Un principio di incendio in una cabina elettrica di via Ginanni a Ravenna, nel pomeriggio del 29 giugno, ha lasciato zone del centro città senza corrente per alcune ore, con disagi per attività e famiglie. È stato solo uno dei blackout, più o meno prolungati, che in questo periodo si stanno verificando in varie parti del territorio ravennate e non solo.
La società E-Distribuzione del gruppo Enel, che gestiste la rete elettrica di media e bassa tensione, spiega che in generale le interruzioni sono causate da problemi di smaltimento del calore legati al persistere di condizioni climatiche eccezionali. Il calore estremo, accumulato sotto l’asfalto, sottopone i materiali isolanti che circondano i cavi interrati a uno stress termico notevole. Quale che sia la portata dei cavi, i materiali non riescono a disperdere l’eccesso di calore generato dalla corrente elettrica che li attraversa. Se i materiali si deteriorano a causa del caldo, il flusso di corrente si interrompe. Il problema, quindi, non è solo la mancanza di energia, ma una distribuzione locale ormai obsoleta, modellata su una domanda del secolo scorso e, quindi, estremamente vulnerabile.
In questo contesto E-Distribuzione ha rafforzato la reperibilità di personale e imprese terze, mobilitato gruppi elettrogeni, power station e mezzi ad hoc (cavi attrezzo, laboratori mobili per ricerca guasto) per fronteggiare l’evento meteo eccezionale che mette sotto pressione le linee elettriche interrate.
Per E-distribuzione il cambiamento climatico non rappresenta una criticità contingente, ma un driver strutturale di trasformazione del modello operativo e degli investimenti. «Come azienda stiamo lavorando al rafforzamento della resilienza infrastrutturale, prevenzione dei rischi e gestione integrata delle emergenze. Il Piano comprende l’individuazione e l’aggiornamento continuo degli impianti e delle aree maggiormente esposte, la risoluzione preventiva delle criticità di rete, le attività diagnostiche sui cavi interrati, l’ottimizzazione dei sistemi di protezione e telecontrollo e il rafforzamento delle dotazioni operative».
Per interruzioni prolungate sono previsti indennizzi automatici per i clienti: «Saranno erogati dal fornitore di energia elettrica in bolletta, senza richiesta specifica da parte del cliente. Importo e modalità di erogazione sono stabiliti da Arera».
Le ondate di calore, però, possono produrre effetti diretti sugli asset e conseguenze indirette sul funzionamento complessivo del sistema elettrico, anche per l’aumento contemporaneo della domanda di energia. La società Terna che gestisce le reti di alta tensione ha certificato un picco di consumi elettrici giornalieri, in Italia, pari a 58,21 gigawatt, proprio nel pomeriggio del 29 giugno, alle 16.30. È il dato più alto di tutto il 2026.



