Dal punk-rock al dialetto romagnolo: i “dischi” ravennati usciti nel 2018

Una panoramica sui lavori degli artisti locali attivi nella scena nazionale e anche internazionale

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Gli Shad Shadows

C’è sempre un certo fermento nella scena musicale locale (rock in senso lato) e sono diversi i dischi pubblicati anche nel 2018 da artisti ravennati che hanno potuto godere di una ribalta nazionale se non internazionale. Come per esempio i Sunset Radio, che con il loro punk-rock melodico figlio della scena californiana degli anni novanta sono reduci da un tour in Giappone, dove hanno presentato l’ultimo All the Colors Behind You, pubblicato dall’etichetta genovese This is Core e ascoltato (statistiche Spotify alla mano) un po’ in tutto il mondo.

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Molto internazionale anche la proposta degli Shad Shadows, ossia i ravennati Luca Bandini e Alessandra Gismondi, coppia fissa (oltre che nella vita) anche negli Schonwald, qui nel loro progetto elettronico di stampo darkwave. Il loro nuovo lavoro, intitolato “Nocturnal” è uscito in digitale e sarà disponibile in vinile per l’etichetta tedesca Young & Cold Records (saranno in concerto sabato 29 dicembre al Bronson).
C’è anche un’etichetta belga, invece, dietro The Chaos Awakening, nuovo album di ?Alos, progetto sperimentale di ricerca “del lato mistico, sciamanico e pagano” della musica e della voce di Stefania Pedretti, storica musicista, cantante e performer degli OvO, band che divide con un altro ravennate d’adozione come lei, Bruno Dorella, anche lui uscito nel 2018 (oltre che con i Sigillum S) con un disco con il GDG Modern Trio insieme a un altro nome di spicco della scena romagnola come Francesco Giampaoli e al milanese Stefano Ghittoni dei Dining Rooms: il loro Spazio 1918 (come scrivevamo anche qui) è un viaggio sofisticato tra musica da film, jazz, blues, trip hop e sonorità etniche.

Restando nell’ambito del trio e della musica prettamente strumentale ecco Apocalips, il nuovo acclamato album dei faentini Ottone Pesante che, come da nome, fanno meta con i fiati, mentre è appena uscito in “chiavetta usb” (e in streaming) il nuovo disco (di cui parliamo, molto bene, anche qui) del cantautore ravennate Aldo Becca, Dali, tra folk, canzoni spettrali e suoni ambient.

Un altro personaggio fuori dagli schemi che sta emergendo in questi anni dalla scena romagnola è Christian Ravaglioli, che oltre a curare la programmazione del teatro Socjale di Piangipane, è compositore e polistrumentista ammirato anche fuori dai confini nazionali, come si può notare dalla lista degli ospiti del suo ultimo album, Ti confido un segreto. Da segnalare quest’anno inoltre il convincente esordio di un cantautore “classico” come Giacomo Scudellari, con il suo Lo stretto necessario e il ritorno (con il quarto album, Io resisto) di Macola & Vibronda, con la loro vena cantautorale tra folk e atmosfere reggae e latine.

Sono ritorni importanti, tornando nel campo indie-rock, anche quelli dei Rigolò, con le melodie cristalline di Tornado, e dei Comaneci con il nuovo Rob a Bank e un folk vagamente sperimentale, reduci anche dalla partecipazione al festival Transmissions, insieme a grossi nomi della scena contemporanea internazionale.

Chiudiamo questa veloce panoramica con il ritorno anche dei ravennati Crazy Bulls e il loro classic rock in stile americano (l’album si chiama Backdoor To My Dreams); il disco strettamente legato alla terra di Vittorio Bonetti, Made in Romagna, tra dialetto romagnolo e ospiti prestigiosi come lo scrittore Cristiano Cavina; e i debutti di Giulia Grisetti (The Ordinary Way Of Stealing Samples, per l’etichetta bolognese San Luca Sound, pop-rock cantato in inglese) e del duo vocale faentino Iza & Sara con Rebis (Pms Studio).

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