per una band inglese, The Look dei Metronomy, che ho realizzato per un cliente che sento molto vicino e ha ottenuto 20 milioni di visualizzazioni. Per il resto è un’attività con risvolti anche stressanti, perché a New York si compete per budget consistenti, parliamo di milioni di dollari, e preparare una gara significa investire tempo e risorse che non verranno retribuite. Se si perde è molto frustrante. Ma se si vince è il lavoro più bello del mondo».

In tutto quello che fai, quali altre esperienze ti hanno arricchito? Cosa ti piace di più, oltre ai “cani brutti” e al tartufo?
«Le donne, il corpo, stare in mezzo alla natura… Troppo scontato? Ho amato lavorare con Blu, un’esperienza che racconto nel documentario Megunica. Viaggiare con lui in Sudamerica è stato illuminante sia dal punto di vista umano che creativo: è un artista davvero incredibile! Un’altra  esperienza appassionante è stata la traversata dell’Oceano Pacifico su una nave da carico».

La street art è di casa a Ravenna da qualche anno… Ma lo sai, vero, che qua ci chiederemo tutti “cosa significa” il tuo murale?
«Posso dirti che questi sono fiammiferi (vedi, si stanno rompendo…) e l’uomo e la donna sono ripresi dalle immagini mandate in orbita sui Pioneer 10 e 11 negli Anni ‘70. Poi in un punto ci sarà qualcosa che scompare…».

L’edizione 2017 del festival di street art Subsidenze prevede l’ormai tradizionale pedalata per la città in un percorso tra i murales realizzati questanno e nelle tre passate edizioni: partenza alle 15.30 dell’1 ottobre da Darsena Pop Up. Il percorso richiederà circa 90 minuti ed è realizzato in collaborazione con il Comune di Ravenna.

Riqualificazione pialassa Baiona: pronti 5 milioni, l’obiettivo è partire nel 2019

Finanziamento dai fondi per la pesca: serviranno per pulizia e nuovo bacino di alimentazione ma anche per il mercato del pesce

Vallejpg04

Sul tavolo ci sono cinque milioni di euro provenienti da fondi europei per la pesca. Soldi che serviranno per lavori nella pialassa Baiona e per la riqualificazione del mercato del pesce di Marina di Ravenna. Durante l’estate è stato firmato il protocollo tra Ministero, Regione, Comune, Autorità portuale e Parco del Delta. In sintesi il progetto prevede opere pubbliche che secondo i tecnici comunali dovrebbero dare respiro alla valle.

La pialassa è alimentata con l’acqua del mare e vene dolci e il ricambio è assicurato dalle maree. Questo gioco dinamico (da cui secondo alcuni deriva il nome pialassa, dal dialetto veneziano “pia” e “lassa” che si riferisce appunto al movimento idrico) porta le zone più esterne a un maggiore ristagno e un un eccessivo aumento di salinità delle acque. Del resto la Baiona è piuttosto estesa: oltre mille ettari organizzati in chiari e canali che lambiscono Porto Corsini e Marina Romea, arrivando a pochi chilometri da Casal Borsetti. Il progetto prevede di aprire un nuovo bacino di alimentazione tra il fiume Lamone e la valle proprio per alimentare la zona più a nord della stessa. Inoltre è prevista una riprofilatura degli argini e delle barene (gli isolotti che punteggiano la laguna), sempre nella parte settentrionale. Il tutto sarà completato con una vasta operazione di pulizia (inclusi i rifiuti contenenti amianto) e la piantumazione di fasce di vegetazione costiera autoctona. Sono quindi previste opere di filtro, anche paesaggistico, che dovranno schermare parte del comparto industriale, mentre si stanno progettando percorsi di fruizione da parte dei turisti.

Dopo la firma del protocollo di intesa si sta passando alla costruzione di un accordo operativo. Definiti i tempi e i modi degli interventi, si potranno cantierare le opere. I tempi? Il Comune spera di riuscire a mettere il tutto a gara entro il 2019. Sarebbe una vittoria, fa capire l’amministrazione, partire in due anni a fronte di un percorso burocratico non proprio semplicissimo.

Non riesce l’impresa a Baldini: al Mondiale si dovrà accontentare della finale B

Canottaggio / Nella semifinale del singolo Para-Rowing il portacolori della Canottieri Ravenna si piazza al quarto posto ed è il primo degli esclusi dalla finalissima, ma può comunque essere soddisfatto del suo debutto iridato dopo appena cinque mesi di agonismo

Simone Baldini Mondiali
Quarto posto nella semifinale del singolo Para-Rowing per Simone Baldini (foto Perna)

Non riesce la “mission impossible” a Simone Baldini, che nel singolo Para-Rowing manca la qualificazione alla finalissima del Mondiale di canottaggio dopo aver comunque dato battaglia in semifinale, dove si è classificato quarto, primo degli esclusi. L’atleta romano, ravennate “d’adozione”, si dovrà quindi consolare con la Finale B, in programma alle ore 8.50 locali di domenica (14.50 italiane), dove si dovrà misurare con gli equipaggi di Polonia, Austria, Germania, Lituania e Francia (nell’altra semifinale, infatti, ottengono il pass Australia, Gran Bretagna e Brasile) con l’obiettivo di raggiungere la miglior posizione possibile.

La cronaca della semifinale Reduce dal buon terzo posto nei recuperi, nella sua semifinale il portacolori della Canottieri Ravenna alla prima esperienza iridata in carriera si tuffa in una gara molto tosta e con ogni probabilità con un solo pass a disposizione, la terza posizione, vista la simultanea presenza di due specialisti della categoria come l’ucraino Polianskyi e il russo Chuvashev. Sono proprio loro a prendere il comando delle operazioni allo start, con Baldini quinto ai cinquecento metri stretto tra il polacco Kailing e l’austriaco Dollesschal, mentre la terza piazza è occupata dallo statunitense Haxton. Ucraina e Russia incrementano il vantaggio rispettando i pronostici nel secondo quarto e passando ancora avanti a metà gara, dove Baldini guadagna una posizione e transita quarto, alle spalle degli Stati Uniti ma sempre tallonato dalla Polonia. Distacchi invariati ai 1500 metri, dove le posizioni appaiono ormai delineate, almeno per le prime tre posizioni. Arriva la conferma sul traguardo: vince l’Ucraina, in finale su Russia e Stati Uniti. Baldini finisce in finale B come primo degli esclusi dalla finalissima, ma può comunque essere soddisfatto della sua prima esperienza iridata dopo appena cinque mesi di agonismo.
Ordine di arrivo: 1. Ucraina (Roman Polianskyi) 9.59.54, 2. Russia (Alexey Chuvashev) 10.30.82, 3. USA (Blaxe Haxton) 10.47.55, 4. Italia (Simone Baldini-SC Ravenna) 11.03.18, 5. Polonia (Jaroslaw Kailing) 11.04.32, 6. Austria (Klaus Dollesschall) 11.08.49.

Alternanza scuola-lavoro, la liceale al McDonald’s: «Potrà essermi utile un domani»

Margherita racconta il suo primo giorno. La prof tutor: «Prima esperienza per i ragazzi con una multinazionale, sono curiosa»

Meglio un Big Mac o un libro di ingegneria? Se una volta il liceo era la strada maestra per il mondo dell’università e gli studenti vedevano il proprio futuro solo dentro le mura di una facoltà umanistica o scientifica, oggi anche i sogni dei giovani paiono aver risentito della crisi economica. Diversi liceali infatti hanno scelto di aderire volontariamente al progetto di formazione scuola-lavoro di McDonald’s che prevede un periodo di alcune settimane lavorative non retribuite in cui i ragazzi vengono formati al lavoro del fast food. La formazione lavorativa è diventata obbligatoria con la “Buona Scuola” e prevede moltissime possibilità diverse come aziende, corsi di studio all’estero e laboratori.Liceo Scientifico Mcdonald

Margherita: «L’ho scelto
perché mi sembrava più
attinente al mondo del lavoro»

Perché allora scegliere un lavoro apparentemente così lontano dalla formazione liceale? Margherita fa la quinta al liceo scientifico Oriani e racconta: «Ho fatto questa scelta perché mi pareva quella più attinente con il mondo reale del lavoro, potrà essermi utile un domani se avrò l’urgente bisogno di un impiego stabile». E aggiunge: «Il primo giorno è andato molto bene, mi è stato assegnato il turno pomeridiano (dalle 14 alle 20) e l’accoglienza è stata ineccepibile, ci è stato mostrato tutto il ristorante e spiegate regole e mansioni che dovremo svolgere. Non possiamo ovviamente cucinare per via delle normative sulla sanità, ma battiamo alla cassa, diamo il resto, puliamo i vassoi e vi disponiamo i pasti per i clienti, dopo aver preso l’ordinazione», prosegue, «è stato molto stancante sì, ma comunque un’esperienza nuova ed eccitante. Per di più abbiamo il pasto aziendale!».

La tutor interna referente dell’iniziativa “Benvenuti Studenti”, ovvero il progetto di formazione lavoro di McDonald’s Italia, la professoressa Stefania Capucci dell’Oriani si dice molto colpita dalla serietà del personale con il quale ha preso accordi. «Trovo il progetto in linea con le esigenze e le scelte degli alunni, e mi incuriosisce dato che è la prima esperienza che i ragazzi avranno con una multinazionale delle dimensioni di McDonald’s, la quale aveva dato la disponibilità ad impiegarne quindici. Da tenere presente è che l’Alternanza Scuola-Lavoro non potrà mai assicurare impieghi di alto profilo agli studenti, appunto essendo tali. Mi riservo di dichiararmi però neutrale per ora sull’iniziativa poiché l’iniziativa è appena iniziata. Sono in attesa del giudizio dei ragazzi e del tutor esterno».

Questa storia è stata raccontata da Andrea Piemontese e Mattia Strada su Silenzio Stampa.Ra, il giornale creato da studenti del liceo scientifico Oriani proprio con un progetto di scuola-lavoro, perché al liceo c’è anche chi ha scelto di non fare panini, ma si augura un altro futuro.

Olimpia Teodora, altra amichevole con Perugia in vista dell’inizio del campionato

Volley A2 femminile / Domani, 30 settembre, le ravennati affrontano di nuovo in un test la Bartoccini (questa volta in trasferta) dopo il successo di martedì scorso nel 1° Trofeo Sergio Guerra. Il tecnico Angelini: «Spero di vedere dei miglioramenti rispetto alla partita di qualche giorno fa»

Esultanza Teodora Trofeo Guerra
Una esultanza delle giocatrici ravennati nel corso del Trofeo Guerra vinto contro Perugia (foto D. Ricci)

Se non è un’Olimpia Teodora ancora in forma campionato, poco ci manca, e buoni sprazzi di quello che potrà essere il valore della squadra si sono già visti nell’amichevole vinta martedì scorso contro le umbre della Bartoccini. Al Pala De André, infatti, la squadra ravennate ha superato la “pari grado” Perugia (che affronterà in A2), aggiudicandosi al tiebreak il 1° Trofeo Sergio Guerra, momento clou della giornata dedicata al ricordo dell’allenatore degli undici scudetti consecutivi e dell’indimenticato Vigor Bovolenta.

L’inizio della stagione ufficiale è ormai vicinissimo (si parte l’8 ottobre con la trasferta a Montecchio Maggiore, in Veneto) e non ci sono pause nella preparazione di Bacchi e compagne, che domani (sabato 30 settembre) saranno impegnate in un altro test contro le perugine, questa volta però in casa loro (fischio d’inizio alle 17), mentre mercoledì 4 ottobre ci sarà una sorta di rifinitura finale al PalaCosta contro il Volley Club Cesena di B1 (ore 20.30).

Facendo un passo indietro, il tecnico Simone Angelini preferisce non sbilanciarsi sulla prestazione di martedì scorso. «Si è trattata di una partita discreta, anche se contro Pesaro avevamo giocato senza dubbio meglio. Di sicuro il carico di lavoro di due mattine consecutive di pesi non ci ha aiutato, ma avremmo potuto fare di più sia in ricezione, sia in difesa, e anche a muro su palla alta, particolare sul quale abbiamo lavorato molto e sul quale mi aspetto quindi qualche miglioramento. Il risultato, al di là dell’importanza della giornata e del doveroso omaggio a Sergio Guerra e Vigor Bovolenta, ci interessa poco, mentre è fondamentale per noi acquisire il giusto ritmo partita in vista dell’inizio del campionato».

Premiazione Bacchi Assessore Fagnani
Il capitano Lucia Bacchi ritira il premio “Sergio Guerra” dall’assessore Fagnani (foto D. Ricci)

Dopo più di un mese di lavoro in palestra, tra allenamenti e sedute di pesi, le ragazze hanno messo un po’ di “carburante” nel motore, anche se come è ovvio che sia mancano ancora di brillantezza fisica. «Stiamo affrontando qualche giorno di scarico dopo l’ultimo impegno, per preparaci ad affrontare la settimana tipo di campionato. Sabato saremo impegnati a Perugia in una sorta di rivincita del match di martedì sera, dove ancora una volta non ci interessa il risultato, ma vogliamo lavorare meglio rispetto alla partita precedente. Avremo inoltre un’ultima amichevole contro Cesena, che ci permetterà di ruotare e far entrare tutte le ragazze in clima campionato. La prima trasferta sarà abbastanza breve e la affronteremo in giornata, con l’obiettivo di affrontare la partita con serenità, superando l’emozione dell’esordio in A2».

Sugli obiettivi da perseguire, infine, il tecnico mostra di avere le idee molto chiare. «La nostra è una squadra in divenire, che ha tutto il tempo per lavorare e crescere giorno dopo giorno, ma di sicuro il primo obiettivo, come è ovvio per una squadra neopromossa, è la salvezza. Dobbiamo in partenza puntare a fare più punti possibili, perché acquisire una posizione tranquilla in classifica ci permetterebbe di affrontare questo percorso con più serenità. Più avanti durante la stagione, quando avremo anche acquisito come società un po’ di esperienza nella categoria, vedremo cosa ci riserverà il futuro e si potrà puntare anche ad altri obiettivi. Vogliamo cercare di giocare bene e fare punti contro tutti, sfruttando anche le qualità del nostro palazzetto che, essendo piccolo e particolare, si presta a diventare un bel fortino. E per far questo – termina Angelini – sono sicuro che il pubblico di Ravenna ci aiuterà molto».

«Chi vuole estrarre metano è sponsor della festa di San Michele, è vergognoso»

Sinistra Italiana critica il sostegno di Padana Energia al live del 30 settembre: «Sembra l’antica Roma con panem et circenses»

Bagnacavallo Aerea«Pare di fare un salto all’indietro nel tempo, quando nell’antica Roma con un tozzo di pane e uno spettacolo di gladiatori al Colosseo si teneva sottomessa l’intera plebe». Il circolo della Bassa Romagna della federazione di Ravenna di Sinistra Italiana usa proprio la locuzione latina “panem et circenses” per riferisi alla sponsorizzazione del concerto in piazza della Libertà a Bagnacavallo il 30 settembre, appuntamento clou della festa di San Michele. Il sostegno dell’evento è di Padana Energia: «Per chi non ne fosse a conoscenza è la società che da qui a breve, inizierà a trivellare il nostro territorio per estrarre metano».

Alle 21.15 sul palco centrale Davide Liperoti aprirà il concerto dell’ex chitarrista e fondatore dei Timoria, Omar Pedrini, in tour con il suo ultimo album. In un comunicato inviato alla stampa, Sinistra Italiana critica questa operazione commerciale con parole pesanti: «Giudichiamo questa sponsorizzazione scandalosa e vergognosa. Crediamo che nel 2017 le persone, con un minimo di senso civico, non siano più disposte a barattare la propria incolumità e i propri beni comuni in cambio di briciole come spettacoli musicali o casse di laminazione, crediamo che queste operazioni simpatia non funzioneranno, sulla questione delle trivellazioni non calerà il silenzio». Il partito sostiene «la pericolosità e l’inutilità delle trivellazioni, i benefici pari a zero per il territorio» e ritiene menzogne «i milioni di euro in royalties che dovrebbero arrivare».

La Cà del Pino rinasce con Spadoni: «L’obiettivo è offrire materie autoprodotte»

Il patron del molino si è aggiudicato la concessione per sei anni dello storico locale sulla Romea. Riapertura a Natale. Il Comune: «Diventerà una bella tappa per ravennati e forestieri in visita alla Baiona»

CapinoPotrebbe riaprire già per Natale lo storico ristorante Cà del Pino alle porte di Ravenna, a nord immerso nella pineta adiacente a via Romea, il cui progetto di recupero è stato affidato a Casa Spadoni, la società che si è aggiudicata l’asta pubblica bandita dal Comune proprietario del terreno e dell’immobile per individuare un nuovo concessionario per i prossimi sei anni. Il locale avrà 150-200 posti a sedere e un personale di circa 10-15 persone. Attualmente il gruppo Casa Spadoni ne impiega circa 70 nelle sue altre tre location (in via San Vitale a Ravenna, a Faenza e a San Giacomo del Martignone) e altre circa 60 saranno assunte per l’apertura nel 2018 all’interno del Mercato Coperto a Ravenna, ora in fase di riqualificazione.

Sarà dunque di nuovo possibile sedersi ai tavoli di un locale, aperto dal 1966, in cui sono passati tantissimi personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura e importanti imprenditori, fra cui Walter Chiari, Carla Fracci, Alberto Tomba, Raul Gardini, Serafino Ferruzzi e anche Alberto Sordi che qui girò alcune scene del film “Il presidente del Borgorosso football club”.

«Stiamo cercando di valutare l’entità degli interventi da eseguire alla Cà del Pino – spiega Leonardo Spadoni, patron del gruppo alimentare che affonda le radici nel molino di Coccolia –. Ci sono certamente da rifare il tetto e la cucina e da mettere in sicurezza i locali, ma ciò che resterà invariata è l’anima del locale così come conservata per oltre cinquant’anni da Armida Turchetti che continuerà a restare con noi. Questo ristorante rappresenta il naturale completamento di un percorso di cultura e riscoperta gastronomica che da qualche anno stiamo portando avanti. Ci mancava la parte ‘mare’ e soprattutto ‘valle’, per tenere vive le tradizioni del nostro territorio in un mondo sempre più globalizzato e uguale».

Qualche novità nella nuova veste? «Anzitutto, metteremo un nuovo grande camino al centro del salone con una imponente griglia in legno per cuocere il pesce di valle e la cacciagione. Poi sarà ampliata l’offerta dei primi piatti con l’arrivo delle ‘sfogline’ che saranno presenti tutti i giorni per tirare la pasta a mano come una volta, dietro a una vetrina. L’obiettivo è di proporre al cliente materie autoprodotte al 95 percento. Per questo si sta pensando anche a una birra di nostra ricetta, oltre ovviamente al pane, alla polenta e alla carne di mora romagnola del nostro allevamento all’aperto di Zattaglia».

Unico neo, secondo Spadoni, è il vincolo imposto dalla concessione: sei anni di tempo, ma con possibilità di rinnovo. «Non è stato facile – precisano al riguardo gli assessori alle Attività produttive Massimo Cameliani e all’Ambiente Gianandrea Baroncini -, trovare un imprenditore disposto a investire in casa d’altri per un periodo limitato visto che il bene in questione è interamente di proprietà comunale, sia l’edificio sia la terra. Poteva essere solo un imprenditore sognatore come Spadoni. Il ristorante diventerà una bella tappa per ravennati e forestieri in visita alla Piallassa Baiona. In proposito, c’è un progetto di riqualificazione che sarà portato a termine entro due o tre anni, che creerà importanti percorsi naturalistici e conseguenti importanti flussi turistici».

Alcol, vetro e lattine vietati nel quartiere dei giardini Speyer fino al 31 gennaio

Dal 2 ottobre l’ordinanza del Comune contro il degrado. Il vicesindaco: «Necessario in questo momento accanto a iniziative di animazione»

Fusignani2Vietato bere alcol in qualsiasi contenitore e qualunque altra bevanda in contenitori di vetro o latta, per chi sgarra 200 euro di sanzione. Arriva il giro di vite promesso dal Comune di Ravenna per il quartiere dei giardini Speyer: l’ordinanza entra in vigore il 2 ottobre e resterà valida fino al 31 gennaio.

Queste le vie interessate (a questo link la mappa dettagliata scaricabile): Isola San Giovanni, giardini Speyer e aree limitrofe di piazza Anita Garibaldi, via Giosuè Carducci e le laterali via San Giovanni Bosco e parco Amadesi e via Monghini, viale Carlo Luigi Farini, piazza Carlo Luigi Farini, viale Giorgio Pallavicini, via Alberoni (nel tratto compreso fra viale Pallavicini e via Candiano) e via Candiano, via di Roma (nel tratto compreso fra via Diaz e via Carducci), piazza Mameli, via Maroncelli (nel tratto compreso fra viale Farini e via Colonna).

Il divieto non si applica nelle aree di pertinenza degli esercizi pubblici di somministrazione bevande e delle attività artigianali del settore alimentare; per gli esercizi commerciali l’esenzione riguarderà solo gli operatori dotati di appositi spazi già autorizzati per essere destinati al consumo. Ai due divieti sono ammesse deroghe in concomitanza con particolari eventi di interesse per la cittadinanza, previa autorizzazione del sindaco, sentito il comando della polizia municipale.

«Per riqualificare e valorizzare una zona che si trova nel cuore della città e ne rappresenta la porta di accesso al centro per chi arriva a Ravenna in treno – spiega il vicesindaco Eugenio Fusignani con delega alla Sicurezza – abbiamo ritenuto necessaria questa ordinanza temporanea. Dopo il 31 gennaio valuteremo la necessità o meno di una eventuale proroga. Abbiamo condiviso il provvedimento con la prefettura. Ma è fondamentale accompagnare le azioni di controllo e repressione con iniziative che permettano alla comunità di riappropriarsi di questi bellissimi spazi, come ad esempio l’imminente festa del quartiere Farini».

Nel caso Consip anche le manovre per indebolire lo 007 ravennate diventato scomodo

Su La Repubblica un’inchiesta di Bonini e Foschini che ricostruisce le lotte di potere e i veleni che ruotano attorno all’indagine di Woodcock e del Noe dei carabinieri: ai servizi segreti qualcuno vorrebbe mettere all’angolo Marco Mancini, uomo forte dell’epoca Pollari e fratello del procuratore capo di Ravenna. Tutto in un file docx allegato a una email

50125
Marco Mancini aiuta la giornalista Giuliana Sgrena a scendere dall’aereo al rientro in Italia dopo la liberazione dal sequestro in Iraq nel 2005

C’è anche il nome di un ravennate, un 57enne ex carabiniere di Lugo da tempo ai servizi segreti, tra quelli che punteggiano la trama della storia Consip. Le manovre, i veleni e i personaggi che ruotano attorno all’affaire che sta agitando larghe fette dello Stato sono ricostruiti in una inchiesta giornalistica firmata da Carlo Bonini e Giuliano Foschini in due puntate su La Repubblica. I due reporter hanno messo in fila le informazioni raccolte da sette diverse fonti qualificate e dalla lettura di carte riservate per fotografare quanto ci sia di vero e quanto ci sia di complottista nella vicenda.

Alcune mosse dei principali protagonisti dell’inchiesta sarebbe state fatte, secondo Repubblica, anche per mettere all’angolo il lughese Marco Mancini, fratello del procuratore capo di Ravenna e 007 depositario di parecchi segreti dell’epoca in cui alla direzione del Sismi stava Niccolò Pollari.

La vicenda si collega al passaggio del colonnello Sergio De Caprio, più noto come “Ultimo”, dal Noe dei carabinieri all’Aise, agenzia informazioni e sicurezza esterna. In buona sostanza lo spionaggio italiano all’estero. Il trasferimento è la richiesta di Ultimo per lasciare il reparto da lui plasmato ma diventato inviso ad alcuni per la portata di certe indagini. Ecco un passaggio del servizio di Bonini e Foschini: «Il direttore dell’Aise, Alberto Manenti, coglie in De Caprio un’opportunità. Dal giorno in cui ha messo piede nella stanza di direttore dell’Aise […] è, infatti, assediato dai veleni della stagione del Sismi di Niccolò Pollari. E dal suo epigono, Marco Mancini. Ex carabiniere, benvoluto nei circoli di certa sinistra, è stato potentissimo capo divisione all’acme delle fortune pollariane, travolto con infamia dall’extraordinary rendition di Abu Omar e dalle vicende della centrale di spionaggio parallelo cresciuta all’ombra della Telecom di Tronchetti Provera. Marco Mancini è un sopravvissuto. Ha attraversato le tempeste giudiziarie protetto dal segreto di Stato, ma ne è uscito menomato nelle sue ambiziosissime aspettative di carriera. È stato parcheggiato per un po’ a Vienna. Poi è rientrato a Roma dove è stato messo dietro a una scrivania al Dis. Anche se non ha un incarico da niente. Perché controlla la contabilità, coperta da segreto».

Manenti considera Mancini come una minaccia interna. Il lughese è considerato – ma su questo gli stessi giornalisti non hanno elementi per confermare o smentire – «il depositario di inconfessabili segreti che riguardano la stagione dei pagamenti dei riscatti per gli italiani sequestrati in Iraq durante il conflitto e persino della morte di Nicola Calipari».

Mancini.docx” è il nome del file allegato a una delle due email che il capitano dei carabinieri Giampaolo Scafarto, membro del Noe coinvolto nella vicenda Consip, ha indirizzato a De Caprio quando era già passato ai servizi. Mancini sarebbe considerato come un problema da risolvere per timori sulla fedeltà degli 007 alla intelligence: «In quella mail – si legge ancora da Repubblica – si svela il rapporto tra Italo Bocchino e Marco Mancini, documentato da intercettazioni telefoniche alcune delle quali non allegate agli atti “ufficiali” di indagine, e dunque si allunga l’ennesima ombra sull’ultimo dei pollariani nella nostra Intelligence, il custode dei segreti di quella stagione». L’avvocato di Ultimo, Francesco Antonio Romito, assicura che quelle mail forse non sono state neppure lette e certamente non le ha sollecitate.

Alla luce di questa dettagliata ricostruzione di Repubblica, assume un contorno diverso quanto scrisse Il Tempo un anno fa a proposito di un fascicolo di indagine aperto a Ravenna da una denuncia per minacce di morte presentata proprio da Mancini.

Senza capitan Tucceri Cimini, il Ravenna Woman debutta a Empoli in campionato

Calcio A femminile / Domani, 30 settembre (inizio ore 17), la formazione di San Zaccaria disputa la prima partita della stagione sul campo della matricola toscana. Il tecnico Balacich: «Appuntamento prezioso per farci capire il nostro livello»

Balacich Ravenna Woman
Il tecnico Mirko Balacich con la mascotte del Ravenna Woman

Come lo scorso anno, anche in questa stagione parte da una debuttante il cammino in campionato del Ravenna Woman del duo di allenatori Balacich-Rizzo. La squadra biancorossa, infatti, farà il proprio esordio domani, sabato 30 settembre, in trasferta contro il neopromosso Empoli Ladies. La gara, posticipata dalla Federazione alle ore 17 (arbitro Davide Giacometti di Gubbio), sarà un primo banco di prova importante per la squadra romagnola, che potrà così testare sul campo e in un incontro molto impegnativo la qualità del lavoro svolto nel corso dell’ultimo mese di preparazione.

La formazione avversaria, che ha assunto questa denominazione da appena tre anni, nella passata stagione ha vinto di misura il girone A della Serie B con 58 punti, uno più della Novese. Il ruolino di marcia delle toscane è stato di prim’ordine: oltre a essere stata l’unica a non perdere nemmeno una partita in tutta la categoria cadetta, la squadra azzurra ha terminato il campionato con il miglior attacco del suo girone e la miglior difesa (66 gol fatti e 11 subiti).

L’allenatore Mirko Balacich è pronto al debutto nonostante qualche problema di troppo: il più grande indossa è rappresentato dall’infortunio occorso con la maglia azzurra della nazionale a Linda Tucceri Cimini, che non potrà scendere così in campo. «È un grande rammarico non averla a disposizione – spiega il tecnico – perché per noi è una giocatrice molto importante. Comunque sia il lavoro svolto fino a questo punto mi soddisfa».

Oltre a Tucceri ci sono altre situazioni da valutare, come precisa lo stesso Balacich. «Campesi non è al meglio e poi ci sono giocatrici che hanno iniziato la preparazione più tardi rispetto alle altre. Anche se non siamo al meglio, sappiamo però che il debutto è importante soprattutto in un campo difficile come quello dell’Empoli, una squadra dotata di buone individualità, ma proprio per questo l’appuntamento sarà prezioso per farci capire il nostro livello».

I precedenti Quella tra Empoli Ladies e Ravenna Woman è la prima volta assoluta nella quale le due squadre incrociano il loro cammino. Questo vale anche prima che la formazione toscana venisse acquistata dall’Empoli e assumesse questa denominazione, vale a dire quando ancora era conosciuta con il nome di Castelfranco.

Coppa, ricorso contro la sconfitta a tavolino La società Ravenna Woman, in seguito al Comunicato Ufficiale nel quale è stata comminata la perdita a tavolino per 3-0 della gara di Coppa Italia contro l’Imolese, la multa di 200 euro e la squalifica del dirigente accompagnatore Claudia Mariani, ci tiene a precisare quanto segue: «le tesserate Linda Giovagnoli e Francesca Cicci erano state autorizzate, a norma dell’art. 34 comma 3 e 3 bis delle NOIF, dal Comitato Regionale dell’Emilia Romagna già per la scorsa stagione. La società sottolinea che l’articolo 34 delle NOIF prevede che vi sia l’autorizzazione del Comitato di appartenenza, ma non che questa debba essere richiesta ogni anno. La società ci tiene a ribadire da una parte il suo pieno rispetto delle regole federali, ma prima di tutto e sopra a ogni altra cosa il rispetto e la massima tutela della salute delle proprie tesserate. Proprio alla luce di quanto sopra e nonostante la punizione della perdita della gara contro l’Imolese a tavolino non vada a inficiare il passaggio del turno di Coppa Italia, il Ravenna Woman intende presentare ricorso contro la decisione del Giudice Sportivo, per dimostrare e vedere certificati dagli stessi organi federali il pieno rispetto sia delle regole, sia della salute delle proprie atlete».

Primavera in Emilia La formazione Primavera di Marinella Piolanti dopo il debutto casalingo  vittorioso di sabato contro il Sassuolo (4-2) disputerà a San Paolo (Modena) la sua seconda gara di campionato.

L’Inferno in bottega: i mosaici ispirati alla Divina Commedia nei laboratori di Cna

Un percorso dantesco che proseguirà nel 2019 con il Purgatorio e nel 2021 con il Paradiso

17 09 28 Foto Conf Stampa Cna
La presentazione del progetto della Cna in municipio

Ci sono donne a Ravenna che portano avanti una tradizione millenaria: quella del mosaico. Da sempre segno distintivo della città nel mondo, nato come tecnica povera è diventato nei secoli un tassello imprescindibile della storia dell’arte occidentale. In occasione della Biennale del Mosaico le botteghe d’arte di Ravenna aderenti a Cna si cimenteranno in altrettante opere ispirate a dieci canti dell’Inferno dantesco. «L’importante segno che tutte le realtà del mosaico e non solo collaborano alla realizzazione di questo importantissimi momento per la città», spiega l’assessora alla Cultura Elsa Signorino.

«La Cna, con i suoi mosaicisti – aggiunge Elisa Brighi, portavoce di Cna – sarà ancora protagonista di numerose iniziative ed eventi: le visite guidate nei laboratori, il restauro di un mosaico dedicato a Pier Paolo D’Attorre, la valorizzazione dei Fiori di Mosaico in collaborazione con Linea Rosa e altri eventi. Non mancheranno poi le singole iniziative che ogni laboratorio ha programmato per il periodo del Festival (programma su www.ravennamosaico.it)».

«Inoltre, unendo le forze di 11 mosaiciste – prosegue ancora Brighi – per questa edizione del Festival abbiamo voluto rimarcare il profondo legame tra la città e Dante Alighieri, mettendo in relazione due forti simboli dell’identità ravennate: Dante e il mosaico. Sotto la supervisione e il coordinamento della responsabile del Centro Internazionale di Documentazione sul Mosaico di Ravenna, nonché curatrice della collezione dei mosaici moderni del Mar, Linda Kniffitz, abbiamo realizzato “L’Inferno in Bottega – La Commedia di Dante alla luce del Mosaico”. Ogni laboratorio ha realizzato un mosaico ispirato a un canto dell’Inferno creando un vero e proprio percorso dantesco tra le botteghe che sarà condotto dalla guida Alessandra Bollini. Nel 2019 sarà la volta del Purgatorio, per arrivare nel 2021, anno delle celebrazioni dantesche, al Paradiso. Un progetto di lungo respiro che nasce come libera e originale testimonianza di un artigianato che diventa arte attraverso le sue opere e che, ci auguriamo, possa trovare l’accoglienza positiva del pubblico».

«Questo progetto – spiega Marcello Monte, presidente Cna comunale Ravenna – nasce come libera e originale testimonianza di un artigianato che diventa arte, attraverso le opere di 11 mosaiciste che vano ad arricchire il patrimonio artistico e culturale di Ravenna. Ci tengo anche a ribadire che questo evento è uno dei tanti progetti di qualità che la Cna di Ravenna sta promuovendo, con lo spirito di valorizzare il mix di offerta che il nostro territorio è in grado di esprimere, anche in chiave di sostegno allo sviluppo turistico».

Sono previsti tre tour guidati per osservare le opere dantesche l’8, il 21 ottobre e il 4 novembre con partenza alle ore 16.30 dalla Tomba di Dante. Partecipazione gratuita ma, per ragioni logistiche, a numero chiuso; occorre quindi prenotarsi all’Ufficio Turismo del Comune di Ravenna, tel. 0544 35755.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi