mercoledì
13 Maggio 2026

Apre al traffico un’altra parte del nuovo svincolo tra la tangenziale e via Savini

Per chi viaggia verso Rimini non ci sono più limitazioni in entrata e in uscita, ma rimane il restringimento di carreggiata così come sulla carreggiata verso nord

Presentazione Standard Di PowerPointApre al transito dei veicoli a Ravenna un’altra parte del nuovo svincolo della statale 16 Adriatica con via Savini. Da sabato 17 febbraio sulla carreggiata in direzione sud (Rimini) saranno aperte al traffico le rampe interne dello svincolo e la relativa nuova strada complanare. Le rampe esterne erano state aperte lo scorso ottobre. Rispetto al calendario presentato a marzo 2023 quando partirono i lavori, lo stato di avanzamento è in ritardo di circa 4 mesi.

Per chi viaggia verso sud ora lo svincolo di via Savini non avrà più limitazioni in entrata e uscita, ma permane il restringimento di carreggiata a una corsia sola (quella di sorpasso) nel tratto tra il ponte di via Faentina e via Savini dove è chiuso lo svincolo Consar.

Proseguiranno i lavori di allargamento della sede stradale sulla carreggiata direzione Nord (Ferrara) con la ricostruzione delle nuove rampe dello svincolo di via Savini e con la realizzazione della complanare che collegherà la nuova sede allargata della tangenziale con i rami di svincolo; queste opere verranno completate con la posa della segnaletica, delle nuove barriere di sicurezza e degli impianti. L’attuale restringimento tra il km 148,800 e 149,600 e la chiusura dello svincolo resteranno attivi fino alla fine dei lavori.

L’intervento – che riguarda il primo stralcio di 1,45 km per un importo dei lavori di circa 15 milioni di euro – rientra nel più ampio progetto di riqualificazione della tangenziale di Ravenna che prevede l’allargamento della sezione stradale ed installazione dello spartitraffico centrale.

Cercasi influencer per promuovere parchi e musei: 300 euro per 5 post in un anno

Il gestore di oltre venti luoghi di cultura in Romagna e provincia di Ferrara, tra cui musei e parchi naturali, cerca tre testimonial con almeno 5mila follower su Instagram per la promozione di eventi e iniziative

Instagram
La cooperativa Atlantide che gestisce il circuito Ama Parco, una rete di oltre 20 parchi e musei nelle province di Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena e Ferrara, cerca testimonial (chiamati ambassador) per la promozione sui social, in particolare Instagram: 300 euro in cambio di 5 storie e 5 post in un anno.

Un ulteriore premio di 200 euro potrà essere corrispondo a giudizio di Atlantide che valuterà l’impegno e l’attività complessivamente svolta e i risultati raggiunti, la visibilità e i riscontri. Requisiti richiesti: almeno 18 anni e un profilo Ig con cinquemila follower. Per rispondere all’annuncio c’è tempo fino al 25 febbraio (sul blog di Atlantide tutte le informazioni).

L’ambassador dovrà condividere almeno una delle tematiche al centro della filosofia di Atlantide e del circuito Ama Parco, tra cui ad esempio la passione per la bicicletta, per le attività all’aria aperta, per la natura, la poesia e la cultura in generale.

Ognuno dei tre ambassador selezionati sarà ospite dei parchi del circuito per partecipare ad almeno 5 escursioni e attività organizzate nel periodo di apertura 2024, documentando le esperienze attraverso foto e video e creando sui propri canali social post, reels e storie per promuovere i luoghi del circuito Ama Parco e le emozioni vissute.

Questi sono i luoghi gestiti da Atlantide, alcune hanno apertura annuale, altre stagionale

Provincia di Ferrara: Delizia Estense del Verginese, Vallette di Ostellato, Anse Vallive di Porto Bacino di Bando.

Provincia di Ravenna: Centro Visite Salina di Cervia, Casa delle Farfalle di Milano Marittima, Parco Naturale di Cervia e CerviAvventura, Museo NatuRa di Sant’Alberto, Rocca di Riolo Terme, Giardino delle Erbe “Augusto Rinaldi Ceroni” di Casola Valsenio, Casa Monti.

Provincia di Cesena: Idro Ecomuseo delle Acque di Ridracoli, Giardino di Valbonella, Parco Poesia Pascoli, MAF -Museo Archeologico di Forlimpopoli.

Provincia di Rimini: Musei della città di Bellaria – Igea Marina, Osservatorio Naturalistico Valmarecchia, Rocca Malatestiana di Verucchio, Museo Civico e Archeologico di Verucchio.

Per informazioni: promozione@atlantide.net.

Alluvione e guerre: il porto di Ravenna nel 2023 ha visto i traffici calare del 7%

E gennaio parte con un pesantissimo -18 rispetto allo stesso mese di un anno fa. L’analisi dell’Autorità di sistema

Una veduta aerea del bacino San VitaleNel corso del 2023 – dopo due anni particolarmente positivi nei quali sono stati superati i volumi ante pandemia e si è stabilito per due volte il record storico di traffico – il porto di Ravenna ha registrato un calo di traffico, movimentando complessivamente 25.503.131 tonnellate, in calo del 6,9% (1,8 milioni di tonnellate in meno) rispetto al 2022.

Gli sbarchi sono stati pari a 22.108.488 tonnellate e gli imbarchi pari a 3.394.643 tonnellate (rispettivamente, -7,5% e -2,7% rispetto al 2022).

Negativo, in particolare, l’andamento degli ultimi due mesi rispetto agli stessi mesi del 2022: quello di novembre, nel quale sono state movimentate 1.779.254 tonnellate, in diminuzione del 16,6% (354 mila tonnellate in meno) e quello di dicembre, nel quale sono state movimentate 2.090.815 tonnellate, in diminuzione dell’1,9% (oltre 40 mila tonnellate in meno).

Da segnalare il dato negativo dei materiali per le ceramiche, con 1,4 milioni di tonnellate in meno, che rappresentano il 75% del calo totale del porto rispetto all’anno precedente.

Il numero di toccate delle navi è stato pari a 2.533, per 170 navi in meno rispetto quelle del 2022 (-6,7%).

La stazza media netta delle navi nel 2023 (pari a 9.784 tonnellate), invece, ha registrato un incremento (5,5% rispetto al 2022) – un trend iniziato nel 2019 (+2,4% rispetto al 2018) e proseguito nel 2022 (+32,3% rispetto al 2021) – ascrivibile principalmente a 25 toccate di navi da crociera con una stazza netta superiore alle 100.000 tonnellate e 31 toccate con una stazza netta superiore alle 50.000 tonnellate.

Sono diversi i fattori che hanno causato il brusco rallentamento della crescita globale, secondo l’analisi dell’Autorità di Sistema Portuale, che qui riportiamo integralmente. La peggiore crisi energetica verificatasi dagli anni settanta, che ha innalzato l’inflazione a livelli mai rilevati da molti decenni; le politiche monetarie restrittive conseguenti, per combattere l’inflazione; l’aumento dei tassi di interesse; la diminuzione del potere di acquisto e dei salari reali in molti paesi; l’interruzione delle forniture e la conseguente insicurezza alimentare globale, a causa di guerre e fattori climatici avversi che hanno provocato l’aumento dei prezzi e limitato la circolazione di generi alimentari. Naturalmente i conflitti in corso hanno giocato e giocano un ruolo fondamentale sull’andamento generale dell’economia del nostro Pese e quindi, inevitabilmente, anche sull’andamento dei traffici di merci che vengono movimentati nei porti.

Gli effetti negativi della guerra tra Russia e Ucraina sul porto di Ravenna, come nel 2022, si sono fatti sentire anche nel 2023. Nel 2022 e nel 2023 sono state perse, infatti, 1.694.569 tonnellate di traffico dall’Ucraina, il 58,3% in meno rispetto al 2021. Ravenna è da sempre, infatti, il porto di riferimento dei paesi che si affacciano sul Mar Nero e, in particolare, dell’Ucraina, da cui storicamente provenivano grossi quantitativi di materie prime per l’industria ceramica e di prodotti metallurgici, oltre a cereali, farine e oli vegetali. Il distretto ceramico di Sassuolo è quello che più ne ha risentito, con un’importazione di materie prime dall’Ucraina praticamente azzerata e la necessità di ricercare nuove fonti di approvvigionamento alternative. Stessa sorte anche per i prodotti metallurgici.

Dopo la scadenza, a luglio 2023, dell’accordo per l’esportazione di grano ucraino dai porti sul Mar Nero (firmato tra Russia e Ucraina, con la mediazione di Turchia e Onu, nel giugno 2022 e più volte rinnovato), solo i corridoi di solidarietà attivati dall’Ue per l’esportazione dei cereali ucraini verso Europa e resto del mondo hanno consentito una rotta disponibile e sicura che ha permesso di mantenere un traffico di una certa rilevanza con l’Ucraina. In effetti, nel 2023 sono sbarcate nel porto di Ravenna 823.530 tonnellate di grano e mais ucraini, 598.648 tonnellate in più (il 266,2%) rispetto quelle del 2021, anno precedente all’inizio del conflitto.

Poi nel maggio del 2023 è arrivata l’alluvione su Ravenna e i territori circostanti, con allagamenti, straripamenti e frane che hanno causato pesanti danni alle imprese, interruzioni alle infrastrutture di collegamento stradali e ferroviarie, come pure disagi al lavoro portuale per i dipendenti alluvionati e la necessità di tutelare la sicurezza nei giorni di maggiore criticità, interrompendo le operazioni di sbarco/imbarco.

Nel 2022 il valore aggiunto (la ricchezza creata) dai comuni colpiti dall’alluvione ammontava a oltre 38 miliardi di euro (24% del Pil regionale; 2,2% del Pil nazionale) e le previsioni formulate prima dell’alluvione per il 2023 ipotizzavano una crescita dello 0,7% che avrebbe portato a superare i 40 miliardi di euro. I danni si attestano oggi tra i 7 e i 10 miliardi di euro, tra il 18% e il 26% del valore aggiunto del territorio. I riflessi di questo evento catastrofico per il porto e la movimentazione si sono fatti sentire da subito sul traffico ferroviario e nei mesi successivi, quando si è registrata una consistente diminuzione degli arrivi di navi e di merci. Tra maggio e giugno 2023 il porto di Ravenna ha perso 514 treni, il 37% in meno dello stesso bimestre dell’anno precedente e il 6,3% in meno sui treni totali del 2022.

Infine la crisi del Mar Rosso. L’attacco terroristico del 7 ottobre e la guerra tra Israele e Hamas, con gli attacchi dei ribelli Houthi yemeniti contro tutte le navi, in transito dallo Stretto di Bab Al-Mandab, stanno mettendo in crisi l’area del Mar Rosso e limitando fortemente il transito dal Canale di Suez, uno dei punti nevralgici del commercio mondiale. Non appaiono ancora spiragli di risoluzione – commentano da Autorità Portuale – a una crisi che sta creando grossi problemi a tutta la catena di approvvigionamento globale, in particolare ai traffici marittimi, con conseguenze economiche disastrose, sia a livello mondiale che italiano.

Le principali compagnie di navigazione portacontainer da metà dicembre 2023 hanno sospeso il transito vicino alle coste yemenite e attraverso il Canale di Suez, da cui passa il 12% delle merci mondiali. La quota di import e di export italiani che transita dal canale di Suez è vicina al 40%. La rotta alternativa utilizzata è la circumnavigazione dell’Africa dal Capo di Buona Speranza e l’arrivo al Mediterraneo attraverso Gibilterra, con tempi più lunghi del 30%, ovvero circa 10 giorni in più. I porti potenzialmente più svantaggiati sono quelli dell’Adriatico (Ravenna e Trieste), mentre ne trarranno vantaggio gli Hub di Le Havre, Rotterdam, Amburgo e, in generale, i porti del Nord Europa che, tra l’altro, godono di un pricing di noli inferiore. La sfida si giocherà, dunque, sulla capacità di stoccare scorte a terra, che da sempre è uno dei punti di forza del porto di Ravenna. Ritardi e cambi di rotta stanno già colpendo, comunque, anche Ravenna che importa dal medio ed estremo Oriente soprattutto prodotti metallurgici e che, pur non avendo servizi container diretti con il Far East, ha comunque collegamenti feeder con i maggiori Hub portuali situati nel Mediterraneo. In particolare, per quanto riguarda il traffico nel mese di dicembre, pari a 2,1 milioni di tonnellate, si è registrato un calo della movimentazione della merce proveniente dai porti dal medio ed estremo Oriente (-35% rispetto alla media).

Analizzando le merci per condizionamento, nel 2023, rispetto al 2022, le merci secche (rinfuse solide, merci varie e unitizzate), con una movimentazione pari a 20.900.769 tonnellate, sono calate del 7,1% (oltre 1,6 milioni di tonnellate in meno). Nell’ambito delle merci secche, rispetto al 2022 le merci unitizzate in container sono calate del 2,9% (2.352.272 tonnellate, con 69 mila tonnellate in meno), le merci su rotabili (1.866.015 tonnellate) sono aumentate del 2,6%. I prodotti liquidi – con una movimentazione pari a 4.602.362 tonnellate – nel 2023 sono calati del 5,8% rispetto al 2022.

Il comparto agroalimentare (derrate alimentari e prodotti agricoli), con 5.206.157 tonnellate di merce movimentata, ha registrato nel 2023 un calo dell’8,8% rispetto al 2022.

Analizzando l’andamento delle singole merceologie, risulta un segno negativo per quanto riguarda i prodotti agricoli (2.064.494 tonnellate contro i 2.146.078 del 2022; -3,8%) e, in particolare, per la movimentazione (tutti sbarchi) dei cereali, che chiudono il 2023 con 1.895.436 tonnellate e un -6,7% rispetto al 2022. Per quanto riguarda l’import di cereali, per i quali il principale Paese di provenienza è stato l’Ucraina con 891 mila tonnellate (+34,1%), risulta inferiore di 95.024 tonnellate rispetto al 2022.

In calo anche gli oli animali e vegetali che, con 675.972 tonnellate, hanno registrato nel 2023 un -25,6% rispetto al 2022, principalmente ascrivibile all’alluvione di metà maggio scorso che ha coinvolto pesantemente lo stabilimento Unigrà di Conselice (azienda specializzata nella trasformazione e vendita di olii e grassi alimentari di alta qualità) che ha dovuto fermare la propria attività a causa degli ingenti danni agli uffici e agli impianti, compromettendo la produzione e l’importazione delle materie prime che avviene tramite il porto di Ravenna.

Pesante nel 2023 il bilancio per i materiali da costruzione che, con 4.079.701 tonnellate movimentate, registrano un calo del 26,6% rispetto allo stesso periodo del 2022. Le importazioni di materie prime per la produzione di ceramiche del distretto di Sassuolo sono state pari a 3.665.870 tonnellate (-27,9% in meno).

Per i prodotti metallurgici, nel 2023, si è registrato un aumento dell’1,9% rispetto al 2022, con 6.514.751 tonnellate movimentate (quasi 120 mila tonnellate in più).

Negativa invece nel 2023, rispetto al 2022, la performance dei prodotti chimici (-7,2%), con 1.056.084 tonnellate. In crescita i prodotti petroliferi (+1,0%) nel 2023, con 2.621.409 tonnellate e un aumento di quasi 27 mila tonnellate. Per quanto riguarda i concimi sono state movimentate 1.553.139 tonnellate nel 2023, il 4,2% in più rispetto al 2022.

I contenitori, pari a 216.981 Teus nel 2023, sono calati del 5% rispetto al 2022. I Teus pieni sono stati 165.025 (il 76% del totale), in calo del 6,9% rispetto al 2022 mentre quelli vuoti sono stati 51.956, in crescita dell’1,3% rispetto al 2022. In termini di tonnellate, la merce trasportata in contenitori nel 2023 (2.352.272 tonnellate) è diminuita del 2,9% rispetto al 2022. Il numero di toccate delle navi portacontainer, pari a 457, è in diminuzione (52 toccate in meno, -10,2%) rispetto alle 509 del 2022. Buona la loro performance nel mese di dicembre 2023, nel quale sono stati movimentati 17.472 Teus, di cui 13.120 pieni (+7,1% sul 2022) e 4.352 vuoti (+15,7% sul 2022), in aumento rispetto a dicembre 2022 del 9,1%. Sono 182.406 le tonnellate corrispondenti, in crescita dell’8,8% rispetto a dicembre 2022.

Nel 2023 trailer e rotabili sono cresciuti complessivamente del 6,5% per numero di pezzi movimentati (96.586 pezzi) rispetto al 2022. Per quanto riguarda i trailer, il 2023 si chiude con un risultato negativo della linea Ravenna – Brindisi – Catania: nel 2023, infatti, i pezzi movimentati, pari a 78.298, sono calati del 2,9% (2.297 pezzi in meno) e la merce movimentata (1.866.015 tonnellate) è diminuita del 2,6% rispetto al 2022. Negativo anche il mese di dicembre dove sono stati movimentati 5.540 pezzi, in diminuzione del 15,9% rispetto a dicembre 2022.

Ottima la performance per le automotive che, nel 2023, hanno movimentato 15.554 pezzi, in aumento (+93,9%) rispetto ai 4.906 dello stesso periodo del 2022. Tale risultato è da imputare al nuovo traffico acquisito nel corso del 2023 dal Gruppo Sapir (diventato Hub logistico per le vetture Bmw) ed in partenza con destinazione verso i mercati dell’Asia Orientale. Molto positivo, in particolare, l’andamento nel mese di dicembre 2023, con 1.858 pezzi movimentati (a dicembre 2022 erano arrivati 902 pezzi).

Nel 2023 si sono registrati al Terminal Crociere di Ravenna 99 scali di navi da crociera, per un totale di 330.952 passeggeri, di cui 281.192 in “home port” (140.936 sbarcati e 140.256 imbarcati) e 49.510“in transito”, il record di sempre per il porto di Ravenna.

Nel comprensorio portuale di Ravenna il traffico ferroviario nel 2023 è calato, in termini di merce e di numero di treni, rispettivamente del 12,8% e dell’8,5% rispetto al 2022. Sono state trasportate via treno 3.395.261 tonnellate di merce, per 7.098 treni. Il numero di carri, pari a 65.649, è in calo del 4,8% rispetto al 2022. Ravenna si conferma comunque sul podio dei primi porti italiani per movimentazione merci ferroviaria.

I principali motivi del calo del traffico ferroviario nel 2023 sono imputabili alle interruzioni dei collegamenti fra il porto e l’infrastruttura ferroviaria principale a seguito dell’alluvione di maggio scorso e alla forte contrazione dei volumi di produzione, vendite ed export dell’industria italiana delle piastrelle di ceramica che hanno limitato il consumo di materie prime.

Dalle prime stime sulla movimentazione complessiva relative a gennaio 2024, i traffici sembrano in calo di oltre il 18% (circa 400.000 tonnellate in meno) rispetto allo stesso mese del 2023, principalmente a causa della crisi di Suez sui traffici dei porti del nord Adriatico. L’impatto del calo della movimentazione si è registrato in maniera significativa a partire dalla seconda metà del mese e tutt’ora persiste.

Finti vaccini anti Covid, 90 pazienti di Passarini chiedono l’archiviazione

Il giudice deciderà il 4 marzo quando verranno formalizzati anche i patteggiamenti concordati da un centinaio di pazienti. Altri 39 hanno deciso il rito abbreviato per ottenere uno sconto di pena. Il medico fu arrestato nel 2021 e ha patteggiato due anni

Vaccinazione CovidUna novantina dei 227 pazienti del medico di base Mauro Passarini di Ravenna accusati di falso ideologico, per aver simulato vaccini anti Covid per ottenere il green pass nel 2021, hanno chiesto al giudice l’archiviazione con il “non luogo a procedere”. La richiesta, come si legge dal sito dell’agenzia Ansa, è stata formalizzata tramite gli avvocati stamani, 12 febbraio, in tribunale a Ravenna. Il giudice per l’udienza preliminare (Gup) Andrea Galanti si pronuncerà il 4 marzo.

Tra la novantina di accusati figurano pazienti storici di Passarini, ma anche tanti non mutuati del 51enne di Marina di Ravenna, che si rivolsero al dottore dal resto della provincia ma anche da tutta l’Emilia-Romagna e da altre regioni.

Le discussioni delle richieste di rinvio a giudizio presentate dalla procura sono andate avanti per tutto il giorno. Alla prossima udienza calendarizzata al 4 marzo si saprà quanti dovranno affrontare il processo con un pubblico dibattimento. In quella stessa occasione verranno formalizzati i patteggiamenti, circa un centinaio, gran parte dei quali già concordata dai legali con la procura (tra loro anche il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Alberto Ferrero).

Il quadro del maxi processo si completerà con le discussioni per i 39 imputati che hanno scelto invece il rito abbreviato. Si tratta di un procedimento speciale che porta il giudice a decidere allo stato degli atti, senza fase dibattimentale, sulla base degli elementi contenuti nel fascicolo del pubblico ministero. L’imputato beneficia di uno sconto di pena di un terzo.

Passarini fu arrestato nell’autunno del 2021 con un ordinanza di custodia cautelare per peculato e falso. Partendo da una segnalazione giunta alla polizia di Belluno – fatta da una madre sorpresa che l’ex compagno no vax avesse deciso di vaccinare la figlia portandola a Ravenna –, la squadra mobile della polizia di Ravenna arresto ricostruì un giro di finte somministrazioni di vaccino (cioè non fatte o fatte utilizzando in realtà soluzione fisiologica) per poi comunicare sul portale del ministero l’effettiva vaccinazione così da ottenere il green pass che all’epoca era necessario per accedere a molti servizi e anche al lavoro. Passarini ha patteggiato due anni di pena.

La protesta degli agricoltori: presidio fisso al casello A14 e cortei per due giorni

Trattori in un terreno nei pressi della rotonda di via Granarolo per tenere accesa l’attenzione sul settore che vuole una maggiore distribuzione della ricchezza lungo la filiera

2Gli agricoltori in protesta mettono le tende a Faenza e preparano due giorni di cortei con trattori a passo d’uomo per le strade della città. Dalla mattinata di ieri, 11 febbraio, nei pressi del casello dell’autostrada A14 è stato allestito un presidio permanente e nei pomeriggi del 14 e 15 febbraio una carovana di mezzi percorrerà un anello di strade della prima periferia con cartelli e striscioni. Lo scopo è portare all’attenzione dell’opinione pubblica le ragioni della protesta che dall’inizio del mese tocca diverse parti d’Italia. Fondamentalmente l’obiettivo è ottenere maggiori riconoscimenti economici lungo la filiera produttiva. Nel mirino ci sono alcune limitazioni disposte dall’Unione europea che vengono viste come freni agli agricoltori e un’agevolazione per la concorrenza estera che può muoversi senza quei vincoli.

«Per il presidio di Faenza abbiamo avuto l’autorizzazione dal proprietario di un terreno vicino alla rotonda del casello – spiega Fabiano Mazzotti, agricoltore di Prada tra i coordinatori del sit-in –. I cortei si faranno dalle 14 alle 16 percorrendo via Granarolo fino alla rotonda del cavalcavia e poi via San Silvestro per tornare. Cercheremo di creare i disagi minori per gli automobilisti, ma lo facciamo perché le istituzioni ci sentano. La nostra battaglia è la battaglia di tutti i cittadini perché possano continuare ad avere prodotti delle nostre terre».

L’accampamento faentino è una costola di quello più consistente che da una decina di giorni è in corso all’ingresso dell’autostrada a Castel San Pietro. Vista la distanza da coprire con i mezzi, anche gli agricoltori della Romagna ravennate si sono organizzati.

Secondo il racconto di Mazzotti, che è in linea con le testimonianze espresse da altri presidi, l’iniziativa faentina sta raccogliendo il sostegno della gente comune: «Dal primo momento in cui abbiamo portato i trattori c’è stata gente che si è fermata per sostenerci e per offrirci aiuto. Ad esempio la cena al presidio di questa sera, 12 febbraio, sarà con cose che ci ha regalato la cittadinanza».

Al momento la presenza giornaliera conta una quindicina di persone, che rimangono 5-6 durante la notte: «Roulotte e tanta legna per scaldarci, non c’è altra soluzione». L’obiettivo è radunare un centinaio di partecipanti ai due cortei: «Prevediamo la partecipazione di agricoltori dai dintorni ma anche dalla zona ravennate e dal forlivese».

Così come sta accadendo in tutte le parti d’Italia che vedono in trattori in strada, si tratta di iniziative che alle spalle non hanno l’organizzazione della principali associazioni di categoria del settore. «Siamo comitati spontanei dell’Emilia-Romagna e non aderiamo a nessuno dei movimenti che stanno portando avanti queste proteste a livello nazionale, però mi sento di dire che ci sentiamo più vicini alle posizioni di Riscatto Agricolo».

Sembra ormai sempre più probabile che nel decreto Milleproroghe verrà reintrodotta l’esenzione Irpef per gli agricoli fino a una soglia di reddito. «Non è questa la principale mossa che serve al settore. C’è bisogno di ridare valore alla filiera perché vogliamo avere un reddito che ci permetta di pagare le tasse come tutti i cittadini senza bisogno di esenzioni». Le disposizioni dell’Ue (riassunte a questo link) continuano a ricevere critiche: «Le proteste si fermeranno solo quando ci saranno impegni scritti nella direzione che chiediamo».

Mazzotti poi aggiunge un ulteriore argomento sulla pila dei problemi: «Le polizze assicurative contro gli eventi meteo godono di contributi dall’Europa e dall’Italia ma serve un regolamento approvato dalle istituzioni in modo che i consorzi di difesa possano contrattare con le compagnie assicurative. Siamo alla vigilia della nuova annata agraria e ancora mancano questi regolamenti e così non possiamo sottoscrivere polizze».

Carlo Calenda presenta il suo libro a Palazzo Rasponi

L’ex ministro, oggi leader di Azione, atteso il 16 febbraio a Ravenna

Calenda in un recente incontro a Cagliari

Venerdì 16 febbraio dalle 18.30 il Palazzo Rasponi di piazza Kennedy, in centro a Ravenna, ospita il leader di Azione Carlo Calenda, che presenta il suo libro Il patto: oltre il trentennio perduto.

Ingresso gratuito previa iscrizione on line a questo link.

L’ex ministro, nel libro, parla dei limiti della Seconda Repubblica auspicando l’arrivo di un nuovo patto per riformare il Paese, «che dovrà essere un percorso unificante nello spirito repubblicano dettato dalla Costituzione».

Posata la prima pietra della nuova struttura sulla spiaggia per disabili gravi

Alla presenza anche della ministra Locatelli. Lavori da 1 milione di euro per 30 postazioni, bagni, uffici, sala polivalente

C’era anche la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, oggi (12 febbraio) a Punta Marina per la posa della prima pietra del progetto “La spiaggia dei valori”, tra i pochi di questo genere in Italia.

Si tratta di un’iniziativa dell’associazione Insieme a Te, che dal 2018 allestisce una struttura temporanea estiva sul litorale di Punta Marina Terme per permettere la fruizione della spiaggia e la balneazione a persone con gravi disabilità motorie, sensoriali, intellettive. L’anno scorso l’associazione si è aggiudicata, tramite bando pubblico del Comune di Ravenna, la concessione demaniale ventennale dell’area per la realizzazione di uno spazio polivalente, destinato ad attività rivolte a persone con disabilità e agli accompagnatori.

La nuova struttura, che sarà operativa già nell’estate 2024, rientra nel progetto “In Emilia-Romagna c’è una vacanza per me”, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna grazie a uno stanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero per le disabilità sul Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità.

Il Comune di Ravenna è partner di questo progetto assieme agli altri Comuni della costa emiliano-romagnola, a Cerpa Italia Onlus e ad Apt Servizi.

La nuova struttura prevede la realizzazione di diciotto postazioni riservate, adeguatamente distanziate e coperte da gazebo, e di dodici postazioni sotto l’ombrellone, attrezzate ad ospitare persone con disabilità motoria totale (tetraplegia) o con esiti da malattie neurodegenerative (come Sla e affini) e gli accompagnatori; bagni accessibili; aree dedicate ai volontari; uffici; aree comuni; una sala polivalente per le attività di volontari e ospiti e per iniziative pubbliche di sensibilizzazione. La permanenza per gli ospiti con disabilità sarà gratuita.

Il progetto è stato denominato la “Spiaggia dei valori” perché le diciotto postazioni verranno dedicate a diciotto valori fondanti dell’associazione: Amore, Fede, Solidarietà, Ascolto, Generosità, Vita, Resilienza, Libertà, Prendersi Cura, Serenità, Collaborazione, Amicizia, Speranza, Altruismo, Impegno, Gratitudine, Famiglia, Inclusione.

Per la realizzazione del progetto si prevede un costo di circa 1 milione di euro, dei quali 135mila coperti con finanziamento dai fondi Pnrr.

Al momento sono state già ricevute o già deliberate donazioni da privati e aziende per circa il 60 percento del totale, è inoltre attiva una campagna di crowdfunding dedicata sul sito www.insiemeate.org, per la raccolta della cifra necessaria a coprire tutte le rimanenti spese.

Per la gestione ordinaria della struttura si prevedono costi annuali per circa 120mila euro.

I lavori di costruzione della struttura sono iniziati il 5 febbraio, il termine è previsto entro fine giugno. L’inaugurazione è fissata per il 9 luglio alle ore 20, giorno in cui si ricorda Dario Alvisi, faentino affetto da Sla, fondatore dell’associazione Insieme a Te, il cui sogno era quello di creare appunto una struttura attrezzata e assistita che consentisse la balneazione ad ospiti affetti da ogni tipo di invalidità. Grazie al contributo di tanti sostenitori, l’associazione nel tempo è cresciuta e ha acquistato sussidi e attrezzature di supporto e ha continuato ad accogliere gratuitamente centinaia di persone nella propria struttura balneare attrezzata e assistita anche attraverso l’aiuto di centinaia di volontari. Dal 2018 sono stati infatti accolti oltre 1.000 ospiti supportati da più di 1.600 volontari. Allo stabilimento, nel 2022 si è affiancata la gestione di 7 appartamenti accessibili destinati all’accoglienza degli ospiti della spiaggia e dei loro familiari.

«Ringrazio Debora Donati (la vedova di Dario Alvisi, nonché presidente dell’associazione ndr) e tutte le persone che hanno reso possibile questo bellissimo progetto – ha dichiarato la ministra Locatelli -. L’accessibilità universale è uno dei principi cardine della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e lavorare in sinergia, come è stato fatto con “Il mare insieme a te – La spiaggia dei valori” è fondamentale per assicurare ad ogni persona la possibilità di muoversi, spostarsi, vivere il proprio tempo libero e soprattutto poter essere felice. Il punto di forza di questo progetto non è solo quello di poter garantire l’accessibilità fisica alle strutture balneari ma in particolare il coinvolgimento di ragazzi e giovani studenti che con la loro attività di volontariato potranno accogliere, assistere e supportare le persone che fruiranno della spiaggia. Sono davvero felice di sostenere questo progetto e mi auguro possa diventare un modello virtuoso per molti altri nel nostro Paese».

«Oggi è un giorno speciale – ha dichiarato il sindaco Michele de Pascale -, raggiungiamo con grande soddisfazione una tappa importantissima di un viaggio cominciato diversi anni fa e fortemente voluto da questa amministrazione. Quando siamo partiti avevamo l’ambizione di rendere la nostra spiaggia e la sua bellezza accessibile veramente a tutti e di poter offrire servizi dedicati e momenti di gioia e serenità anche alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Da quest’anno grazie alla nuova struttura, potremo concretizzare l’aspirazione di rendere questo servizio stabile: ci troviamo davanti ad uno dei pochi esempi di questo tipo nel nostro Paese. Voglio ringraziare di cuore l’associazione Insieme a te e tutti i volontari per il loro lavoro prezioso e appassionato e tutte le istituzioni coinvolte, che hanno da sempre creduto in questo progetto e che con grande spirito di collaborazione ne hanno permesso la realizzazione».

L’inventore di giochi in scatola: «Meritano la stessa considerazione dei libri»

Il ravennate Gianluca Santopietro ha ideato decine di giochi di società, il più noto è “Lettere da Whitechapel” inventato con il collega Gabriele Mari: qualche centinaio di migliaia di copie vendute in un decennio e un’offerta di 600mila euro rifiutata per la cessione dei diritti. A fine 2024 l’uscita di “Paradiso”, gioco di carte che chiude la trilogia dantesca

Gianluca Santopietro (a sinistra) e Gabriele Mari. Sullo sfondo la trilogia di giochi ambientata nell’Inghilterra vittoriana«I giochi da tavolo vanno considerati come prodotti culturali e per questo nell’opinione pubblica e nelle istituzioni meriterebbero la stessa considerazione dei libri. In una libreria mi è capitato di vedere uno scaffale di borracce di metallo, penso che invece sarebbe più adatto uno di giochi». Il ravennate Gianluca Santopietro è l’inventore di diverse decine di boardgame – in collaborazione con altre menti ravennati e non solo radunate attorno alla società Tiopi – e si è stancato dell’approccio italiano: «Un esempio rende bene l’idea. L’Università di Edimburgo ci ha sostenuto economicamente nella realizzazione di un gioco storico sulle gesta di Re Enzo. In Italia ci è stato negato l’accesso ai manoscritti di Alessandro Manzoni che volevamo consultare per ideare un gioco sui “Promessi Sposi” in vista del 2025 quando sarà il 250esimo anniversario dalla nascita dell’autore».

E così, dopo tante battaglie pianificate per le miniature delle scatole, ora ce n’è una che il 61enne Santopietro vuol giocare per davvero: «Arrivato alla mia età vorrei davvero dedicarmi alla diffusione del valore che hanno i giochi come strumento di conoscenza e diffusione del sapere. Perché quando un gioco ha dietro una ricerca storica che si basa su fatti reali e nel regolamento ci sono anche pagine di divulgazione, mi pare evidente ci sia un’utilità informativa».

Mari Santopietro 1Mentre l’inventore di giochi prepara iniziative in collaborazione con biblioteche e scuole per avvicinare i più giovani al gioco e mostrare ai più adulti che giocare non è solo “roba da bambini”, non si interrompe l’attività di produzione di nuovi titoli. La Tiopi è appena tornata dalla fiera di Norimberga dove ha presentato un catalogo di una trentina di giochi in varie fasi di lavorazione. «Siamo radicati a Ravenna perché siamo ravennati, da qui non ce ne andiamo. Ma abbiamo una rete di collaboratori in varie parti d’Italia, ognuno con la sua competenza specifica. Il nostro lavoro parte dall’idea del gioco e arriva fino al prototipo che assomiglia al 90 percento al prodotto finito. A quel punto si cerca un editore per la realizzazione e messa in commercio. Di solito il numero minimo di stampa è mille copie».

Di recente, però, Santopietro ha provato l’ebrezza del contrario: «Per la prima volta in carriera un editore ci ha chiesto di fare un gioco per dare seguito a un nostro storico titolo che continua ad avere successo». Un po’ come quando le produzioni di serie tv commissionano una stagione aggiuntiva perché i fan fremono. È appena uscito “Penny Dreadfuls” che completa la trilogia composta da “Lettere da Whitechapel” e “Whitehall”. Sullo sfondo di tutti c’è l’Inghilterra vittoriana. L’ultimo dei tre va quasi a ripescare l’idea dei libri game di un tempo: «Il giocatore si confronta con la storia scritta da qualcun altro e deve prendere decisioni per arrivare all’esito».

Creare un gioco significa anche aver bisogno di calcoli ingegneristici. «Tutti i giochi hanno bisogno di una base di calcolo per definire i possibili scenari. Oggi ci sono dei software che aiutano a fare simulazioni per capire come sono gli esiti». Ad esempio per “Lettere da Whitechapel” fu l’editore a chiedere che la percentuale di vittoria fosse 60-40 a favore del gruppo di inseguitori di Jack lo Squartatore: «Ci disse che era più importante fare alzare dal tavolo cinque persone soddisfatte invece che una sola».

Quest’ultimo titolo, firmato da Santopietro in collaborazione con la fedele spalla Gabriele Mari, è senza dubbio la più nota al grande pubblico tra le creazioni sotto il brand Cobblepot Games della Tiopi. Lo dicono i numeri: alcune centinaia di miglia di copie in varie lingue vendute nel mondo in un decennio. «Poco tempo fa un editore ci ha offerto 600mila euro per cedere tutti i diritti. Ma abbiamo scelto di rifiutare per continuare ad avere possibilità di portare avanti il filone».

Il prossimo settembre arriverà a chiusura un’altra trilogia targata Cobblepot: con “Paradiso” si completerà il trittico dedicato alla Divina Commedia di Dante che cominciò nel 2021 in occasione del settimo centenario della morte del poeta.

Nuove urbanizzazioni, va potenziata l’idrovora per l’aumento del rischio allagamenti

Le valutazioni del Consorzio di Bonifica per la sicurezza idraulica del territorio ravennate tra la città e il litorale considerando nuove cementificazioni su 200 ettari

RAVENNA 14/12/04. FOTO AEREE DI RAVENNA
Una foto aerea di Ravenna

L’adozione di piani per nuove urbanizzazioni a Ravenna nella zona tra la città e il litorale, in particolare per lo sviluppo logistico-portuale, richiederà un miglioramento della rete di bonifica per la modifica della risposta del suolo agli eventi meteorici. In estrema sintesi, andrà potenziata l’idrovora di Punta Marina per l’aumento della cementificazione di circa 200 ettari ed evitare allagamenti. La notizia è riportata dal quotidiano Il Corriere Romagna in edicola oggi, 12 febbraio. L’articolo a firma di Alessandro Montanari riporta le valutazioni fatte dal Consorzio di Bonifica.

L’alluvione di maggio 2023 ha accelerato le valutazioni su un progetto che erano già in corso da più di un decennio, considerato che l’ultima revisione strutturale della rete di bonifica connessa all’idrovora di via del Remo risale a 60 anni fa.

L’impianto oggi è composto da due pompe idrovore di portata complessiva di 4.300 litri al secondo, oggi attualmente in funzione. Sarà installata una pompa che aggiungere una potenza ulteriore di drenaggio che potrà aggiungere fino a 4mila litri al secondo di pompaggio. L’investimento è di poco superiore al milione di euro.

Carnevale dei Ragazzi di Ravenna, ecco i biglietti vincenti della lotteria

Dopo la sfilata di Punta Marina che ha decretato vincitore il carro dei Lego

Lego Carnevale Marina
I Lego del carro di Marina di Ravenna

Nonostante le previsioni poco invitanti del giorno precedente, in tanti ieri (domenica 11 febbraio) hanno partecipato a Punta Marina alla seconda e ultima sfilata del Carnevale dei Ragazzi, organizzato dalla diocesi di Ravenna.

Qui le foto della prima sfilata del 4 febbraio a Ravenna

Ad aggiudicarsi la gara del carro più bello è stato quello della parrocchia di Marina di Ravenna, “Un mare di mattoncini”, a tema Lego, davanti a Punta Marina (in tema Luna Park) e, in terza posizione, San Rocco con l’omaggio a Super Mario Bros.

A vincere il premio per la miglior maschera è stato invece l’11enne Andrea Magnanesi, travestito da Willy Wonka della celebre Fabbrica di cioccolato.

Al termine della sfilata, sorteggiati i biglietti vincenti della lotteria (i premi possono essere ritirati entro 60 giorni, qui sotto l’elenco completo), che ha portato a un incasso di circa 15mila euro che servirà a finanziare il nuovo dormitorio e l’ampliamento della Casa della Carità di Santa Teresa.

Premi Lotteria

Premi Lotteria 2

Cra, accordo Regione-sindacati per sostenere le famiglie nel pagamento delle rette

Dopo l’aumento deliberato in dicembre e le conseguenti proteste

Action Adult Affection Eldery 339620

Introduzione dell’Isee a partire dal 1° gennaio 2025, da applicare in maniera lineare nel calcolo delle rette a carico degli utenti dei servizi sociosanitari residenziali. E ulteriori 10 milioni di euro sul Fondo sociale regionale, risorse aggiuntive che la Regione stanzierà in assestamento di Bilancio 2024 e che trasferirà ai Comuni per sostenere le famiglie con redditi medio bassi e bassi nel pagamento delle rette stesse, a valere per tutto quest’anno.

Sono le novità contenute nel verbale di accordo sottoscritto dalla Regione Emilia-Romagna con i sindacati Cgil, Cisl, Uil e le relative sigle dei pensionati – Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil – dopo l’adozione da parte della Giunta regionale della delibera che adeguava la remunerazione dei servizi sociosanitari, lo scorso 18 dicembre.

«Un’intesa importante- sottolineano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale al Welfare, Igor Taruffi – che giunge al termine di un confronto proficuo con le organizzazioni sindacali, con le quali abbiamo condiviso il bisogno di sostenere persone e famiglie in difficoltà, con redditi medio-bassi, di fronte alla necessità di garantire assistenza e cura a persone anziane o con disabilità e ai propri cari. Oltre all’introduzione dell’Isee dal prossimo anno, unitamente all’applicazione delle nuove regole sul sistema di accreditamento dei servizi sociosanitari, con le quali vogliamo anche migliorare la qualità dei servizi e del lavoro – proseguono – aumenteremo di 10 milioni di euro il Fondo sociale regionale, fondi che si aggiungono agli oltre 30 milioni di euro in più che nell’ultimo anno e mezzo avevamo messo sul Fondo regionale per la non autosufficienza. Continuiamo quindi a supplire all’assenza del Governo, che taglia sulle risorse per la sanità e i servizi socio-assistenziali, facendo fino in fondo la nostra parte, investendo sui servizi e assicurando alle strutture le condizioni per poter continuare e non dover chiudere».

«Bene l’intesa con la Regione, soddisfatti che siano state accolte tutte le nostre richieste, ma si poteva fare prima e meglio».
È stato questo, lapidario, il commento del segretario generale della Cisl Emilia-Romagna Filippo Pieri.
«Lo scorso autunno – ha sottolineato – siamo rimasti interdetti sia per l’indistinto e considerevole aumento dei costi a carico delle famiglie sia per le modalità con cui è stata presa la decisione, vale a dire in modo formale, repentino e senza alcun dialogo. Un’anomalia che in Emilia-Romagna, dove c’è una tradizione di confronto tra istituzioni e parti sociali, solitamente non capita».

Fino a 15mila euro di incentivi per far nascere una nuova start-up cooperativa

Torna Coopstartup Romagna, con un’attenzione particolare per il settore sportivo e le comunità energetiche

Emiliano Galanti
Emiliano Galanti

Si sono aperte il 15 gennaio e proseguiranno fino al primo di aprile (sul sito www.coopstartup.it/romagna) le iscrizioni alla settima edizione del bando Coopstartup Romagna per la nascita di nuove imprese in forma cooperativa, promosso da Legacoop Romagna, Coop Alleanza 3.0, Coopfond e Federcoop Romagna (info 0544 509512, anche Whatsapp).

Nelle prime sei edizioni sono stati investiti più di 200 mila euro nei territori di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini per promuovere la creazione di nuove cooperative. In totale sono stati presentati oltre 150 progetti che hanno coinvolto 600 persone e hanno portato alla costituzione di una ventina di nuove imprese.

Tutti i partecipanti a Coopstartup Romagna ricevono gratis una formazione a distanza sulla forma di impresa cooperativa. I 15 gruppi finalisti entrano a far parte di un percorso di tutoraggio in modalità one-to-one in cui vengono affiancati dagli esperti di Legacoop e Federcoop Romagna per la messa a punto dei progetti di impresa e la stesura dei business plan.

Ne parliamo con il responsabile del settore “Promozione Cooperativa” di Legacoop Romagna, Emiliano Galanti.

Soddisfatti del progetto? Qual è il vostro obiettivo?
«Continuiamo a essere l’unica realtà in Italia che lo fa ogni anno con continuità, perché il progetto ci dà soddisfazioni. Il tasso di sopravvivenza delle nostre start-up è più alto di quello della start-up media in Italia. E questo probabilmente perché facciamo un percorso sia di formazione che di selezione e di accompagnamento molto accurato con l’obiettivo di dare un premio a chi pensiamo possa avere buone probabilità non solo di aprire la propria impresa, ma di farla vivere e diventare un lavoro, cercando di evitare invece perdite di tempo senza molte prospettive».

Chi può partecipare?
«Possono partecipare a Coopstartup Romagna tutti i residenti in Italia e nell’Unione Europea organizzati in gruppi di almeno 3 persone (o di 9 soggetti, se tra i soci c’è anche una persona giuridica), oltre alle cooperative già costituite a partire dall’1 gennaio 2023 con sede legale e operativa nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Non è previsto nessun limite di età, anche se in fase di selezione saranno valutati in modo particolare i progetti presentati da gruppi formati in maggioranza da under 40».

Quali sono le novità di questa edizione?
«La prima novità è rappresentata dal premio, che passa da 12mila euro a fondo perduto a uno stanziamento invece di 10mila a fondo perduto e di altri 5mila in servizi forniti da Federcoop. Da qui il nostro slogan: “15mila buoni motivi per far nascere una cooperativa”…».

Coopstartup RomagnaCi sono settori particolari che sono invitati a partecipare?
«Le idee possono riguardare tutti gli ambiti settoriali e merceologici, in particolare quelli considerati dall’agenda 2030 dell’Onu. Sono però previsti – e questa è l’altra novità di quest’anno – punti aggiuntivi per i progetti di Cooperative Sportive e di Comunità Energetiche Rinnovabili in forma cooperativa».

Come mai questa attenzione per il mondo dello sport?
«La recente riforma dello sport ha portato a numerose novità per questo settore, anche per il mondo dilettantistico, che si va sempre più professionalizzando: aumentano i vincoli, le regole, la necessità di formalizzare rapporti di lavoro quando una volta erano sufficienti solo rimborsi spese. In questo senso, la forma cooperativa può essere una buona soluzione per dare delle risposte, principalmente a tre casistiche. Penso a una coop di lavoro per professionisti, per esempio, dagli allenatori ai fisioterapisti, dai semplici laureati in Scienze motorie fino ai personal trainer, che magari svolgono lavori a partita Iva e che potrebbero associarsi per un progetto collettivo in grado di dare più tutele, dagli aspetti burocratici e amministrativi, fino alle sostituzioni per ferie o malattie. La cooperativa può essere poi un ottimo strumento per la gestione degli impianti sportivi, tema sempre più rilevante per le amministrazioni comunali e che dovrà essere sempre più integrata tra sport, politiche sociali, progetti di comunità; ecco che la cooperativa potrebbe essere un ottimo interlocutore con il Comune per gli impianti, potendo mettere insieme professionisti, associazioni, imprese. Terzo ambito sportivo su cui stiamo lavorando è la cooperativa che potrebbe aggregare società di discipline diverse di uno specifico territorio, per affrontare in forma congiunta adempimenti burocratici e costi, a partire da quelli di trasporto, con la possibilità per esempio di poter utilizzare un unico pullmino da più società. Su questo tema abbiamo organizzato un interessante convegno a Cesena alcune settimane fa e sta nascendo un gruppo nazionale dedicato all’interno di Legacoop».

Il tema delle comunità energetiche invece è per voi già noto.
«Ci lavoriamo da due anni e possiamo mettere a disposizione competenze e collaborazioni raccolte in questo periodo per raccogliere progetti da cittadini, imprese, pubbliche amministrazioni. Finalmente è stato approvato il decreto che regolamenta gli incentivi e noi abbiamo già candidato 7 progetti al bando regionale. Due sono a buon punto, con la redazione degli studi di fattibilità. Quella cooperativa, in questo caso, è la forma giuridica che meglio si adatta alle caratteristiche che la normativa dà alle comunità energetiche».

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