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Martedì 28 Marzo 2017

da bologna

Ecco il nuovo Piano dei rifiuti della Regione
Obiettivo 70 percento di riciclo entro il 2020

Riciclare entro il 2020 almeno il 70 percento di carta, metalli, plastica, legno, vetro e organico e ridurre al 5 percento lo smaltimento a partire dal conferimento in discarica. Questi, in sintesi, gli obiettivi che la Regione si dà con il nuovo Piano per la gestione dei rifiuti. Obiettivi ambiziosi se confrontati con quelli indicati dall’Europa, di gran lunga inferiori: 60 percento di raccolta differenziata al 2025 (65 percento al 2030) e, per quanto riguarda lo smaltimento e il conferimento in discarica, il 10 percento entro il 2030. Da sottolineare come oggi questa percentuale in Italia sia prossima al 40 percento.

«Come avevamo promesso – ha ricordato il presidente Bonaccini – , dopo aver legiferato per primi in Italia in tema di economia circolare, con la legge regionale 16/2015, oggi (venerdì 8 gennaio, ndr) in Giunta abbiamo approvato il Piano per la gestione dei rifiuti, che verrà messo alla discussione e all’approvazione dell’Assemblea legislativa nei tempi prestabiliti, e cioè entro la primavera. È un risultato che ci colloca tra le realtà più avanzate in Europa».

«Il Piano, che intende uniformare e integrare principi e azioni che dovranno essere realizzati sull’intero territorio dell’Emilia-Romagna, garantirà una gestione più innovativa e razionale, volta a ottimizzare l’uso dell’impiantistica esistente su scala regionale e a porre le basi per una tariffa unica di smaltimento – sottolinea l’assessore all’Ambiente Paola Gazzolo – . Tutto ciò avrà anche ripercussioni importanti e positive in termini di risparmi per i cittadini, che vedranno a regime una riduzione delle proprie bollette».

Le azioni concrete che consentiranno di raggiungere gli obiettivi del Piano sono – si legge in una nota della Regione – la tariffazione puntuale, gli Accordi di filiera previsti e in parte già sottoscritti, il fondo incentivante previsto dalla legge regionale 16/2015. Sono previsti solo tre impianti di discarica in Emilia-Romagna, in via prioritaria per i rifiuti speciali, e la cessazione dei conferimenti di rifiuti urbani indifferenziati in due degli otto impianti di incenerimento.

09 - 01 - 2016
© riproduzione riservata

commenti

ribaldo 09 Gennaio 2016
Ammesso che questi obiettivi siano realistici le potenzialitą di smaltimento degli inceneritori di rifiuti urbani costruiti da Hera in mezza regione ai primi degli anni 2000 risulteranno ancora pił sovradimensionate di quanto non siano gią adesso. Niente paura peró: con lo sblocca-Italia di Renzi Hera potrą finalmente importare rifiuti dalla Campania e bruciarli in Emilia Romagna, tranne che a Ravenna, date le particolari caratteristiche dell'impianto a letto fluido sulla Romea (Tomasi di Vignano, Brandolini, Mercatali e Giangrandi ci avevano provato a far realizzare un secondo inceneritore a griglia fissa, anche se non previsto dal piano provinciale di gestione dei rifiuti di allora, ma qualcuno li prese a bacchettate..). Laddove non riuscirono D'Alema e Bassolino, il bulletto di Firenze ha fatto la magia. Son soddisfazioni..

wp 09 Gennaio 2016
Conclusione: Altre tasse.

adartico 11 Gennaio 2016
hera , (come tutte le societą miste pubblico/privato) č una dannazione per i contribuenti le tariffe sono spaventose e potranno solo aumentare. difatto sono monopoli che appartengono alla casta dei politici.

ribaldo 11 Gennaio 2016
Per non parlare dei conflitti d'interesse..

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