Dopo l'allarme dei grillini
Dipartimento di Sanità pubblica: «Nelle aree industrializzate è così»
Invito a Hera e Arpa per un tavolo che cerchi nuovi inquinanti
L'Ausl ha deciso che non farà indagini dopo l'allarme lanciato a dicembre dal Movimento 5 stelle rendendo note le analisi sul latte di due madri ravennati: concentrazioni di diossine fino a quattro volte oltre il limite consentito per il latte vaccino. «Nelle aree industrializzate è così. Non servono accertamenti», spiega il direttore del dipartimento di sanità pubblica.
«Però se ci sarà la disponibilità di Hera e Arpa – aggiunge Paolo Ghinassi – anche l’Ausl sarà disponibile per sedersi a un tavolo che partendo dalle conoscenze a disposizione elabori un monitoraggio alla ricerca di nuovi inquinanti, prodotti dalla produzione industriale, che potrebbero avere conseguenze sulla salute dell’uomo». Potrebbe essere questa la risposta delle autorità ai grillini.
Dottor Ghinassi, quindi nessun accertamento?
«Non serve. Sono dati che si potevano immaginare anche prima dei test. La presenza di diossine negli organismi umani è una conseguenza inevitabile per chiunque vive in aree industrializzate. Si sa che è così».
Ma la presenza rilevata non è troppo elevata?
«Studi di circa dieci anni fa parlano di una media di 20 picogrammi per grammo di grasso negli esseri umani in Europa. Le due donne non si discostano molto».
Se fosse latte vaccino…
«Non è un paragone corretto. Gli esami sulle vacche prendono in considerazione animali che iniziano la produzione di latte dopo solo un anno di vita e arrivano al massimo a quattro. Per una donna si parla di un individuo che di solito ha una ventina di anni, trascorsi in ambienti industrializzati dove l’assorbimento di diossine come ho già detto non è evitabile».
L’organizzazione mondiale della sanità fissa come limite tollerabile per l’uomo 2 picogrammi per chilogrammo di peso corporeo.
«Un limite del tutto teorico, frutto di modelli di calcolo».
Insomma il Movimento 5 stelle ha esagerato?
«No, il contrario. Apprezzo molto la loro iniziativa che porta l’attenzione su un aspetto fondamentale della nostra salute. Ma il loro lavoro non ha valore statistico».
Due donne non possono avere valore statistico per una popolazione provinciale di 360mila persone. Lo hanno sottolineato gli stessi grillini chiedendo che siano le autorità a dare questo valore.
«Non siamo in una situazione di emergenza, non pensiamo che sia una situazione come Seveso. Evitiamo allarmismi. Siamo in una situazione dove potrebbero esserci problemi in prospettiva futura».
A dicembre il presidente provinciale dell'ordine dei medici, Stefano Falcinelli, parlò di principio di prudenza dicendo che pur senza sostegno della statistica poteva servire un approfondimento.
«Non vogliamo minimizzare affatto il campanello di allarme. Ma siamo in un mondo che ha queste conseguenze».
Puntano il dito contro l’inceneritore di Hera. A Forlì l’associazione Medici per l’ambiente ha dimostrato un legame tra concentrazione di diossine e distanza dall’inceneritore nel latte materno, nelle uova e nella carne animale.
«Le diossine sono il risultato dei processi di combustione come quelli che avvengono in un inceneritore. Che però ha anche filtri e parametri da rispettare fissati dalla legge. L’inceneritore è un male che non possiamo evitare. Se ci sono i rifiuti andranno poi smaltiti. All’Ausl non spetta trovare nuove tecnologie per questo scopo. Noi ci limitiamo a controllare e non ci sono state infrazioni».
E negli allevamenti?
«Ogni anno vengono testati venticinque campioni di matrici animali e non c’è mai stato un campione positivo. Oltre a questi ci sono altri circa ottocento test su residui inquinanti in tante altre matrici. La positività è dello 0,26 percento».
15 - 02 - 2012
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