martedì
28 Aprile 2026

Un anno in tribunale: la mafia c’è, l’infermiera non uccise, nessun favore a Cmc

La cronaca giudiziaria ravennate del 2017 è stata segnata principalmente da otto processi, alcuni arrivati a un verdetto e altri solo all’inizio della fase dibattimentale. Volti noti e persone comuni finiti di fronte alla giustizia

Ravenna 10/10/2017. FEMMINICIDIO GIULIA BALLESTRI. Iniziato Il Processo Che Vede Imputato Matteo Cagnoni Accusato Dell’ Omicidio Della Moflie Giuglia Ballestri.
Matteo Cagnoni al bagno degli imputati

Delitto Ballestri, il dermatologo dei vip alla sbarra
L’aula di corte d’assise del tribunale di Ravenna negli ultimi tre mesi dell’anno è diventata il teatro di uno dei processi per omicidio più esposti mediaticamente che si ricordino in città. La motivazione sta tutta nella figura dell’imputato: il 10 ottobre è cominciato il processo in cui è alla sbarra con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione il 52enne dermatologo Matteo Cagnoni, volto noto anche oltre le mura cittadine soprattutto grazie alle sue frequentazioni mondane dei salotti televisivi. Il medico è accusato (pm Cristina D’Aniello) di aver ucciso, accanendosi con un ramo di pino di 55 centrimetri, la moglie 39enne Giulia Ballestri con cui era sposato da dodici anni in cui hanno avuto tre figli. L’uomo continua a dichiararsi innocente sin dal giorno dell’arresto, il 19 settembre del 2016 a tre giorni dall’assassinio, e ha scelto il rito ordinario nonostante in molti ipotizzassero la strada dell’abbreviato per beneficiare di uno sconto di pena visti i gravi indizi a suo carico. Dopo la nona udienza del 22 dicembre e un elenco di testimoni ascoltati che supera i venti nomi (oltre duecento quelli ammessi), il processo ricomincerà il 19 gennaio per proseguire ogni venerdì: l’aula finora è sempre stata affollata di gente (oltre duecento persone), anche nei momenti più cruenti in cui sono state proiettate le immagini della scena del delitto e dell’ispezione cadaverica del medico legale. Il venerdì in corte d’assise sta diventando un appuntamento fisso per molta gente comune, curiosa di assistere al dibattimento.

Uccise la madre per nascondere i debiti, ergastolo anche in Appello
Cagnoni rischia l’ergastolo, chi invece ha visto confermato in appello il fine pena mai è Secondo Merendi. A fine novembre è arrivato il giudizio di secondo grado per il 57enne che il 14 aprile del 2015 strangolò la madre Maria Pia Rossini di 81 anni, due volte vedova: il figlio era tornato a vivere sotto al tetto materno a Barbiano di Cotignola dopo il divorzio. L’uomo usò la cintura di un accappatoio poi mise in disordine la casa per inscenare una rapina finita male dicendo di aver trovato il corpo privo di vita sul pavimento della cucina al rientro a casa in tarda mattinata. Il movente (pm Stefano Stargiotti) sarebbe stata la volontà di nascondere la realtà inconfessabile: l’uomo prelevava la pensione della donna con la scusa di pagare gli alimenti all’ex moglie e invece era schiavo delle slot machine. Maria Pia quella mattina aveva deciso di andare in banca per capire meglio cosa stava succedendo nei suoi conti correnti: avrebbe scoperto tutto e Secondo le è saltato addosso.

PoggialiL’ex infermiera Daniela Poggiali non uccise la paziente ma rubò ai parenti dei malati
Sempre dalla corte d’assise d’appello di Bologna è arrivato invece un clamoroso ribaltone di un altro processo per omicidio celebrato in primo grado (pm Angela Scorza) a Ravenna tra il 2015 e il 2016: nel luglio di quest’anno è stata assolta con formula piena, perché il fatto non sussiste, la 45enne Daniela Poggiali che era stata condannata all’ergastolo per aver ucciso (8 aprile 2014) con una iniezione di potassio una paziente dell’ospedale di Lugo dove lavorava come infermiera. La donna era in carcere dall’ottobre del 2014 ed è stata immediatamente scarcerata. L’ordine degli infermieri l’ha radiata dall’albo invece per le celebri due foto scattatele da una collega mentre stava in posa di scherno accanto a un’altra paziente da poco deceduta. Ora il destino della lughese, tornata con il fidanzato storico Luigi Conficconi, è appeso a due ricorsi: quello della procura generale in Cassazione che chiede l’annullamento dell’assoluzione e quello dei suoi legali che chiedono la riabilitazione professionale. In ottobre però è stata condannata in appello a 4 anni e 4 mesi per furti di denaro ai danni dei pazienti e dei loro parenti e di farmaci e materiale ospedaliero dal nosocomio di Lugo.

La mafia nella Bassa Romagna
Il quadro delle sentenze di particolare rilevanza pronunciate nel 2017 conta anche il verdetto arrivato a febbraio: a Bologna il tribunale ha stabilito che in Emilia-Romagna c’è la mafia e uno dei suoi esponenti più quotati viveva nella Bassa Romagna. Il riferimento è a Nicola Femia, detto Rocco: il 56enne si è preso ventisei anni e dieci mesi per associazione per delinquere di stampo mafioso. Per la prima volta una sentenza nella nostra Regione ha accolto la richiesta di 416 bis (pm Francesco Caleca). Il boss calabrese viveva tra Sant’Agata e Conselice, governando un impero che macinava soldi soprattutto attraverso la diffusione di slot e videolottery truccate. In totale il processo Black Monkey ha visto ventitrè condanne per 170 anni di carcere. Una settimana prima della sentenza Femia aveva deciso di fare il salto della barricata: ora è tra i collaboratori di giustizia.

47735Non furono rimborsi gonfiati in Regione
Poco prima di Natale invece si è chiuso l’iter processuale dell’inchiesta Spese Pazze: alla sbarra tredici ex consiglieri regionali del Pd, tra cui i ravennati Miro Fiammenghi e Mario Mazzotti, accusati di peculato per aver chiesto rimborsi di spese sostenute tra il 2010 e il 2011. Condannato solo il capogruppo e assolti gli altri dodici. La procura felsinea (pm Morena Plazzi) aveva chiesto l’assoluzione per il bagnacavallese e diciotto mesi per il cervese, al momento del rinvio a giudizio a dicembre del 2015 al primo vennero contestati 9mila euro e 15mila al secondo.

MerlatoVariante urbanistica a Porto Fuori: nessun favore a Cmc, nessun processo
Nella storia di Ravenna scritta dai tribunali nell’anno 2017 c’è anche un decreto di archiviazione di settembre che ha smontato un castello accusatorio importante contro la pubblica amministrazione per una delle partite più dibattute negli ultimi anni: le trasformazioni urbanistiche del territorio legate al progetto di approfondimento dei fondali del porto. Falso ideologico, falso per induzione e abuso d’ufficio erano i reati ipotizzati a vario titolo. Ma per quel cambio di destinazione d’uso, da agricolo a produttivo, di circa novanta ettari nelle campagne tra Ravenna e Porto Fuori non andranno a processo sei ex dirigenti pubblici di Comune, Provincia e Regione: secondo l’accusa, che aveva chiesto il rinvio a giudizio per cinque, la loro azione aveva indotto in errore gli enti per cui lavoravano favorendo la Cmc proprietaria di 56 ettari di quelle aree. Il giudice invece ha disposto il non luogo a procedere. Secondo la procura i sei pubblici ufficiali avevano aggiustato pareri e atti su misura facendo ricorso a studi mirati che avevano indotto in errore consiglio comunale, giunta provinciale e Ausl per arrivare a una variante del piano operativo comunale (Poc) che favorisse la cooperativa così da poterle consentire di stoccare sulle aree volumi di fanghi dragati dal canale Candiano e trasferire lì il bitumificio in darsena.

L’ex vicesindaco e la bancarotta
Con una pesante accusa di bancarotta, lo scorso marzo è cominciato il processo a Giuseppe Musca, immobiliarista ed esperto di finanza noto sullo scenario ravennate sin dagli anni Ottanta quando fu vicesindaco per i socialisti. Le accuse sono di bancarotta per i fallimenti di tre società, di cui avrebbe preso il controllo quando ancora erano già in condizioni critiche per poi svuotarle deliberatamente trasferendo altrove i beni e lasciando scatole vuote piene di debiti. Questa l’ipotesi accusatoria, respinta dall’imputato. Il processo è in corso (pm Monica Gargiulo e Lucrezia Ciriello). Agli anni Ottanta in cui era impegnato anche politicamente risalgono altri problemi con la giustizia da cui però Musca è uscito senza condanne, circostanza da lui stesso orgogliosamente rivendicata con un quotidiano locale in occasione di una delle poche interviste concesse nel tempo.

Il desiderio della presidente Confesercenti per il 2018: «Basta centri commerciali»

Ciarapica, dirigente provinciale da nove mesi, si aspetta un anno con rischi di instabilità politica e chiede meno tasse

Ciarapica
Monica Ciarapica, albergatrice di Cervia: da marzo 2017 è presidente provinciale di Confesercenti a Ravenna

Il 2017 si conclude un po’ meglio di quanto inizialmente previsto, il 2018 si presenta impegnativo e abbastanza complicato anche con rischi di instabilità politica nel Paese. È la sintesi del bilancio dell’anno che volge al termine e la previsione di quello alle porte fatta da Monica Ciarapica, presidente provinciale di Confesercenti, in una lettera aperta con gli auguri per le festività di Capodanno.

«La ripresa economica oscilla tra segnali positivi e raffreddamenti altrettanto veloci – scrive l’albergatrice cervese arrivata al vertice dell’associazione di categoria nel 2017 –. Il terziario sta vivendo un periodo di profonde trasformazioni. Meglio il turismo (su cui comunque bisogna puntare e investire di più da Roma ai nostri territori), ma ancora tante incertezze negli altri comparti a partire dal commercio. Anche la Legge di Bilancio votata in questi giorni contiene luci e ombre».

Ciarapica sembra riporre non troppa fiducia nel mondo politico ma ugualmente lancia un suggerimento: «La politica che è abbastanza disattenta ai nostri problemi e alla loro soluzione, si sta preparando alle prossime elezioni in un contesto di significativa incertezza. Mi ripeto e lo ripeterò fino allo sfinimento: il mondo del commercio e del turismo deve essere al centro dell’agenda del paese e dei governi di ogni ambito, per il ruolo che hanno e che svolgono e per l’attenzione che si meritano».

Torna poi il grido d’allarme riecheggiato spesso sul territorio ravennate in un anno in cui l’Esp ha raddoppiato la propria dimensione: «Bisogna potenziare e fare delle politiche attive senza spostare oltre l’equilibrio tra le tipologie distributive: Comuni, anche se non li riguarda tutti, smettete di autorizzare, prevedere, puntare sui grandi centri commerciali!».

Basta tasse e più voce alle imprese e a chi le rappresenta: «A livello generale, ma anche locale, occorre ridurre la pressione fiscale e tributaria, il costo del lavoro e la burocrazia asfissiante, tagliare sprechi e sostenere il credito, investire sulla sicurezza e contro le illegalità diffuse, piccole e grandi che siano. Mi rivolgo ancora ai nostri amministratori: le imprese sono un valore, una identità del territorio e le loro libere associazioni ne sono un patrimonio di conoscenze e competenze da rispettare soprattutto da ascoltare e considerare di più anche per governare meglio. Noi ci siamo in autonomia e con le nostre proposte e in un rapporto dialettico e costruttivo con la società e la politica. Anche con l’emozione e l’onore di chi è stata chiamata da nove mesi alla responsabilità provinciale dell’Associazione desidero rivolgere gli auguri di un anno in salute alle imprenditrici e agli imprenditori, ai loro collaboratori come alle nostre comunità con rinnovata fiducia. Buon 2018 a tutti/e».

Al “Benelli” il Ravenna punta all’ultimo botto per salutare un 2017 da incorniciare

Calcio C / Domani, venerdì 29 dicembre (ore 16.30), i giallorossi affrontano in casa il Bassano con l’obiettivo di centrare il sesto risultato utile di fila. Antonioli: «Siamo in un buon momento e vogliamo sfruttarlo»

Ravenna FC Santarcangelo 3 1 [16 Dicembre 2017]
Il tecnico del Ravenna Mauro Antonioli
Manca un ultimo tassello al Ravenna per mandare in archivio nel migliore dei modi un 2017 sontuoso, che lo ha visto riconquistare la Serie C: si tratta del match con il Bassano, in visita domani, venerdì 29 dicembre, al “Benelli” (si gioca alle ore 16.30, arbitro Perotti di Legnano) nella seconda giornata di ritorno. Sulla strada che deve portare alla salvezza, per i giallorossi è un match importante per conquistare altri punti preziosi e allungare la serie positiva arrivata a cinque risultati (tre vittorie e due pareggi), ma la grande ammucchiata regalata dalla classifica (dal 7° al 16° posto ci sono dieci squadre racchiuse in quattro punti) fa sì che questa sfida possa anche essere inquadrata come un partita con vista sui playoff, distanti due punti.

«E’ una partita importante perché conclude per noi, per la società e per la città un anno fantastico – sottolinea l’allenatore Mauro Antonioli – e vogliamo chiuderlo nel migliore dei modi. E’ importante anche perché ci servono punti per stare nel gruppo e perché dietro corrono. Siamo in un buon momento e vogliamo sfruttarlo, per poi goderci in piena serenità e tranquillità le vacanze». Davanti a sé, infatti, il gruppo giallorosso ha una pausa lunga tre settimane, con il ritorno in campo in programma il 20 gennaio a Trieste.

Il Bassano, che alla settima giornata di campionato era capolista solitaria, ha interrotto nello scorso turno, battendo il Fano, una lunga striscia negativa, costellata da tre pareggi in dieci partite. «I nostri avversari hanno qualità individuali e un organico superiori a quello che dice la classifica. Sarà dunque una partita da prendere con le molle, ma i ragazzi stanno bene, stanno facendo benissimo, l’assetto tattico che abbiamo varato a suo tempo funziona – termina Antonioli – e vogliamo allungare la nostra serie positiva».

Ex di turno Sarà una partita speciale per Tommy Maistrello, per la seconda volta avversario del Bassano, in cui ha speso tutta la sua carriera da professionista, con 105 presenze in campionato e 21 reti segnate, prima dell’approdo in Romagna. «A Bassano ho vissuto cinque anni intensi – racconta l’attaccante – e la mia carriera di fatto finora è stata lì. Affrontare la mia ex squadra mi farà comunque effetto, anche se mi è suonato molto più strano all’andata, visto che, essendo appena arrivato a Ravenna, conoscevo meglio il gruppo del Bassano che non i miei nuovi compagni. Per questi 90’ saremo ancora avversari e se ci sarà l’opportunità darò tutto quello che ho, come ho sempre fatto finora, per aiutare la mia squadra a ottenere un risultato positivo, ma dopo il fischio finale torniamo amici».

Il programma (21ª giornata): venerdì 29 dicembre, ore 14.30, Mestre-Albinoleffe, Santarcangelo-Gubbio, Fano-Padova, Sudtirol-Pordenone; ore 16.30, Ravenna-Bassano; ore 18.30, Renate-FeralpiSalò, Reggiana-Triestina; ore 20.45, Sambenedettese-Fermana. Riposo: Vicenza e Teramo.

Classifica: Padova (18 gare disputate) 37 punti; Renate (18) 30; Sambenedettese (17) e Feralpisalò (18) 29; Reggiana (18) e Albinoleffe (18) 26; Triestina (17), Sudtirol (18) e Pordenone (18) 25; Fermana (18) 23; Bassano (18) e Gubbio (18) 22; Mestre (18), Teramo (18), Vicenza (18) e Ravenna (18) 21; Santarcangelo* (18) 16; Fano (18) 13 (*un punto di penalizzazione).

L’OraSì cerca punti a Bergamo per tenere vivo il discorso qualificazione in coppa

Basket A2 / Domani, venerdì 29 dicembre, i ravennati affrontano in trasferta i lombardi, sulla carta abbordabili ma pericolosi sul loro campo. Martino: «Gara importante e per nulla scontata»

Gruppo Contro Imola
La carica dei giallorossi del tecnico Martino

La Serie A2 va di fretta per celebrare il nuovo anno a casa e scende sul parquet già domani sera, venerdì 29 dicembre, per la penultima giornata del girone di andata. L’OraSì sarà di scena a Bergamo (inizio ore 20.30), contro una squadra in lotta per la retrocessione e pericolosa quando gioca sul campo amico. Gli orobici vorranno senza dubbio riscattare la sconfitta, molto pesante nelle dimensioni, patita nell’ultimo turno a Ferrara, e inoltre possono cambiare faccia sul parquet di casa, come sa bene Montegranaro, che prima della rimonta finale si era trovata anche sotto di 12 punti.

Ravenna, dal canto suo, vuole ripartire subito dopo avere interrotto la serie di cinque vittorie consecutive, sia per ricominciare la corsa verso i playoff che per tenere ancora aperta la possibilità di accedere alle finali di Coppa Italia in programma il primo weekend di marzo a Jesi e alla quale parteciperanno le prime quattro classificate a Est e Ovest dopo il girone di andata. A Bergamo, però, l’OraSì dovrà fare ancora a meno dell’infortunato Esposito.

«Archiviata la gara con Mantova – presenta il match il coach Antimo Martino – ci siamo messi al lavoro fin dal pomeriggio di Natale per preparare bene la gara contro Bergamo, a proposito della quale commetteremmo un grave errore guardando la classifica. Le squadre come quella lombarda, infatti, in casa propria devono cercare di acquisire punti-salvezza e noi dovremo quindi tenere in attenta considerazione questo aspetto. Mi aspetto una partita intensa, nella quale dovremo cercare di mantenere alta la concentrazione per trovare il modo di portarla a casa. Si tratta di una gara importante e per nulla scontata».

Il programma (14ª giornata): venerdì 29 dicembre, ore 20.30, Termoforgia Jesi-Bondi Ferrara, Tezenis Verona-Unieuro Forlì, Assigeco Piacenza-Consultinvest Bologna, Bergamo-OraSì Ravenna, Dinamica Generale Mantova-Agribertocchi Orzinuovi, G.S.A. Udine-Alma Pallacanestro Trieste, De’ Longhi Treviso-Roseto Sharks; sabato 30 dicembre, ore 20.30, XL Extralight Montegranaro-Andrea Costa Imola Basket.

Classifica: Trieste 24 punti; Montegranaro, Udine e Bologna 18; Mantova e Ravenna 16; Jesi e Verona 14; Imola e Ferrara 12; Piacenza, Treviso e Forlì 10; Orzinuovi e Bergamo 6; Roseto 4.

Anche 50 richiedenti asilo alla marcia per la pace di San Silvestro

Alle 15 partenza dalla chiesa di San Rocco. In ogni tappa la lettura di un brano del messaggio del Papa e il saluto del rappresentante di una comunità religiosa

Anche una cinquantina di richiedenti asilo, ospitati a Ravenna in una struttura di Santa Teresa sotto la gestione della cooperativa sociale Terzo Millennio, prenderanno parte alla tradizionale marcia della Pace in programma a Ravenna l’ultimo giorno dell’anno. Migranti e rifugiati saranno al centro dell’iniziativa. Come gli altri anni, è stato il messaggio del Papa per la 51esima Giornata della Pace (“Migranti e rifugiati, uomini e donne in cerca di pace”) ad ispirare il tema della manifestazione che, come gli anni scorsi, l’Ufficio diocesano per la Pastorale organizza insieme a tutte le comunità religiose che professano a Ravenna. Partenza il 31 dicembre alle 15 dalla chiesa di San Rocco.

Ogni tappa della marcia sarà caratterizzata dalla lettura di un brano del Messaggio del Papa e dal saluto del rappresentante di una comunità religiosa o una realtà di accoglienza. Si parte, come detto, da San Rocco, dove interverrà monsignor Lorenzo Ghizzoni, a nome della Chiesa cattolica di Ravenna. A San Francesco, luogo simbolo del dialogo, sarà l’imam dei centri islamici della Romagna, Moustapha Soufì, a prendere la parola. Davanti alla Caritas, simbolo dell’accoglienza in città, interverrà il direttore don Alain Gonzalez Valdès. Si passerà quindi da via G. Rasponi, via D’Azeglio, via Pasolini, via Cavour, per arrivare in piazza del Popolo, dove interverranno le istituzioni, rappresentate dal sindaco, Michele de Pascale e dal Prefetto Francesco Russo. La marcia si concluderà nella chiesa di Santo Spirito, in piazzetta degli Ariani, con il discorso di un rappresentante delle comunità ortodosse che celebrano in città.

Lungo il percorso verrà consegnato un cartoncino con una frase del Messaggio di papa Francesco. Al termine della marcia saranno lanciati in cielo dei palloncini bianchi con la scritta “insieme per la pace” portati da ciascun partecipante. Non saranno ammesse bandiere di nessun tipo tranne quelle bianche con la scritta “Pace”.

Confesercenti: «In 8 anni perso il 15 percento delle edicole. Il Comune intervenga»

L’associazione di categoria appoggia la proposta di Spadoni (Civici) per introdurre sgravi fiscali sull’esempio di Firenze

Dal 2009 in provincia di Ravenna 25 edicole hanno tirato giù la serranda per sempre, il 15 percento del totale. Confesercenti fornisce la statistica per appoggiare la recente proposta di Gianfranco Spadoni, consigliere provinciale per la lista Civici Ravenna, che invita il Comune a seguire l’esempio di Firenze dove l’amministrazione comunale ha introdotto alcune misure a favore della diffusione dell’editoria: esposizione gratuita delle locandine dei quotidiani in bar e in altri esercizi pubblici, sgravi fiscali riservati alle edicole.

«Il caso Firenze dimostra che le amministrazioni possano, se c’è la volontà strategica, intervenire concretamente per incoraggiare un settore che sconta purtroppo una lunga crisi», ha affermato Riccardo Ricci Petitoni, responsabile Commercio per Confesercenti Ravenna. La proposta dell’associazione di categoria è per introdurre sgravi sulla tassa di occupazione del suolo pubblico: «Mettiamoci attorno a un tavolo – conclude Ricci Petitoni – e pensiamo a come rinsaldare il rapporto tra edicole e cittadini, affinchè il futuro della carta stampata non passi solo dagli scaffali dei supermercati».

Un anno fa R&D raccontò la crisi delle edicole sul territorio ravennate. All’epoca la fotografia era questa: 24 in città (a cui si devono aggiungere 14 negozi-edicole tra cui gli esercizi interni di stazione, ospedale, interporto e casa di cura Domus Nova) e 11 punti vendita “non esclusivi” – che vendono cioè anche giornali e riviste – come tabaccherie o supermercati; nel forese 4 chioschi, a cui bisogna aggiungere i 5 sui lidi (dove l’attività è spesso stagionale) che complessivamente (tenendo conto anche dei negozi esclusivi e non di forese e lidi) portavano le edicole nel comune di Ravenna a una cifra attorno alle 110 unità, un terzo circa rispetto a quelle presenti complessivamente in provincia.

Viabilità, restauri, progetti, manutenzioni: il piano investimenti 2018 del Comune

L’amministrazione presenta i principali interventi in programma per il prossimo anno, previsti nel Dup triennale

Il Pavaglione
La piazza interna del Pavaglione a Lugo

Viabilità, restauri, manutenzioni, progettazioni: è ampio il piano degli investimenti previsti per il 2018 dall’amministrazione comunale di Lugo. Le azioni, contenute nel Dup 2018-2020 (Documento unico di programmazione che contiene tutti gli obiettivi di governo), sono state presentate nelle Consulte territoriali nel corso di dicembre.

Questo il dettaglio del piano, così come viene divulgato con un comunicato stampa del Comune: «Nel 2018 partiranno i lavori di ristrutturazione di via Traversagno, asse di collegamento tra la frazione di Voltana, la discarica e Lugo, finanziata con 1 milione e 600mila euro. Sarà riqualificata via Circondario ovest, con manutenzione di via de Brozzi (400mila euro), avviata la progettazione del sottopasso di via Piano caricatore (150mila euro) e del sottopasso a Lugo ovest (50mila euro); queste ultime due realizzazioni sono previste per il biennio 2019-2020 e avranno rispettivamente un costo stimato di 3,5 milioni e 500mila euro. È in fase di ultimazione il restauro dell’ala est della Rocca estense, la cui conclusione è prevista per maggio 2018 con la realizzazione del front office unico del Comune di Lugo su largo Relencini (150mila euro). Così come stanno procedendo secondo la tempistica stabilita i restauri delle facciate interne ed esterne del Pavaglione (1,4 milioni) e di alcuni spazi di Villa Malerbi (200mila euro). Entrambi questi interventi saranno completati entro dicembre 2018. Sempre nel Pavaglione, partirà nel 2018 la progettazione per la sismica del quarto lato con la realizzazione dell’impiantistica (65mila euro). È già stato presentato lo studio di fattibilità dell’adeguamento di Casa Rossini come sede museale con l’installazione di apparati multimediali, finanziato in parte attraverso il piano museale della Regione Emilia-Romagna (30mila euro). Per quanto riguarda gli edifici scolastici, entro il 2019 saranno completati i lavori alla palestra della scuola media “Silvestro Gherardi” (100mila euro) e la manutenzione straordinaria alla scuola materna Capucci (315mila euro), mentre nel 2018 ci sarà l’ampliamento della scuola elementare Codazzi (500mila euro) e i lavori alla palestra della scuola media “Francesco Baracca” (30mila euro). Per I lavori di sismica alla ex scuola Gardenghi nel 2019 sono previsti 100mila euro».

Per la manutenzione degli immobili sono stati stanziati 400mila euro nel 2018 e nel 2019 e 300mila euro nel 2020. Per la manutenzione delle strade e la ristrutturazione del centro storico, compresa la realizzazione della nuova piazza Savonarola sono stati stanziati due milioni di euro (di cui 700mila euro per piazza Savonarola).

Per la realizzazione del bacino di laminazione a Lugo Sud è  disponibile un milione di euro già dal 2018. Mentre il completamento del bacino di laminazione a Lugo Ovest è previsto per il 2020 (un milione di euro). Sempre per il contenimento del rischio idraulico sarà realizzato il fosso a Lugo sud (180mila euro) e una vasca di laminazione a Lugo nord (500mila euro).

Per la manutenzione straordinaria del sistema viario di Voltana sono stati messi a bilancio nel 2018 500mila euro. Sono messi a bilancio 100mila euro all’anno per la segnaletica, così come 100mila euro all’anno per la manutenzione del verde pubblico, compresi 5mila euro all’anno per il Parco del loto. Infine, per la progressiva sostituzione dell’illuminazione pubblica con lampade a led a basso consumo, nel 2018 saranno stanziati tramite mutuo 500mila euro.

«Continua l’impegno di questa amministrazione comunale nel dare ancora maggiori risposte per la riqualificazione e la ristrutturazione delle strade delle nostre frazioni e dei nostri quartieri – ha sottolineato il sindaco Davide Ranalli -. Proseguiamo con convinzione un’azione rivolta principalmente alla manutenzione e alla gestione del patrimonio pubblico, dando come sempre priorità all’edilizia scolastica, pur trovandoci in un contesto economico ancora complicato, che ci spinge ogni anno a cercare nuove soluzioni, con la volontà di cambiare la nostra città per dare sempre maggior risposte ai nostri cittadini. Le iniziative si sviluppano nell’ottica di una sempre più razionale pianificazione degli interventi in relazione alla disponibilità delle risorse finanziarie, sempre minori, e ai vincoli del patto di stabilità, sempre più stringenti».

Igor, tonnellate di droga, l’incubo spaccate: un anno di cronaca nera in provincia

I principali avvenimenti del Ravennate nell’anno che si sta chiudendo, finora senza omicidi per la prima volta dopo sei anni. Le accuse a Norbert Feher per l’assassinio del metronotte a Savio, il decesso del 18enne a Lugo abbandonato in auto dagli amici dopo una notte di sballo, la presunta violenza sessuale filmata su una 18enne ubriaca

Igor
La prima foto di Igor dopo l’arresto, pubblicata dal sito Wikilao

Ora che è stato arrestato, in Aragona grazie a un blitz delle forze dell’ordine spagnole dopo un triplice omicidio, si potrà forse chiarire una volta per tutte se il serbo Norbert Feher, alias il russo Igor Vaclavic (nome e nazionalità fasulli utilizzati in passato), sia il killer del metronotte Salvatore Chianese, ammazzato a Savio il 30 dicembre del 2015. L’arresto del criminale – in fuga dall’Italia dove era ricercato per gli omicidi di un barista e di una guardia ecologica volontaria lo scorso aprile tra Budrio e Portomaggiore e fortemente sospettato per l’episodio ravennate – è l’evento di cronaca nera più significativo dell’anno anche per la provincia di Ravenna in un anno in cui non si sono registrati omicidi volontari (fino al momento di andare in stampa, è bene precisarlo). I due delitti che gli vengono attribuiti sono avvenuti poche spanne fuori dai confini della nostra provincia e in primavera anche il comando provinciale dei carabinieri di Ravenna ha partecipato alla caccia all’uomo, ingrossando la schiera di chi di fatto è stato preso in giro da un uomo solo in fuga.

SpaccataMa la parte finale del 2017 ha riservato anche altri accadimenti significativi per le pagine di nera della cronaca locale. Da novembre in poi, ad esempio, si sta assitendo a un martellamento di spaccate e furti notturni in attività commerciali di ogni tipo, nessuno escluso. Bar, supermercati, negozi, aziende, in pieno centro o alle porte della città non fa alcuna differenza per i criminali: in alcuni casi i malviventi agiscono senza fare rumore scassinando le serrature con attrezzature da professionisti, in altri vanno poco per il sottile e sfondano vetrate e porte con auto come arieti, con rastrelliere da bici o tombini. Alcune attività hanno dovuto addirittura subire l’onta del secondo furto a distanza di pochi giorni. I carabinieri hanno eseguito alcuni arresti e denunce (sette in tutto), sospettando di aver trovato alcuni componenti delle bande.

RAVENNA 20/11/2017. CARABINIERI, CONFERENZA PER MAXI SEQUESTRO DI DROGAIl 10 novembre passerà alla memoria invece come il giorno del più grande sequestro di droga nel nostro territorio: 25 quintali di roba tra hashish a marijuana. Oltre che per la quantità, mai vista tutta in una volta a queste latitudini, l’operazione dei carabinieri sconvolge per alcuni dettagli di contorno. La droga era su un furgone, caricato sulla spiaggia di Lido di Classe dopo uno sbarco dal mare con una piccola imbarcazione che ha verosimilmente raggiunto la costa dai Balcani. Durante le ricerche di un fuggitivo dal veicolo dopo il fermo, una pattuglia dei carabinieri si è imbattuta in una coppia di uomini di cui uno si è dichiarato carabiniere e ha sfoderato una pistola rubata finendo per sparare un colpo che non ha raggiunto nessuno durante una colluttazione. Si trattava in effetti di un carabiniere, poi arrestato a fine novembre e ritenuto collegato allo sbarco di droga.

Andando a ritroso nel tempo si trova una vicenda piuttosto controversa su un tema di grande attualità, la violenza sulle donne. A fine ottobre la squadra mobile ha arrestato due giovani, un romeno di 27 anni e un 26enne italiano di origini senegalesi, con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una 18enne talmente ubriaca da non potersi reggere in piedi. I due sono accusati in concorso ma solo uno dei due ha fatto sesso con la giovane, l’altro nel frattempo li filmava con un telefonino. Il rapporto e il filmato non sono smentiti dagli accusati ma i loro avvocati sostengono che la ragazza fosse consenziente. I giudici di Ravenna hanno accolto la tesi dell’accusa, i giudici del Riesame di Bologna dopo aver visionato i video sul telefonino di uno degli arrestati hanno ritenuto anche alcuni elementi mostrino la consensualità della 18enne e quindi hanno scarcerato i due. Al momento l’indagine prosegue con l’iscrizione nel registro degli indagati di un’amica della vittima che si trovava nell’appartamento del centro di Ravenna, di proprietà di un terzo ragazzo, quando è avvenuto il presunto abuso.

Tra i fascicoli aperti in procura troviamo anche quello su un bando pubblico affidato dal Comune di Ravenna allo studio Giaccardi per un’analisi della reputazione dei lidi. Il vincitore del bando non è indagato ma lo sono tre persone che si sono occupate dell’aggiudicazione: secondo gli inquirenti avrebbero volutamente ignorato la mancanza di un requisito che il concorrente aveva correttamente dichiarato. La vicenda ha scosso i corridoi di Palazzo Merlato perché quando si aprì il bando, la consigliere comunale del movimento Cambierà inviò una mail con posta cerficata con il nome di chi secondo lei avrebbe poi vinto e la previsione fu confermata. Ne nacque un esposto che segnalava la coincidenza fra il nome di chi aveva vinto il bando e uno di quelli nell’elenco delle cento imprese che in campagna elettorale avevano sottoscritto il manifesto per il turismo proposto dal condidato del centro sinistra, e ora sindaco, Michele de Pascale.

A marzo il salotto buono di Milano Marittima è stato violato da un commando armato con un’azione degna dei film polizieschi più crudi: con due auto rubate hanno tentato di abbattere la vetrina di due gioiellerie senza riuscirci e dopo i tentativi andati a vuoto hanno rinunciato al bottino e sono fuggiti. Diversa sorte è toccata invece all’ex calciatore Marco Di Vaio in vacanza a giugno con la famiglia sulla costa cervese: in strada gli è stato rubato un orologio da 40mila euro.

RAVENNA 16/09/2017. INCIDENTE A LIDO ADRIANO, MORTI DUE POLIZIOTTISono stati giorni di lutto quelli di settembre quando in tanti hanno pianto per la morte di due poliziotti in servizio alla questura. Pietro Pezzi e Nicoletta Missiroli hanno perso la vita in un incidente stradale durante un turno di servizio. La loro pattuglia è finita fuori strada colpendo il tronco di un albero a Lido Adriano mentre a sirene spiegate era diretti a un campeggio per sedare una lite in corso.

C’è poi una vicenda legata al consumo di droga che vede il decesso di un 18enne. Matteo Ballardini, studente di Lugo, è stato trovato morto all’interno della sua auto in un parcheggio il 12 aprile. Il ragazzo sedeva sul lato passeggero senza vita. Per quel decesso sono indagati cinque giovani: sono le ultime persone che l’hanno visto vivo, le persone con cui Ballardini ha avuto contatti durante la serata precedente in cui è uscito in loro compagnia per una serata di sballo a base di alcol e droga. Secondo la procura i compagni di baldoria lo avrebbero mollato in auto quando già stava male andandosene a casa senza chiedere aiuto.

Vicenda inquietante ma per altri versi è invece quella emersa a luglio. Un’operazione antimafia partita da Napoli ha portato al sequestro di un’intera palazzina a Russi e all’arresto di un bancario faentino che lavorava per la Cassa di Risparmio di Ravenna. I magistrati campani sono convinti che gli immobili siano di proprietà di una società collegata alla mafia e il bancario fosse un riferimento dei clan proprio per investimenti e operazioni finanziarie. Non meno importante l’operazione antimafia Malavigna di fine anno, condotta dalla Dia con la collaborazione locale del comando provinciale della guardia di finanza, conclusa con sette arresti tra cui quello di un noto imprenditore del vino.

A tre giorni dalla conclusione dell’anno, il 2017 in provincia di Ravenna non ha visto alcun omicidio volontario commesso. Si tratterebbe della prima volta che accade da diverso tempo a questa parte: dal 2011 in poi infatti c’è stato almeno un assassinio all’anno. Nel 2016 due casi: Giulia Ballestri e il 57enne Ugo Tani, cuoco assassinato a Savio dal giovane amante a colpi di mannaia. Nel 2015 il numero più alto: sei episodi. Il 30 dicembre il metronotte Salvatore Chianese ucciso in una cava a Savio, il 12 settembre l’ambulante abusivo Mor Seye a Casal Borsetti (questi due attualmente sono irrisolti), in agosto a Faenza morì Andrey Goncharov, colpito da un colpo di pistola sparato da un amico che stava giocando con un’arma rubata, in luglio un’anziano uccide la moglie Rosa Bassani a Lugo senza saper dire perché lo fece, a maggio un ex vigilante uccise la moglie Paola Fabbri e poi si uccise a Savio, in aprile Maria Pia Rossini uccisa dal figlio Secondo Merendi.

Aria inquinata: l’allarme di Legambiente a Ravenna e nella Bassa

Troppi gli sforamenti registrati, gli ambientalisti chiedono una viabilità alternativa e centraline per la misurazione delle polveri nel Lughese

Smog
Tra i primi fattori dell’inquinamento dell’aria c’è il traffico veicolare

L’allarme smog sul nord Italia non risparmia la pianura padana e anche a Ravenna sono stati numerosi gli sforamenti degli ultimi giorni per quanto riguarda la concentrazione dei polveri sottili. In particolare a lanciare l’allarme è Legambiente che scrive: “gli ulteriori sforamenti di PM10 ed i valori insostenibili di PM2.5 di questi giorni, devono essere un monito che stimoli ad adottare politiche lungimiranti sulla qualità dell’aria per la città di Ravenna, evitando possibili future condizioni emergenziali, già verificatesi a livello regionale. Nell’ultima settimana, le centraline di Arpae per il monitoraggio della qualità dell’aria site in via Zalamella e via Caorle, hanno registrato consecutivi superamenti (dal 19 al 23 dicembre) dei limiti di legge consentiti delle PM10 (50 μg/m3, come definito dal dlgs 155/2010). Il dato di maggiore interesse è stato però quello

relativo alle PM2.5, il cui parametro di riferimento viene definito da un valore limite cautelativo sulla media annuale di 25μg/m3. La centralina di via Caorle, ha registrato superamenti dell’ordine di oltre 40 μg/m3 e con punte di 60 μg/m3 sempre dal 19 al 23 dicembre. E’ risaputo come queste polveri siano le più pericolose per il sistema respiratorio e come siano maggiormente persistenti in atmosfera rispetto alle PM10”. Alla luce di questi dati, il Circolo Matelda di Legambiente Ravenna vuole proporre delle soluzioni locali, quantomeno per mitigare il fenomeno. Nel merito, un sistema di viabilità differente in particolare per quanto riguarda proprio il percorso di via Zalamella: “da anni proponiamo la realizzazione di una viabilità analoga a quella di via Rubicone – sottolineano – con percorsi ciclabili da entrambi i lati della strada, riduzione dei parcheggi e limiti di velocità nell’ordine dei 30 km/h, così da scoraggiare il continuo passaggio di auto a velocità eccessive riducendo, inoltre, il rischio ed i danni da incidenti”.

E nell’occasione Legambiente torna su una richiesta effettuata poche settimane fa in termini di riduzione dei consumi per il riscaldamento: “Stiamo ancora aspettando le disposizioni da parte del Comune per la chiusura delle porte degli esercizi commerciali come già fatto da Bologna, Reggio Emilia e Modena, ma per le quali non abbiamo ancora ricevuto nessun riscontro”.

A sollevare la questione inquinamento atmosferico anche i “colleghi” ambientalisti della Bassa Romagna tramite Yuri Rambelli, del circolo Cederna: “Purtroppo nel nostro territorio non c’è nemmeno una centralina per il monitoraggio delle PM10, le famigerate polveri sottili ma ciò non significa che i cittadini della Bassa Romagna respirino aria più pulita”.

Sul sito dell’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell´Emilia-Romagna (Arpae) si può infatti leggere che “Al fine di comunicare alla popolazione in modo semplice ed immediato il livello qualitativo dell´aria che si respira, ARPAE Emilia-Romagna ha deciso di definire un indice di qualità dell’aria (IQA) che rappresenti sinteticamente lo stato complessivo dell’inquinamento atmosferico” specificando inoltre come “i sistemi di modellistica e i dati raccolti dalla rete regionale di misura consentono di avere indicazioni sulla qualità dell’aria in ogni comune del territorio dell’Emilia-Romagna – anche ove non siano presenti stazioni di rilevamento – sia come previsione sia come stima della concentrazione degli inquinanti per le giornate trascorse”.

“Spulciando i grafici giornalieri dell’indice della qualità dell’aria – continua Rambelli – è così possibile scoprire che in comuni come Alfonsine, Fusignano e Lugo nel corso del 2017 si sarebbero superati i limiti delle polveri sottili per oltre 40 giorni, ben più dei 35 permessi dalla normativa. In particolare nell’ultima settimana i livelli di PM10 sarebbero stati quasi sempre oltre i limiti di legge, senza che si sia avuta notizia di provvedimenti o misure di alcun tipo da parte delle amministrazioni comunali. “Trattandosi di indicazioni, e non di dati registrati da una centralina di monitoraggio, non si può dire che i livelli di inquinamento siano fuorilegge ci danno però un’indicazione ben precisa di un problema diffuso sul territorio e non relegato solo ai centri storici delle grandi città. Quali sono dunque le misure messe in campo dalle nostre amministrazioni per salvaguardare la salute dei cittadini?”

L’associazione continua a puntare il dito contro un modello di mobilità non sostenibile: è invece necessario investire in trasporto pubblico, itinerari ciclopedonali protetti, coerenti e completi (non qualche centinaio di metri di piste ciclabili che non portano da nessuna parte) e più verde nei centri abitati, data la nota capacità delle piante di assorbire e filtrare gli inquinanti. “Sarebbe poi necessaria la predisposizione di una seria rete di monitoraggio della qualità dell’aria anche nei nostri territori: la salute dei cittadini non si tutela evitando di misurare l’inquinamento cui sono esposti” conclude Rambelli.

 

“Potere al Popolo” sceglie i propri candidati: seconda assemblea il 30 dicembre

La lista di estrema sinistra alternativa a Pd e Leu si ritrova in via Lanciani. Obiettivo le elezioni politiche 2018

Poterealpopolo
La prima assemblea del movimento “Potere al popolo” a Ravenna il

Seconda assemblea per “Potere al Popolo” a Ravenna che sta tentando la strada in salita verso le elezioni raccogliendo quegli scontenti di (estrema) sinistra che non si riconoscono nel progetto di Liberi e Uguali, giudicandolo sia un’operazione dall’alto delle segreterie di tre partiti (Mdp, Sinistra Italiana e Possibile) sia un’alleanza, quella con Mdp di cui fanno parte gli ex Ds-Pd come Bersani e d’Alema, non accettabile per chi critica non solo le politiche renziane degli ultimi anni, ma quelle del centrosinistra praticate negli ultimi venticinque anni. E così, dopo una prima assemblea in via Aquileia, il 30 dicembre alle 15 in via Lanciani 133 a Ravenna ci sarà l’assemblea per vagliare le candidature, che poi saranno portate in assemblee a livello romagnolo e regionale, sulla base di collegi elettorali di Camera e Senato. A decidere chi potrà puntare a essere candidato saranno quindi i presenti sabato pomeriggio, come lo spirito “dal basso” del progetto impone. E si potrà scegliere tra coloro che si autocandideranno o saranno disponibili in caso di indicazione da parte di altri, naturalmente tutti dovranno aver  sottoscritto i punti e il programma consultabili su www.poterealpopolo.org e condividerne il percorso. La sede dell’assemblea è quella di Rifondazione comunista, partito che (come gli ex Comunisti Italiani) ha aderito al percorso e al progetto “Essendo noi senza soldi – spiega Gabriele Abrotini, attivista e tra i promotori di questa impresa a Ravenna, non iscritto ad alcun partito – ci è sembrata la soluzione più logica”.

Torna la fiaccolata patriottica dei Repubblicani al Capanno Garibaldi

Fiaccolata

Ci saranno il vicesindaco Fusignani e l’ex vicesindaco Mingozzi e i consiglieri del Pri Chiara Francesconi e Andrea Vasi

Anche nel 2017, il 31 dicembre, alle 17, si svolgerà la tradizionale fiaccolata patriottica al Capanno Garibaldi, giunta all’ottava edizione e promossa dagli Amici della Capanno e dalla Fondazione del Risorgimento con il patrocinio del Comune. La Banda Città di Ravenna accompagnerà i convenuti nel percorso dalla via Baiona al capanno, per l’occasione. illuminato. Interverranno il vicesindaco Eugenio Fusignani, i consiglieri comunali Chiara Francesconi e Andrea Vasi, Giannantonio Mingozzi e il presidente deli Amici De Lorenzi. Quest’anno la cerimonia, che ricorda a tutti il contributo di Ravenna al salvamento di Garibaldi e alla conquista dell’Unità d’Italia, verrà dedicata in particolare ai primi 70 anni della Costituzione italiana, firmata il 27 dicembre del ’47, entrata in vigore il primo gennaio del 1948. Allora Ravenna, ricordano i repubblicani con orgoglio, espresse il più alto contributo di consensi scelse la Repubblica nel referendum del 2 giugno 1946 a conferma di un grande senso di appartenenza alle istituzioni repubblicane.

 

Polvere di Stelle chiude e dona oltre 3mila euro agli Amici della Classense

L’associazione non a scopo di lucro ha promosso, negli anni, anche un convegno su Teresa Gamba Guiccioli

In una nota alla stampa, l’Associazione Culturale Polvere di Stelle annuncia di aver terminato la propria attività e di aver deciso di donare il fondo economico di 3.200 euro rimasto all’Associazione Amici della Biblioteca Classense. Il consiglio direttivo era così composto: Rosetta Berardi (Presidente), Carla Fabbri (Vice Presidente); Francesca Serra (Segretaria); Giuliana Bruni (Consigliere); Paola Babini (Consigliere). Polvere di Stelle è stata un’asTeresagambaguicciolisociazione senza fine di lucro che ha promosso per 10 anni (dal 2003 al 2012) l’omonimo Premio per i migliori addobbi luminosi natalizi esterni nelle case private dei ravennati. Il premio era stato ideato da Danilo Casali. In tutte le dieci edizioni, la premiazione si è sempre svolta alla presenza del sindaco Fabrizio Matteucci. Le attività svolte dall’Associazione hanno avuto il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio. L’associazione, composta di solo donne si è posta come obiettivi la realizzazione di iniziative culturali tese in particolare alla valorizzazione e promozione dell’ immagine della città, del territorio e di ogni altro aspetto della creatività individuale e collettiva e, sulla base delle indicazioni del proprio Statuto, aveva ampliato la sua attività culturale dedicandosi anche alle  “Stelle dimenticate”, cioè a quegli illustri figlie e figli di Ravenna e della Romagna su cui è ingiustamente calato il velo dell’oblio. Ha iniziato dedicandoci alla figura del musicista futurista Francesco Balilla Pratella. Nel 2009 ha pubblicato il testo inedito, del 1945, di F. B. Pratella Con me a funghi, introduzione alla vita beata, e nel 2012 pubblica il Testamento di Francesco Balilla Pratella, (Edizioni del Girasole)

Nel 2014 organizza, in collaborazione con la Biblioteca Classense, un incontro pubblico presso la Sala Muratori con Claudia Giuliani (direttrice dell’Istituzione Biblioteca Classense), Donatino Domini (coordinatore scientifico del costituendo Museo Byron) e Diego Saglia (Università di Parma) e una mostra di 15 artiste italiane “Omaggio a Teresa Gamba Guiccioli” alla Manica Lunga della Classense a cura di Beatrice Buscaroli (nella foto).

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