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Giovedì 23 Marzo 2017

inquinamento ambientale

L'azienda Bunge puzza troppo: sequestro
preventivo eseguito dai Carabinieri

Il provvedimento adottato dalla Procura di Ravenna dopo le denunce di disagi e malesseri da parte degli abitanti di Porto Corsini e Marina

BungeLo stabilimento industriale Bunge spa, collocato fra le banchine del Candiano e la via Baiona, nell'area del polo chimico, che produce derivati dal trattamento di semi oleosi è al centro di un'indagine della magistratura per emissioni di sostanze dannose per la popolazione.

Questa mattina, su mandato del procuratore capo Alessandro Mancini e del sostituto Cristina D'Aniello, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ravenna e del Noe di Bologna hanno eseguito il sequestro preventivo dello stabilimento. Ai dirigenti reponsabili della Bunge è stato contestato il reato previsto dall'articolo 674 del codice penale, come precisano in una nota stampa i Carabinieri, «per l’emanazione nell’ambiente di vapori residuati dei processi industriali di trasformazione e di lavorazione di semi oleosi ed oli vegetali e prodotti derivati, con più condotte reiterate nel tempo, che consentivano che lo stabilimento producesse e provocasse emissioni “odorigene” e gas sgradevoli, atti a cagionare effetti indesiderati in danno della popolazione residente nei territori immediatamente limitrofi all’impianto, quali fenomeni di nausea, senso di vomito e problematiche respiratorie».

La persistenza dei disagi aveva spinto da tempo di abitanti delle località vicino all'ampianto, in particolare delle frazioni di Marina di Ravenna e Porto Corsini a protestare pubblicamente contro questo inquinamento ambientale, fino a costituire un comitato spontaneo formato da circa 700 persone.

Non è la prima volta che con la raccolta di firme e appelli riportati sulla stampa e i siti web locali, i cittadini ravennati hanno denunciato le maleodoranti e soffocanti emissioni nell'aria delle industrie agroalimentari e chimiche che risiedono nella zona industriale e si affacciano sul porto. 

19 - 11 - 2016
© riproduzione riservata

commenti

Marino 19 Novembre 2016
il porto di ravenna si sviluppa geograficamente a ridosso dei paesi di porto corsini e marina, con il maestrale da nord ovest che nell'ultimo mese ha soffiato praticamente tutti i giorni gli odori di produzione industriale hanno colpito maggiormente marina..non credo siano inquinanti,irritanti e fuori legge (salvo diversi accertamenti di legge) solo che si sente la colza che viene utilizzata per produrre biodiesel che a sua volta viene diluito nel gasolio per abbassare il tasso inquinante ..penso che i carabinieri o arpa non troverranno nulla ..la bunge spa è una delle poche società serie che investono ancora su ravenna con ricadute positive nel lavoro e collaborano nel sociale della località (vedi pallavolo ecc.ecc.) però i cicli di lavorazione prevedono emissioni in atmosfera con l'odore di colza..che facciamo? chiudiamo tutto e andiamo a pascolare le pecore? i nostri figli andranno a lavorare negli stabilimenti all'estero perchè in italia siamo fighetti e non vogliamo l'industria? chi si lamenta evidentemente non lavora e non conosce le dinamiche economiche portuali e le sue ricadute... magari campa di suntuose rendite di origine turistica quando non esistevano gli scontrini … se mandate i carabinieri alla bunge spero che la finanza tributaria vada a controllare per bene tutte le dichiarazioni dei redditi con provenienza e uso proprietà, gli affitti e il terziario dei cittadini di marina e porto corsini... perchè loro si non faranno emissioni in atmosfera..ma le tasse le pagano tutte??

OrsoTibetano 20 Novembre 2016
Riporto commento da altra testata, perchè di meglio non saprei fare : 1) "salute pubblica" contro "posti di lavoro" vince "salute pubblica" 2) non esiste solo apertura o chiusura esiste anche "continua a lavorare ma non fare sentire questa puzza" 3) che l'odore che si sente sia anche sintomo di pericolo chimico saranno i carabinieri a stabilirlo 4) una puzza insopportabile da portare a nausea e vomito sta già facendo danni di per sé. Ultimo punto (fuori tema): la non cultura, sia dal punto di vista logico che della grammatica che della esposizione, della media dei commentatori fa ben capire a che punto sia la nostra società e come si fa presto a governare tale gregge. 20/11/2016 - Sylar Surfer ... il resto è fuffa!!

cuore nerazzurro 21 Novembre 2016
non si capisce se l'azienda fosse stata diffidata. se no, siamo alla follia. lo chiudano pure questo paese, magistrati vanitosi, intellettuali che vivono di rendita, professorini che alzano il ditino, presto non avranno più nessuno da perseguire o da educare, perché non ci sarà più nessuno che lavora. meno male per me , che ho la fortuna di essere abbastanza vecchio.

mammaliturchi 21 Novembre 2016
Non c'e' ignorante piu' ignorante di chi e' convinto di non esserlo.

adartico 22 Novembre 2016
pensare che il vero dispensatore di miasmi assassini è l'inceneritore dell'isola dei fertilizzanti che zitto zitto di notte , meglio se il cielo è annuvolato , sparge i suoi marroni effluvi direzione Lido Adriano. Il fumo resta intatto per chilometri all'orizzonte .... ma prima o poi , purtroppo, le sue molecole marroni si posano e qualcuno le mangia e/o le respira.

Signo 23 Novembre 2016
C'è un inceneritore in Yara? Ci vado spesso, ma proprio non l'ho mai visto.

adartico 24 Novembre 2016
@Signo. AZZ Vai alla Yara e chiedi a me dell'inceneritore? chiedilo a loro !!! comunque dall'ingresso autocarri è proprio lì di fronte.

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